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Elisabetta Meccariello, False finestre n. 2: La ragazza che aveva qualcosa da dire
Continua a leggere: Elisabetta Meccariello, False finestre n. 2: La ragazza che aveva qualcosa da direFalse finestre n. 2: La ragazza che aveva qualcosa da dire * La Ragazza che aveva qualcosa da dire non parlava mai. Costruiva oculate e articolate dissertazioni che restavano intrappolate nelle membrane del suo cervello. Ripeteva dentro la testa intere frasi, interi periodi, sapeva tutto, conosceva tutto, aveva un’enciclopedia di nozioni registrate nella memoria, aveva…
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Giovanni Fierro, Gorizia On/Off (parte seconda)
Continua a leggere: Giovanni Fierro, Gorizia On/Off (parte seconda)(#11) Con la gonna alle ginocchia, il pensiero che a Nova Gorica curano meglio le unghie, e che credere alla felicità è scorciatoia dei deboli, Daniela Ferri la prima sciocchezza la mette in borsetta, per non farla vedere a sua figlia. La seconda, appena arrivata nel bagno del bar, la nasconde fra le rime dei…
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Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 2: Gatto
Continua a leggere: Giuseppe Ceddia, Bestiario n. 2: GattoBestiario n. 2: Gatto * Si pente raramente. Quando l’occhio predatore t’osserva, immagina cose sconosciute al genere umano. Felino reso casalingo ma pur sempre attento a limarsi le unghie su luoghi prescelti (che non siano quelli che propone l’uomo). Il gatto chiede di esser accarezzato con lo sguardo, spesso sfugge al sottile contatto; con la…
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Stefano Domenichini, Apertura alla Napoleone
Continua a leggere: Stefano Domenichini, Apertura alla NapoleoneApertura alla Napoleone Una volta ho giocato a scacchi con Napoleone. Lui aveva i Neri e mi ha battuto in due mosse. Era una mattina di febbraio, quando il sole, da queste parti, funziona a led, freddo e accecante. I vetri tossivano a ogni passaggio di camion. È stata la prima e unica volta che…
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Elena Mearini, Strategia dell’addio
Continua a leggere: Elena Mearini, Strategia dell’addioElena Mearini, Strategia dell’addio, LiberAria 2017, € 10,00 Tu conosci gli inizi, il prima del respiro e dei passi, l’indietro delle mani e degli occhi, sei la misura piccola che mi ha fatta grande, la mia tacca d’esordio sopra il metro del mondo. Io parto da te per tenere il conto di me. Una…
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I poeti della domenica #148: Guido Mazzoni, Rogoredo
Continua a leggere: I poeti della domenica #148: Guido Mazzoni, RogoredoRogoredo Con una strana durezza, fra tutti quei colori, riguardavo le nuvole basse e il sole sempre sopra di me illuminare il finestrino e la sequenza dei palazzi usciti dal vapore azzurri fra muri di siepi e pochi colori tutt’intorno «questi sono corpi», mi dicevo, «e questo è il mio dove il sole e un…
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I poeti della domenica #147: Anna Maria Carpi, I meglio sono loro (inedito)
Continua a leggere: I poeti della domenica #147: Anna Maria Carpi, I meglio sono loro (inedito)I MEGLIO SONO loro, e c’è Kandinsky. Sono fioriti in bianco per le strade qui intorno a casa, non tutti, ché i restii come me preferiscono l’inverno, i rami nudi e nulla che si muove. Gente che va, che va a far due passi e quanti i cani questa domenica di primavera. Ultimamente l’uomo…
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proSabato: Michele Mari, Le sere di Marcellino
Continua a leggere: proSabato: Michele Mari, Le sere di Marcellino* «Toh, mangia!» Marcellino guardò il piatto e pensò: «Tre». Uno il pane, due l’acqua, tre la pasta al sugo. Appena nato al mondo dei possibili, però, quel numero si era già trasformato nel successivo: tre la pasta, quattro il sugo. Ma già mescolando i maccheroni Marcellino si corresse: quattro il sugo, cinque il parmigiano. Barava…
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Ostri ritmi #8: Uroš Zupan
Continua a leggere: Ostri ritmi #8: Uroš ZupanDetajl V rdeči svetlobi, sedeča za mizo sama, se neznanka pripravlja, da si bo prižgala cigareto. Odpre tobačnico, z vajenim gibom vzame iz nje cigareto, si jo vtakne v usta. Z levo roko si umakne lase z obraza, z desnico vzame vžigalnik, ga s palcem odpre in zavrti kolešček. Iz vžigalnika skoči plamen v njene…
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Elisabetta Meccariello, False finestre n.1: La donna che viveva nei muri
Continua a leggere: Elisabetta Meccariello, False finestre n.1: La donna che viveva nei muriFalse finestre n.1: La donna che viveva nei muri * La Donna che viveva nei muri non aveva una bella cera. Un incarnato smorto, smunto, sparuto. Eppure Lei si sentiva benissimo. – Mai stata meglio, diceva. – Eppure dovresti fare un controllo, almeno un paio di analisi del sangue, adesso puoi prenotarle on-line senza fare…