-
PoEstate Silva #10: Stefano Salvi da ‘Una luce propria (1996-2017)’
Continua a leggere: PoEstate Silva #10: Stefano Salvi da ‘Una luce propria (1996-2017)’Eppure chi vede, altro non vede che questo: certe visitazioni. E favoriscono nella remissione atmosferica. Tempo di luce forte, ad aria chiara, ripetendo le pose del fuoco ed il solo punto di voce – gli agi di commozione vengono a due a due: i segni del raccolto sono di epoca di un approdare visibile,…
-
PoEstate Silva #9: Demetrio Marra, inediti
Continua a leggere: PoEstate Silva #9: Demetrio Marra, ineditiCon pubblicità (o Don, my boy) Fallo entrare dagli da bere nel vetro fagli capire col pomo d’Adamo quando deve andare via. Nel frattempo, le pareti sono di plastica tutti devono saperlo: non c’è religione e bisogna dare decisioni che sembrino affrettate tutto è imminente. E invece si straparla di rivoluzione alla tv, è accesa,…
-
PoEstate Silva #8: Irene Pellegrini, da ‘Albe crepuscolari’
Continua a leggere: PoEstate Silva #8: Irene Pellegrini, da ‘Albe crepuscolari’Autunno Che Autunno sarà questo davvero non so. Ogni giorno di più mi inabisso come sole morente. Trasportata dal caos di settimane e foglie secche brillo d’oro macchiato, di vendette sanguigne. Presto sarà buio piovoso fuori, nel mondo: dentro me piove da mesi di una notte senza stelle. Cose di casa C’è uno spazio,…
-
PoEstate Silva #6: Sandro Pecchiari, da ‘Scripta non manent’
Continua a leggere: PoEstate Silva #6: Sandro Pecchiari, da ‘Scripta non manent’FADO MENOR un passo, una strofa repentina da un tempo ormai riposto la nostalgia si sbraccia d’improvviso aspra ampia di cristalli stanotte non sorrido il mio sorriso d’un posso ancora farcela appoggio le labbra sul bicchiere come per baciarti da lontano GEOGRAFIA DI FABRIZIO – versione originale se provavo a trovarti disegnavi sentieri o…
-
PoEstate Silva #5: Gianni Iasimone, da ‘La quintessenza’
Continua a leggere: PoEstate Silva #5: Gianni Iasimone, da ‘La quintessenza’11. Richiamo C’è anche il gatto stasera. È tornato, dopo mesi e mesi di assenza, di copule e lotte all’ultimo sangue. Il tuo Nerone, più nero della notte, sempre fiero e mezzo spelacchiato. Solo i suoi occhi rossi come lanterne brillano e aprono un cielo crudele senza una ferita che sia luna, una macchia remota,…
-
PoEstate Silva #4: Erminio Alberti, da ‘La vita, le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro’
Continua a leggere: PoEstate Silva #4: Erminio Alberti, da ‘La vita, le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro’VASSALLAGGIO donna che il volto celate al suo sguardo lasciate che Serlo vi possa omaggiare; vi offre servigi, in onore egli soffre: mai vidi le ginocchia sue toccare terra e omaggiare alcun uomo potente; forse al suo zio, null’altri: eppure per voi in terra come biscia movrebbe. Egli ha buon sangue, e illustri natali,…
-
PoEstate Silva #3: Beatrice Cristalli, da ‘Tre di uno’
Continua a leggere: PoEstate Silva #3: Beatrice Cristalli, da ‘Tre di uno’Moto retrogrado Te l’avevano detto Di ritrovare il transito Dal quale si salpa: Il posto senza nominativo E il tuo battito in un altro viaggio Una volta sola basterà. Amare una cometa, tra i rotoli di numeri: Ma come si fa, a capire così Bene e male Le dita di Cesare Augusto Che organizza…
-
PoEstate Silva #2: Francesco Belluomini, da ‘Ultima vela’
Continua a leggere: PoEstate Silva #2: Francesco Belluomini, da ‘Ultima vela’Come se disarmato sulla testa d’albero del velame di quest’ultima regata, sulla boa di sopravvento tentassi completare la bolina con la vela rimasta nel pozzetto, per prendere le raffiche di poppa e tagliare la linea del traguardo nel valzer dell’insolite strambate. Un percorso da stato d’emergenza da vero giramondo dei mestieri, non mancato scontare…
-
PoEstate Silva #1: Alessandro De Francesco, da ‘La visione a distanza’
Continua a leggere: PoEstate Silva #1: Alessandro De Francesco, da ‘La visione a distanza’il mattino presto guardando la stanza che circonda il quaderno si stupisce del movimento di rotazione del collo della possibilità di muovere gli occhi sin dalla prima infanzia quando c’erano bisogni che non sapevamo…. esprimere il pianto era interrogazione del reale la testa ondeggiava all’indietro….. le mani non sapevano afferrare come adesso che il…