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Sonia Lambertini, perlamara
Continua a leggere: Sonia Lambertini, perlamaraSonia Lambertini, perlamara, Marco Saya editore 2019 Recentemente uscito per i tipi di Marco Saya editore, perlamara di Sonia Lambertini è itinerario poetico nella ferita del tempo, nei giorni della spaccatura in tutte le sue gradazioni, dal graffio allo squarcio passando per la lacerazione. I giorni della spaccatura sono i giorni di un inverno…
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Michele Joshua Maggini: inediti
Continua a leggere: Michele Joshua Maggini: ineditiQualcuno ci chiude già nella sua palpebra, c’è vento e verrò, giurami, verrò dall’asfalto fino a te, poi in te rapito verso il buio dove sembrano sbiadire i viali, le mura, ma gli interurbani, loro sanno, loro potranno, se da te la Tim non prende, faranno tremare il cuore quando ti guarderanno come fossi in…
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“giro dorsale”: poesie inedite di Jacopo Mecca, introdotte da Francesco Iannone
Continua a leggere: “giro dorsale”: poesie inedite di Jacopo Mecca, introdotte da Francesco Iannonegiro dorsale: poesie inedite di Jacopo Mecca Nota di Francesco Iannone La poesia di Jacopo Mecca è fatta di schegge, di muti frammenti che si concedono alla seduzione degli sguardi. Sono rinvenimenti (o, più semplicemente, scoperte) dello stupore e della meraviglia. Versi che fissano in parole istantanee di una realtà commossa e che commuove…
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Maria Lenti, Elena, Ecuba e le altre (rec. di Anna Maria Curci)
Continua a leggere: Maria Lenti, Elena, Ecuba e le altre (rec. di Anna Maria Curci)Maria Lenti, Elena, Ecuba e le altre. Prefazione di Alessandra Pigliaru, Arcipelago itaca 2019 Fammi essere Antigone, ti prego, se ancora a questo gioco vuoi giocare. Io raccolgo le spoglie abbandonate. A te lascio i trofei da conciatore. (Anna Maria Curci, 20 dicembre 2015) Attraverso l’epica e il mito per una coscienza…
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I poeti della domenica #366: Annamaria Ferramosca, “errore: non essere rimasti accanto al fuoco di fila…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #366: Annamaria Ferramosca, “errore: non essere rimasti accanto al fuoco di fila…”errore: non essere rimasti accanto al fuoco di fila con occhi di cane a implorare o – muso in alto – ad abbaiare urgenza del mutare un grido-scheggia che trapassi la retina apra varchi inattesi un tempuscolo stabile del coro torre inattaccabile dove le lingue si traducono solo sfiorandosi così i fallimenti possono mutare…
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I poeti della domenica #365: Tommaso Di Dio, “Questo sole che sbatte…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #365: Tommaso Di Dio, “Questo sole che sbatte…”Questo sole che sbatte sulle impalcature a mezza via; scarno sistema di tubature e plastiche, pratiche d’umana ascesa. Pochi giorni dopo di nuovo l’inverno deriva la mia faccia dal cemento inerte e sono tutti gli alfabeti ordini ordigni; foglie cadono assalti le parole esplodono e sono cera pasta biologia, e non tengono decadono. E…
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Poesie di Elisa Irene Anastasi, da “Uscita dodiciventuno”
Continua a leggere: Poesie di Elisa Irene Anastasi, da “Uscita dodiciventuno”Luglio Mamma, alla fine di questo settimo mese dell’anno ti sono rinata accanto madre. Oggi non camminavi in fretta e ti avrei spiegato i movimenti, le pause metti un piede avanti e ancora l’altro. Per pudore abbiamo chiuso i nostri mondi da figlia ti sei confidata stretta all’avambraccio che ti reggeva. Uno scambio oltre…
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Marco Onofrio, Le catene del sole
Continua a leggere: Marco Onofrio, Le catene del soleMarco Onofrio, Le catene del sole. Prefazione di Vittorio Maria De Bonis, Fusibilia libri 2019 Nella sua “opera mondo” Ulisse, nel capitolo Le mandrie del sole, James Joyce racconta del difficile parto della signora Purefoy, ovviamente il 16 giugno a Dublino, in ospedale, nel reparto di ostetricia. Lo fa, di volta di volta, ricorrendo alle…
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Andrea Longega, “Atene (venìndo zo dal Licabéto)”. Tre poesie
Continua a leggere: Andrea Longega, “Atene (venìndo zo dal Licabéto)”. Tre poesieTe fa strada i cardelini venìndo zo dal Licabéto… Atene che da in alto ti vedevi bianca e sterminada desso da novo se te mostra grigia, e sui muri tuta scrita oh, i mii amati marciapìe, róti da la forsa granda de le raìse! i treni sferaglianti che passa – meravégia! propio dentro l’agorà.…
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Mario Famularo, poesie da “Favēte linguis” (Giuliano Ladolfi Editore)
Continua a leggere: Mario Famularo, poesie da “Favēte linguis” (Giuliano Ladolfi Editore)l’utilità del vaso sta nella sua capienza in quella sua funzione di comprendere e raccogliere di farsi intermediario di cose in fondo semplici è vero può cadere frantumarsi e l’entropia di certo non consente una ricomposizione bisogna fare il vuoto valorizzare il nulla che intorno ha prevalenza su tutte quelle cose che sembrano impedirlo…