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“Senti le rane”: intervista a Paolo Colagrande
Continua a leggere: “Senti le rane”: intervista a Paolo ColagrandeBisognerebbe esser capaci di raccontare le cose, spiego a Sogliani, mica come le raccontiamo noi. A parlare è Gerasim, narratore di una storia che da sola occuperebbe poche pagine: quella della passione del parroco Zuckermann, ebreo convertito per chiamata divina e già santo per la comunità di Zobolo Santaurelio Riviera, verso la bella Romana.…
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Jonathan Carroll, “Mele bianche”
Continua a leggere: Jonathan Carroll, “Mele bianche”Di un libro bisognerebbe avere la possibilità, a volte, di non leggere fascette o quarte di copertina. Di più: bisognerebbe avere la possibilità di non sapere a quale genere si dedica, principalmente, il suo autore. Potrebbe essere il caso di Mele bianche di Jonathan Carroll (2002, in Italia di nuovo con Fazi 2015, traduzione di…
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Menzogna romantica e verità proustiana: la Recherche secondo René Girard – di Alexandre Calvanese (seconda parte)
Continua a leggere: Menzogna romantica e verità proustiana: la Recherche secondo René Girard – di Alexandre Calvanese (seconda parte). A Combray si aggira lo snob per eccellenza: Legrandin, che tuona contro gli snob proprio perché è uno di essi, che proclama la sua indipendenza e rivendica la sua «mentalità giacobina»,30 e che afferma di non aver mai voluto conoscere i Guermantes quando invece il fatto di non conoscerli rappresenta il grande dolore della sua…
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Menzogna romantica e verità proustiana: la Recherche secondo René Girard – di Alexandre Calvanese (prima parte)
Continua a leggere: Menzogna romantica e verità proustiana: la Recherche secondo René Girard – di Alexandre Calvanese (prima parte). Nel nono capitolo di Menzogna romantica e verità romanzesca, intitolato «I mondi di Proust», René Girard istituisce un parallelo tra la struttura del piccolo mondo chiuso di Combray e quella dei salotti mondani parigini, in particolar modo quello dei Verdurin. L’analisi di Girard si articola in tre momenti, con un andamento analogo a quello…
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La botte piccola #2: Andreas Eschbach, “Ti vedrò ancora”
Continua a leggere: La botte piccola #2: Andreas Eschbach, “Ti vedrò ancora”La botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita delle forme, impone a se stesso la medesima procedura. Ci sono…
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Io e Vittorio Sereni (di Emiliano Ventura)
Continua a leggere: Io e Vittorio Sereni (di Emiliano Ventura). Scrivere un profilo su Vittorio Sereni vuol dire tornare indietro di qualche decennio, Diario d’Algeria è, insieme a Ossi di seppia, la prima raccolta di poesie che ho cercato e letto nella sua interezza. Era l’edizione degli Oscar Mondadori dei primi anni novanta. Allora non sapevo ancora dell’importante ruolo svolto da Sereni nella Mondadori…
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Luigi Cannillo, Galleria del vento (di Nino Iacovella)
Continua a leggere: Luigi Cannillo, Galleria del vento (di Nino Iacovella)Luigi Cannillo, Galleria del vento, La vita felice, 2014, € 12,00 * Chi scuote questa galleria del vento dove oscillano fiori e fondamenta e palpitanti ci animiamo? Come pianure disperse nella nebbia misuriamo la potenza del vuoto respirando l’aria dell’attrito I cristalli del corpo si accendono nell’alito imprevisto che sfiora Sono lampi e scatti del corridoio…
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Recensione a Éric Chevillard, “Sul soffitto”
Continua a leggere: Recensione a Éric Chevillard, “Sul soffitto”Non è stato previsto nulla per noi. Spesso, i soffitti sono troppo bassi. Tutti i vestiti che si infilano dalla testa hanno delle scollature ridicolmente strette. Per gli architetti e i sarti, è come se noi non esistessimo. A loro non verrebbe in mente di lavorare pensando alla nostra singolarità, di tenerne conto, ma destinano…
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Corpo a corpo #6: I lampi della magnolia, Franco Fortini
Continua a leggere: Corpo a corpo #6: I lampi della magnolia, Franco FortiniVorrei che i vostri occhi potessero vedere questo cielo sereno che si è aperto, la calma delle tegole, la dedizione del rivo d’acqua che si scalda. La parola è questa: esiste la primavera, la perfezione congiunta all’imperfetto. Il fianco della barca asciutta beve l’olio della vernice, il ragno trotta. Diremo più tardi quello che deve…