Michael Palma, tre poesie da “The Ghost of Congress Street” (trad. di Angela D’Ambra)

Michael Palma, Tre poesie da The Ghost of Congress Street
Traduzioni di Angela D’Ambra

Nato nel Bronx, New York, nel 1945, Michael Palma è autore di Begin in Gladness (Star Cloud Press, 2011) e A Fortune in Gold (Gradiva Publications, 2000). È anche l’autore delle raccolte The Ghost of Congress Street: Selected Poems (pubblicato solo online, The New Formalist, 2008), Antibodies (1997) e The Egg Shape (1972).
Suoi saggi, recensioni e altri brani in prosa sono apparsi su «Chelsea», «Shakespeare Newsletter», «Italian Americana», «Boston Book Review» e «The Oxford Companion to Twentieth Century Poetry in English». Il suo saggio “The Road to Rome, and Back Again” è apparso nel «The Pushcart Prize XXVII» (2003). Nel 2016 ha pubblicato Faithful in My Fashion: Essays on the Translation of Poetry.
Con Dana Gioia ha co-curato New Italian Poets (1991), che è stata designata fra le dieci migliori traduzioni dell’anno dall’American Literary Translators Association. La sua traduzione in rima dell’Inferno di Dante è stata pubblicata da Norton nel 2002, ripubblicata come Norton Critical Edition nel 2007 e, nel 2021, è stata ristampata nella serie di volumi della Norton Library. Ha pubblicato traduzioni di molte altre poesie italiane su riviste, fra le quali ricordiamo «Paris Review», «Grand Street» e «Poetry», e in antologie come: The Faber Book of 20th-Century Italian Poetry, New European Poets e The FSG Book of 20th Century Italian Poetry.
Ha pubblicato diciotto libri e numerose plaquette di traduzioni di poeti italiani moderni e contemporanei, inclusi i due pluripremiati volumi con la Princeton University Press: Guido Gozzano, The Man I Pretend to Be (1981) e Diego Valeri, My Name on the Wind (1989). Fra le altre traduzioni ricordiamo: Sergio Corazzini, Sunday Evening (1997); Armando Patti, The Eye Inside the Wind (1999); Luigi Fontanella, The Transparent Life and Other Poems (2000); Franco Buffoni, The Shadow of Mount Rosa (2002); Alfredo de Palchi, Dates and Fears of Anguish (2006), in collaborazione con Luigi Bonaffini. Traduzioni più recenti includono: Jeanne d’Arc and Her Double (2011) e No Part to Play (2013) di Maurizio Cucchi; Every Third Thought: Selected Poems 1950-2004 (2014) di Giovanni Raboni (traduzione per la quale gli è stata conferita la Raiziss/de Palchi Fellowship); The Red Servant: Selected Poems 1979-2002 di Paolo Valesio (2016), in collaborazione con Graziella Sidoli; The Autumn of Love (2018) di Enzo Lamartora.
Palma ha ricevuto numerosi premi, fra questi: il Premio Italo Calvino dal Centro di Traduzione della Columbia University; il Premio Speciale dell’Associazione Culturale Campana di Latina, Italia; il Premio del Libro Raiziss/de Palchi; la borsa di studio Raiziss/de Palchi; e il Willis Barnstone Translation Prize.
Vive a Bellows Falls, nel Vermont.

 

Testi e traduzioni

 

This

This is a half romantic age.
We make our monsters on the page
And wait for all the trees to fall
But we’re not really scared at all.

We sit up in our beds alone
Listening for the telephone,
Wishing we were loved, but knowing
Just which way the wind is blowing.

Whatever shall we do, we two?
I wish I knew. I wish I knew.
A little madness more or less
Would take our minds off things, I guess.

Questi

Semi-romantici sono i tempi nostri.
Ci creiamo su carta i nostri mostri
e il crollo d’ogni albero attediamo
ma, in realtà, nessun timore abbiamo.

Soli sui letti a sedere ci mettiamo
l’orecchio teso al telefono ‒ l’evento ‒
col sogno d’essere amati, ma sapendo
esattamente da che parte spira il vento.

E a noi due, cosa mai resta da fare?
Saperlo vorrei. Saperlo vorrei.
Un grano di follia, o giù di lì, direi
la mente ci stornerebbe da ogni fare.

 

Your Lefthanded Lover

Your lefthanded lover,
What else can he do
But sit in a dark house
And think about you?

Telephones taunt him,
Doorbells demand,
But he just keeps sitting,
A book in his hand.

You sit on a hot beach,
The sunshine drips down,
You think of your lover
Alone in the town.

Your lefthanded lover
Has subways to ride,
Watching his bare breath
Condensing inside.

The big ones are jawing,
The typewriters clack,
He sees them, he gives them
The breadth of his back.

You lie on smooth linen,
The air sweats perfume,
You think of your lover
Alone in his room.

Your lefthanded lover
Does all that he can
To keep his mind far from
Your righthanded man.

While roads wander onward
He lies back to sleep
And lets others save
What nobody can keep.

And some women whisper
And some women ache
For a lefthanded lover
Who gives what you take.

Il tuo amante sinistro

Il tuo amante mancino
cos’altro può fare
se non starsene al buio,
in un angolino, e a te pensare?

Telefoni a beffarlo
campanelli a chiamarlo,
ma lui seduto resta
un libro nella destra.

Stai sulla spiaggia scottante,
fra sgocciolii di sole,
e pensi al tuo amante
ch’è in città, da solo.

Il tuo amante mancino
deve viaggiare in metro,
guardare il suo sospiro spoglio
condensarsi sul vetro.

I grandi cicalano a catena,
ticchettio di dattilografi,
lui li vede, e volge loro
l’ampia schiena.

Tu, stesa su setosa organza,
l’aria stilla fragranza,
pensi al tuo amante
solo nella propria stanza.

Il tuo amante sinistro
in ogni maniera tenta
di stornare la mente
dal tuo uomo destro.

Mentre strade gli si snodano davanti
s’appoggia sonnolento allo schienale
e lascia ad altri  salvare
ciò che nessuno sa serbare.

E qualche donna sussurra
e qualche donna soffre
per un amante mancino
che ciò che prendi ti offre.

 

O Careless Love

 O careless love, who made with me
A spread of summer in the grass.

Our fingers wandered greedily
To tease assurance from the night.

The clocks run backward as we pass,
I wave to you in last year’s light.

The unappeasing earth revolves,
It moves and moves. And we remain.

Why do we want to be ourselves?
Why do we try so hard to be?

And then the rain, the wall of rain
Where now you start to hide from me.

O amore incauto

O amore incauto, che creasti meco
vasti sprazzi d’estate nell’erba.

Vagavano le dita nostre avidamente
per estrarre certezza dalla notte.

Gli oriuoli, al nostro andare, a ritroso vanno,
un saluto ti mando nella luce del passato anno.

La terra implacabile ruota,
Gira senza sosta. E noi restiamo.

Perché vogliamo essere noi stessi?
Perché un tale impegno ci mettiamo?

E poi la pioggia, il muro di pioggia
dove ora inizi a nasconderti da me.

 

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