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Gli undici addii #11 – “Ultima campanella”
Continua a leggere: Gli undici addii #11 – “Ultima campanella”di Gianluca Wayne Palazzo Sono trascorse le ultime ore di quest’anno, gli esami sono lontani e non sono più nemmeno scuola, non c’è più nemmeno lo stesso rapporto con le facce che ti hanno scrutato ogni giorno di ogni settimana per un anno intero, quando non c’era più bisogno di simulare di essere componenti…
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Giocatrici more uxorio
Continua a leggere: Giocatrici more uxorioHo provato a seguire i consigli di Francesca Fiorletta (Dieci buoni motivi per NON leggere More Uxorio) e mi sono così azzardato a (non) leggere More Uxorio portandolo alle labbra come un bicchiere (rigorosamente blu e Ikea) mantenuto rigorosamente sempre pieno e berne lentamente con discrezione e curiosità. A Francesca Fiorletta la linearità della prosa…
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Opera al verde
Continua a leggere: Opera al verdeLa madre è seduta al margine della sedia. Penna e taccuino mangiano spazio alla tazzina del caffè, mentre il libro da cui prende appunti è disteso, aperto, sulle sue ginocchia. Ha provato a tenerlo dritto contro il tavolo sostenendolo con le mani, ma il libro è così pesante da averle indolenzito il polso. Ed è…
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Gli undici addii #10: “Gita”, di Gianluca Wayne Palazzo
Continua a leggere: Gli undici addii #10: “Gita”, di Gianluca Wayne PalazzoBrillava una falce di luna sui canali davanti all’albergo. Anja e Marco guardavano i riflessi liquidi delle case, stanchi, i gomiti poggiati sulla ringhiera del balconcino. «Ho le palle piene di tutta quest’acqua», disse Marco, soffiando via il fumo della sigaretta. «Stai a Venezia, ti tocca l’acqua» rispose serafica la ragazzina d’origine slava, bionda e…
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proSabato: Gianna Manzini, La zingara del cielo
Continua a leggere: proSabato: Gianna Manzini, La zingara del cieloLa zingara del cielo Mio padre era cacciatore. Ecco una cosa che non ho mai capito: che si potesse essere, come lui, innamorati della vita con un senso struggente di protezione, e insieme cacciatori; attenti al filo d’erba, rispettosi del ragno, del moscerino, della formica: e pronti a sparare su gli uccelli. È l’unico punto…
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Andre Dubus o il rovescio del sogno americano di Renzo Favaron
Continua a leggere: Andre Dubus o il rovescio del sogno americano di Renzo FavaronAndre Dubus, I tempi non sono mai così cattivi, Fidenza, Mattioli 1885, 2015, pp. 235, € 16,90 Andre Dubus o il rovescio del sogno americano di © Renzo Favaron Lo si dice con profonda convinzione, ma l’autore di I tempi non sono mai così cattivi (Mattioli, 2015) meriterebbe una speciale attenzione, e la meriterebbe non per…
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La botte piccola #6: Dave Eggers, “Lei ribolliva, sbocciava”
Continua a leggere: La botte piccola #6: Dave Eggers, “Lei ribolliva, sbocciava”Ad esempio, il racconto è questo (da La fame che abbiamo, Mondadori 2004, trad. it. Matteo Colombo): È una madre single e l’unico uomo che le interessa è suo figlio, che ha quindici anni e non ha chiamato. Sono le 2:33 del mattino e non lo sente dalle 17:40 del pomeriggio, quando le ha detto che…
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Né in cielo né in terra di Paolo Morelli. Recensione di Guido Conterio
Continua a leggere: Né in cielo né in terra di Paolo Morelli. Recensione di Guido ConterioPaolo Morelli, Né in cielo né in terra, Exòrma edizioni, 2016, pp. 240, € 14,50 Ci sono romanzi che, in virtù di un alto grado di eufonia, interpellano direttamente l’orecchio del lettore, senza concedergli tempo e, talora, nemmeno possibilità di soffermarsi a individuare, delucidare ed eventualmente giudicare la grana strettamente narrativa delle righe che gli scorrono…
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proSabato: Elio Vittorini, Nome e lagrime. Racconto
Continua a leggere: proSabato: Elio Vittorini, Nome e lagrime. RaccontoNome e lagrime Io scrivevo sulla ghiaia del giardino e già era buio da un pezzo con le luci accese a tutte le finestre. Passò il guardiano. ≪Che scrivete?≫ mi chiese. ≪Una parola≫ risposi. Egli si chinò a guardare, ma non vide. ≪Che parola è?≫ chiese di nuovo. ≪Bene≫ dissi io. ≪È un nome.≫ Egli…