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proSabato: Dino Buzzati, Il Veneto della pianura
Continua a leggere: proSabato: Dino Buzzati, Il Veneto della pianuraIl Veneto della pianura Vicenza, luglio 1965 Il Veneto della pianura è un posto abbastanza misterioso, se non uno dei posti più misteriosi d’Italia. Non è che ci siano molti fantasmi, castelli in rovina, oggetti e creature sinistre, ruderi stregati, paesaggi che danno inquietudine, personaggi enigmatici. Anzi. …Il basso Veneto è così misterioso proprio perché…
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Gli undici addii #5: “Sciopero”, di Gianluca Wayne Palazzo
Continua a leggere: Gli undici addii #5: “Sciopero”, di Gianluca Wayne Palazzo«Ricorda che non puoi fare lezione.» «Ok… Perché?» «Si tratta di uno sciopero. Devi solo coprire la classe, non puoi fare lezione al posto del professore che sciopera.» «Carlini.» «Esatto.» Amelia annuì. «E come faccio a…» Ma la vicepreside si era allontanata, con la solita fretta da scoiattolo che aveva quando era costretta a…
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I me medesimi 21: Chiara
Continua a leggere: I me medesimi 21: ChiaraDi lei ho saputo poco. Solo che si chiamava Chiara. Ci siamo incontrati una sera a un concerto. La calca della gente aveva sfregato i nostri corpi uno contro l’altro. Quando l’ho guardata in faccia mi ha sorriso. Tutto il viso le si illuminava quando sorrideva. Alla fine del concerto mi ha chiesto: tu cosa…
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proSabato: Giorgio Caproni, Una spallata al re
Continua a leggere: proSabato: Giorgio Caproni, Una spallata al reUna spallata al re Agostino era entrato nel deposito dei trams per iniziare il suo turno alle cinque pomeridiane e i due guardiani che, sul predellino d’una vettura, vociavano nella profonda luce appesantita dall’odore di ferro riscaldato e di calda polvere impastata d’olio nero, nemmeno si accorsero di lui. Se ne accorse il cane il…
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#Unafraselungaunlibro: i primi 50 numeri
Continua a leggere: #Unafraselungaunlibro: i primi 50 numeriUna frase lunga un libro è arrivata alla cinquantesima puntata, questo post che riepiloga tutti i numeri è per festeggiare e ringraziare i lettori, gli scrittori, i traduttori e gli editori. Grazie, vi aspetto per il numero 51, tra una settimana. Gianni Montieri * n. 1 Silvina Ocampo, La promessa n. 2 John Williams, Stoner…
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Calibro Festival 2016
Continua a leggere: Calibro Festival 2016Da giovedì 31 marzo a domenica 3 aprile 2016 torna CaLibro Festival di letture a Città di Castello La quarta edizione di CaLibro è ormai alle porte: il Festival di letture, organizzato dall’Associazione culturale “Il Fondino”, grazie anche al sostegno e al patrocinio del Comune di Città di Castello e della Regione Umbria, sarà caratterizzato…
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I me medesimi n. 20: Nando
Continua a leggere: I me medesimi n. 20: NandoI me medesimi n. 20: Nando Dormì in auto con la radio accesa. Alla mattina si svegliò in mezzo al traffico, la batteria era esaurita e lui decise di bruciare i propri documenti. Era pulito adesso. Non c’erano più macerie nel suo spirito. La polvere soffiata via dalla brezza notturna. Nessun sintomo di tristezza…
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L’epifania dell’orrore. Novelle gotiche italiane
Continua a leggere: L’epifania dell’orrore. Novelle gotiche italianeL’epifania dell’orrore. Novelle gotiche italiane, a cura di Giuseppe Ceddia, Stilo Editrice, 2015, € 14,00 * Signori, entrate, qui dentro c’è un mondo che non conosciamo, o che non conosciamo abbastanza. Un mondo di cui abbiamo sfiorato la superficie con gli occhi, qualche volta soltanto. Un mondo dove il buio, l’orrore, la fantasia, il mistero e il…
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Gli undici addii #4: “Supplenza”, di Gianluca Wayne Palazzo
Continua a leggere: Gli undici addii #4: “Supplenza”, di Gianluca Wayne PalazzoSi fermò davanti alla professoressa di tecnica accasciata contro la porta dell’aula, notando la linea irregolare delle sopracciglia, il colorito grigio e i capelli appesi alla testa che scivolavano giù, svogliati, in sfumature di ruggine. Un guizzo della pupilla si sostituì al saluto e subito la donna abbandonò l’uscio, spalancandogli davanti un’interminabile ora di supplenza…
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I me medesimi n. 19: Rosy
Continua a leggere: I me medesimi n. 19: RosyRosy si siede sempre allo stesso posto, vicino al finestrino. Anche il suo signorino si siede sempre allo stesso posto, di fronte a lei ma in diagonale. È lei che glielo tiene, perché sale a capolinea quando il treno delle 6.53 è vuoto. Allora può fare quello che vuole. Butta il suo giaccone, nero e…