Elisabetta Meccariello, False finestre n. 3: Le tue cose sono ovunque

foto di Elisabetta Meccariello

False finestre n. 3: Le tue cose sono ovunque

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Le tue cose sono ovunque. Le scruto, le tocco, le tengo sul palmo per valutarne il peso, le annuso, le accarezzo, le faccio stare in equilibrio sul bordo del tavolo, le spolvero, le osservo, le lucido, le poso una seconda volta sul palmo perché il peso potrebbe essere cambiato. Non è cambiato niente. Penso a come riporle, un modo razionale, ordinato, scientifico. Elaboro un metodo. Compro delle scatole. All’ikea ce ne sono di bellissime. Colorate, resistenti, capienti, di tutte le forme e dimensioni. Prezzi ragionevoli per scatole di cartone. 3.50, 4.99, 6.99, 13.99. Ce ne sono anche da 0.79 ma non mi sento di riporvi fiducia. E quelle da 0.99 non hanno il coperchio. Compro delle scatole e ci metto dentro le tue cose che sono ovunque.

Pensa che le scatole dell’ikea hanno anche una targhetta da attaccare all’esterno per annotarne il contenuto. Io lo faccio. Prendo le tue cose che sono ovunque e le divido per categoria. Escogito un metodo razionale, ordinato, scientifico. E quando credo di aver finito, di aver chiuso per sempre quelle scatole, ecco che da un cassetto, da un angolo del ripostiglio, da una mensola in alto, ecco che spuntano nuove tue cose che sono ovunque. E adesso che faccio. Riapro le scatole? Ne compro di nuove? E questa cosa dove la metto, non c’è una scatola per questa categoria. Penso a un nuovo metodo? Penso a un diverso ordine di catalogazione? Alfabetico? Per stagione? Per colore? Per consistenza? Faccio una scatola per le cose che non so dove mettere? E adesso devo riscrivere le targhette. E adesso come faccio.

Mi hai lasciato qui con le tue cose che sono ovunque e io non ho abbastanza scatole, io non ho il metodo, io non ho l’ordine. Io non ho. Io non so. Allora inizio a riempire gli spazi vuoti con le mie cose, con nuove cose. Compro oggetti che non mi servono, compro oggetti che ho sempre voluto, compro oggetti che hanno un bel colore. Riempio le mensole, stipo i cassetti, colmo gli angoli dietro le porte. Le mie cose sono ovunque, inglobano tutto il resto, la mia casa straripa di cose, io trabocco di cose, vomito cose, piango cose. Ed ecco che le tue cose che sono ovunque si ribellano ed escono dalle scatole, aprono i coperchi e strisciano sul pavimento screziato. Vengono a cercarmi. Non ci rinchiudere, mi supplicano. Non ci nascondere, tirandomi le lenzuola nel sonno. Perché non vuoi vederci, piagnucolano aprendomi il ventre. Perché vuoi seppellire anche noi. Ho freddo. Il sangue, caldo, impregna le lenzuola, il materasso gocciola, sul pavimento screziato.

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© Elisabetta Meccariello

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