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O n d e – di Mirco Salvadori
Continua a leggere: O n d e – di Mirco SalvadoriEcco cos’erano quelle onde, quelle sciabolate d’acqua che colpivano i fianchi cocciuti della solida imbarcazione adibita a trasporto pubblico. I sommovimenti schiumanti che continuamente increspavano i canali da decenni preda della confusione, ecco cos’erano. Le osservava dal bordo del vaporetto e finalmente le riconosceva, onda dopo onda, schiuma infinita che si diffondeva nell’invisibilità della notte…
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Cinque inediti di Micol Bez
Continua a leggere: Cinque inediti di Micol BezI Ho le impronte digitali pulite mi dicono il mio colonialismo il passaporto dato in un giorno e il mare chiamato a testimonio del passo da ventre a fosso. Come non chiedere perché io posso passare il porto? . II «Lolita, my sin my soul» Vladimir Nabokov So che i bambini sanno la contingenza…
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Anteprima: Anna Maria Curci, Nei giorni per versi
Continua a leggere: Anteprima: Anna Maria Curci, Nei giorni per versiAnna Maria Curci, Nei giorni per versi. Prefazione di Patrizia Sardisco, Arcipelago itaca 2019 A Narda Fattori «ti cerco nella sera sopraggiunta» I Come un accento a voce claudicante balza e s’arresta il limite del giorno. Taglieggia tra le sdrucciole e le piane e tronca si riveste soluzione. V Al portatore d’acqua…
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I poeti della domenica #406: John Ashbery, River/Fiume
Continua a leggere: I poeti della domenica #406: John Ashbery, River/FiumeRIVER It takes itself too good for These generalizations and is Moved on by them. The opposite side Is plunged in shade, this one In self-esteem. But the center Keeps collapsing and re-forming. The couple at a picnic table (but It’s too early in the season for picnics) Are traipsed across by the river’s Unknowing…
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I poeti della domenica #405: John Ashbery, Farm/Fattoria
Continua a leggere: I poeti della domenica #405: John Ashbery, Farm/FattoriaFARM A protracted wait that is also night. Funny how the white fence posts Go on and on, a quiet reproach That goes under as day ends Though the geometry remains, A thing like nudity at the end Of a long stretch. “It makes such a difference.” OK. So is the “really not the same…
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proSabato: Pier Paolo Pasolini, Dopocena nostalgico
Continua a leggere: proSabato: Pier Paolo Pasolini, Dopocena nostalgicoIn occasione dell’anniversario della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, mancato il 2 novembre del 1975, proponiamo una sua prosa degli anni quaranta, tra quelle da lui pubblicate allora in riviste e quotidiani. ♦ UNA SERA, nella solita curva di San Floreano, mi si presentò un gioco di rapporti − tra un mio coetaneo in piena…
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Andrea Breda Minello, Rune. Inediti
Continua a leggere: Andrea Breda Minello, Rune. IneditiRUNE LAGUZ ᛚ Cosa ne sanno i vicini del tuo canto Estivo che sovrasta quello sgraziato Delle rane che non si arrendono a Perpetuare lo strazio del male Cosa ne sanno i vicini degli abusi che Hai subito da bambino, cosa ne sanno Dell’emarginazione, del rifiuto di un Corpo che non hai mai sentito reale.…
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Francesco De Napoli, Ventilabro – Scotellariana (rec. di Tommaso Di Brango)
Continua a leggere: Francesco De Napoli, Ventilabro – Scotellariana (rec. di Tommaso Di Brango)Francesco De Napoli, Ventilabro – Scotellariana. Prefazione di Emerico Giachery, Roma, Edizioni Graphisoft, 2019 Al termine di Ventilabro – Scotellariana (Roma, Edizioni Graphisoft, 2019) si legge: «Cervaro, 2012-2019». Si tratta di un’annotazione paratestuale molto interessante: con essa, infatti, Francesco De Napoli mostra che questo pur agile poemetto lo ha impegnato per un lungo periodo…
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I poeti della domenica #404: Andrea Zanzotto, Dove io vedo (II)
Continua a leggere: I poeti della domenica #404: Andrea Zanzotto, Dove io vedo (II)DOVE IO VEDO II Troppo scarsi occhi per tanta ricchezza, o cuore troppo lento per tanto amore, per tutto il sole, mia voce soltanto umana Infinito letargo e spasimo, contestato dominio – montes exsultastis – e barbaglio di fiori più che la mia mente palpitanti, gemebondi più che di vita, fiori che mai l’inverno…
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I poeti della domenica #403: Andrea Zanzotto, Dove io vedo (I)
Continua a leggere: I poeti della domenica #403: Andrea Zanzotto, Dove io vedo (I)DOVE IO VEDO I Favore, aroma appena fiatato, estate che scuotesti dal seno aperto di settembre spighe ed erbe su tutta la terra ed eccitasti l’immaturo sole e il sudore benigno e il pigro verdeggiare d’uve tra argille e nubi, breve fervore in cui mi riconosco sopravvissuto, ovunque, ovunque l’occhio mio già lebbroso accendi?…