Fernando Coratelli – Ritratti da spiaggia

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Ritratti da spiaggia

 

La vecchia anoressica

La vecchia anoressica ha un marito, una rivista, una sedia da mare, due coppe perfette di silicone all’altezza del petto ossuto e scheletrico. La vecchia anoressica vista di spalle potrebbe lasciare credere di essere una quarantenne, ma quando si gira e mostra il suo mento cadente, gli occhi gonfi e le guance raggrinzite mostra che i quaranta li ha passati da un paio di decenni tutti. La vecchia anoressica è scientifica nell’arte dell’abbronzatura con il suo minibikini: orologio alla mano espone ogni parte del corpo al sole per lo stesso minutaggio. Siede sulla seggiola da mare con una gamba arcuata e una distesa, poi inverte la posizione degli arti inferiori. Dopodiché si mette in piedi a leggere la rivista dando le spalle al sole, poi il profilo destro, infine quello sinistro. Verso ora di pranzo, mentre il resto della spiaggia a ferragosto armeggia con pietanze di tutti i generi, la vecchia anoressica richiama a sé il marito inerme sotto l’ombrellone e gli propone di mangiare. Dopo avere addentato una susina e addirittura due acini d’uva, la vecchia anoressica dà un sorso alla bottiglia d’acqua e esclama: “O dio quanto ho mangiato, sono sazia, mi sa proprio che stasera non ceno”. Il marito fa sì con la testa e prosegue a sbocconcellare il suo panino con la mortadella.

Il manager indefesso

Il manager indefesso non conosce sosta neppure in spiaggia a ferragosto. È connesso, è al telefono, disegna grafici, parla a alta voce. Il manager indefesso è per metà al sole e per metà sotto l’ombrellone; la moglie, il figlio tredicenne e la figlia undicenne fanno andirivieni tra la battigia e il posto in prima fila che il manager indefesso ha ben pagato per divertirsi a ferragosto. Infatti si districa tra ragazzini che corrono e sollevano sabbia verso cui inveisce a gesti. Intanto la famiglia lo reclama: un bagno, almeno uno tutti insieme, poi torni al tuo tablet, al tuo Blackberry e ai tuoi Excel. Questo più o meno ripetono moglie e figli. Il manager indefesso fa solo sì con la testa, ma con l’indice al naso chiede ai suoi familiari di non parlare troppo a voce alta mentre lui è impegnato in conversazioni in lingua di Albione di vitale importanza per il Pil d’Europa, forse del mondo intero. Quando finalmente il manager indefesso chiude la telefonata, si avvicina alla battigia dove figli e moglie giocano con le onde. Il manager indefesso fa un passo sul bagnasciuga, tuttavia a causa dei pensieri che lo connettono con il mondo ma non con i suoi piedi, ne mette uno in fallo e scivola come sacco di patate in acqua. La tragedia è incommensurabile: il Blackberry che il manager indefesso ha con sé nella tasca dei bermuda è bagnato. Lui salta sul posto, grida come un ossesso, inveisce contro le vacanze e la famiglia, cerca di asciugare il prezioso strumento correndo verso l’ombrellone, agli asciugamani, infine lo tiene fra le mani un po’ al sole ma non troppo e prega a lungo che non tutto sia perso.

La coppietta felice

La coppietta felice si tiene per mano, mentre ciascuno resta sdraiato sul proprio lettino per abbrustolirsi al sole. La coppietta felice si tiene per mano quando si alza dai lettini per provare a fare un bagno. La coppietta felice si tiene per mano anche quando si avventura in acqua fino alla cintola, poiché le onde sono grosse e il timore di perdersi l’un l’altra è forte. La coppietta felice si tiene per mano mentre passeggia sulla battigia, avanti e indietro, indietro e avanti. La coppietta felice si tiene per mano anche per sorseggiare alla cannuccia una Coca-Cola comprata al bar mentre si teneva per mano. La coppietta felice non stacca mai il contatto delle mani neppure in casi eccezionali, tipo quando una avvenente ragazza all’ombrellone di fianco si slaccia il pezzo di sopra e resta per alcuni minuti in topless per sistemare bene la crema abbronzante. In un caso del genere si può notare che il ragazzo della coppietta felice dà un’occhiata alla sua dolce metà, e quando nota che lei è ben girata dall’altra parte, forse caduta addormentata e innamorata, allora sbircia da sotto gli occhiali da sole i seni nudi della vicina. Dopodiché si rigira verso la sua dolce metà e, appurato che dorme ancora, ripiomba con lo sguardo sulla vicina e azzarda anche un sorriso. Nel frattempo l’ignara dolce metà, all’apparenza caduta in un sonno profondo, ha sfilato dalla borsetta sotto il suo lettino il proprio iPhone, e ha evidentemente preso a mandare messaggi a qualcuno che la diverte parecchio, visto i sorrisi e gli occhi dolci che fa verso il telefono tutte le volte che le arriva una risposta.

Il polemico a tutto tondo

Il polemico a tutto tondo è un uomo di immensa cultura e fine intelligenza; perlomeno tale si considera da sé medesimo. Il polemico a tutto tondo domina e impera su più ombrelloni, di magnifica eloquenza sa sentenziare su tutto e tutti. Il polemico a tutto tondo ha una barba folta ma è del tutto calvo, è alto e in sovrappeso, tuttavia non si alza mai dal lettino dal quale tributa frustate al mondo intero. Per esempio, il polemico a tutto tondo sa bene come si vinifica, ha un vecchio zio che lo fa e da cui ha imparato tutto, mentre il vino tanto decantato che pare abbia bevuto ieri sera a una cena era robaccia. Inoltre, il polemico a tutto tondo sa bene come si gestisce un lido balneare, ha un caro amico che ne possiede uno, e quello dove si trova in questo momento evidentemente è assai mal gestito. Il polemico a tutto tondo sa pure come si amministra la cosa pubblica, ha un lontano cugino consigliere comunale che gli ha svelato i retroscena, mentre il sindaco di questa località di mare è davvero un incompetente. Il polemico a tutto tondo polemizza anche su argomenti ben più complessi e di diversa natura. Infatti poiché ha un amico che è finanziere (non è chiaro se nell’alta finanza o nella Guardia) ha ben da ridire sulle parole incoscienti che ha pronunciato qualche giorno prima il presidente della Banca centrale europea. Il polemico a tutto tondo ha persino parole di stizza su scelte e spese della Federazione italiana di calcio per la scelta del nuovo allenatore, lui ha un amico che ha un parente nella Figc e sa bene come funzionano le pastette lì dentro. Quando infine uno dei conviviali alla polemica azzarda una frase di stizza sui Tir che invadono le autostrade italiane durante le vacanze estive, ecco che il polemico a tutto tondo sbraita e abbaia in faccia all’uomo, e gli dice che non capisce un emerito organo maschile, ché lui è camionista e sa bene come vanno le cose, ché senza di lui il Paese sarebbe fermo, mentre gli automobilisti andrebbero tutti schiacciati sotto il suo Tir. Infine, rosso di rabbia stringe con vigore un pugno e ingrossa il bicipite.

© Fernando Coratelli

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