Lella De Marchi, Poesie da “Ipotesi per una bambina cyborg” (Transeuropa 2020)

 

DIMORA

I

la bambina è una farfalla con le ali della casa.
nell’inconscio i ragni cadono ad uno ad uno l’acqua
è una goccia stilla da una stella una tubatura si è rotta.
non ci sono mani piene non ci sono mani vuote.
dove vivi tu nessuno è come te.
la metà di una metà la luce il buio un buco la memoria
di qualcosa. una questione di strabismo di postille di pupille
dilatate di assenze rimandate al mittente.
l’aria entra nella stanza soltanto quel tanto che le basta
per uscirne. soltanto a volte si produce l’eco ti sembra
di conoscerne la voce. ma tu non sei persa. il coniglietto
è ancora su quel muro gioca sempre a fare la tua ombra.
tu continua ad esserti infedele. tu continua.

 

IV

questo mondo è di nessuno ma qualcuno lo pretende
uguale a sé questa storia che non è una storia sola è per te.
quando mangi non finisci tutto guardi ancora dentro
al piatto non puoi dimenticare quello che tu sola hai visto.
certe cose sono troppo amare.
hai paura della morte anche se non lo dici e mi guardi
come se fossi capace d’insegnarti l’amore e come si muore.
noi non siamo solo noi noi non ci bastiamo mai.
il corpo è un meccanismo del pensiero che s’incarna potrebbe
non finire potrebbe sopravvivere anche pieno di protesi.
certe volte glielo permettiamo già.
la fame genera sempre altra fame la forma è un antidoto alla paura.
puoi escludere la rinascita se tutto si rigenera.

 

LIQUIDO AMNIOTICO

II

ti piace restare da sola non curarti del tempo e degli altri
non curarti del buio che scende dentro la stanza.
forse già sai che siamo in tanti per una sola finestra forse
già sai che il letto è un lago che non ha balaustra.
brulicante di atomi. in continuo fermento.
senza arsi senza tesi afferri l’onda sopra un piano ammetti
alla tua bocca la sorpresa il sogno l’illusione concedi
ai tuoi confini il circumnavigarsi.
ti sei cresciuta dentro tutta intera come una preghiera.
forse già sai che sei l’unico angelo che ti consola forse
già sai che non sei solo salva con nome.
la paura del buio si acquista. il tempo chiude dentro
a un cassetto la luce che fa il liquido amniotico

 

IV

la luce devia l’occhio nella curva per un motivo
che mi sfugge a suo modo ti protegge.
se ti cerchi non ti cerchi frontalmente non ti cerchi
nello specchio lo specchio lo rigiri lo metti di traverso.
con un sorriso traverso poi l’appendi.
nessuno ti guarda nessuno ti precede. il tuo moto
è un movimento irrazionale non si dissipa in visione.
quante volte hai detto raccontami una favola
che non ho mai sentito parlami dei mostri.
dove tutto è normale qualcosa ti lega senza liberarti.
cammini a piedi nudi non sanguini e non ferisci.
c’è un’altra storia dentro la tua storia.
che ti sai raccontare che conosci a memoria.

 

GIUNONE

con malinconico stupito attonito occhio materno
senza riserve materna Giunone ti allatta da lassù,
prodiga generosa abitante del suo mondo senza riserve.
Giunone regina Giunone dea della luce mattutina.
Giunone ti guarda come si guarda la prima bambina.
ha fede in te come se fossi una sua creatura.
femmina non per natura per volontà divina vergine
prima di essere vergine terra prima della terra.
tu accogli il suo cenno il suo monito come nessuna.
cuculo pavone mucca oca corvo leone gufo
asfodelo giglio croco verbena iris lattuga menta
melograno cotogno fico.
con malinconico stupito attonito occhio di figlia.

 

IBRIDO

il corpo che abitiamo è caduco si rintana in se stesso
ha paura del lupo. vive la nascita come un inizio
la morte come una fine ma poi sente anela respira
s’innamora ogni volta oltre misura.
è il segno tangibile di un’altra storia.
che sta accadendo che è accaduta che accadrà.
in un posto diverso da quello in cui si trova al momento.
dovrei amare il mondo come fai tu, bambina mia, nella sua
innata doppiezza senza filtri né precauzioni.
amarlo per quello che è. un innesto un incrocio
un incastro perfetto tra umano e divino. anche
dio, così com’è, solo divino, si sente un po’ difettoso.
un corpo caduco. si rintana in se stesso ha paura del lupo.

 

© Lella De Marchi, Ipotesi per una bambina cyborg, Transeuropa 2020

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