Maria Gabriella Canfarelli, inediti

 

Silenzi e piena luna

A grammi, a chili, a fili di pochi o molti
centimetri cadono e cadono
silenzio e vento, seguono numeri
al centro dell’insonnia
lettere nude in punta di piedi dai libri,
pagine orfane di costole reggenti.
Il sonno tarda.
La piena luna guarda dal mare
detto di tranquillità,
che da qui non si vede.

 

L’ora esatta

Talora incaglia e affatica la trama
il tic-tac a vista in cucina
l’orologio puntato all’ora esatta
che non conosci, si guarda il muro
cotto al vapore
su cui teniamo pure il tempo
di carta. Ci sorveglia e ammonisce
il dubbio della colpa
quando facciamo un po’ le nuvole cattive
quando il tremore imbottigliato forte
agita il cuore, lo spacca. Immaginare
sia bello il luogo dove stendere
la tenera lunghezza della quiete
che ci metta a dormire,
che ci slacci la pelle di dosso.

 

Ciò che resta

Tienilo a posto e a mente
ciò che resta del cuore,
tienile qui, le piccole o grandi,
le poche o molte stranite parole
– quelle che cercano il giorno
o spaurite striscianti sul muro
– o acquattate in un angolo retto
da dormiveglia e sonnolenza
da cui destarsi vestite a festa
o catturate di frode dal fondo
(amore, sogno).

 

Dopo l’estate

Quaggiù dove passi
come agosto che passa di mano
l’estate a un altro luogo
non smontare la guardia,
ne verrà più sottile la pelle all’attenzione
dei segni tracciati visibili
tra mento e collo, negli occhi
fissi allo specchio senz’ombra
di dubbio vedrai
lo stampo irreversibile del giorno
in un vento contrario, ti scoprirà
forestiero (uno che nessuno ha invitato).

 

Foglio di giornale

Non scuserai gli errori buttati
sul tavolo, nessuna tentazione di barare
e questo giorno apparso in prima pagina
devi leggerlo ancora, e sai che è uguale.
Sarà il tramonto tra poco
un vetro sporco, finestra cardini battenti infissi
aperti e chiusi pazienti da sempre
aspettano muti che una mano li lavi
da cima a fondo, che per bene li asciughi
carta inchiostrata d’ultime notizie.

(dalla raccolta inedita Il viaggio sulla Terra della signora C.)

 

Maria Gabriella Canfarelli (Catania, 1954) ha pubblicato: Domicilio (Nuovi Quaderni 1999); Cattiva educazione (Zone Editrice 2002); Zona di ascolto (Giraldi 2005), pubblicazione-premio “Renato Giorgi”; L’erborista (in proprio, 2010) e nel 2015 Dichiarazione giurata dell’attrice (Edizioni Novecento, a cura di Renato Pennisi). Altre poesie sono apparse sul web, sulle riviste di letteratura Via Lattea, pagine, Atelier, Le Voci della Luna, La terrazza, Periferie, «La battana», n. 184 (Femminino profondo alle pendici dell’Etna, a cura di Laura Marchig) e nei volumi antologici Ditelo con i fiori- poeti e poesie nei giardini dell’anima, a cura di Vincenzo Guarracino (Zanetto, 2004); Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea n. 1 (Quaderno n. 4: Sicilia, a cura di Giuseppe Condorelli, Raffaelli, 2013); Ambrosia. Expo 2015 (La Vita Felice); Umana troppo umana (a cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo, Aragno 2016); Poeti in e di Sicilia. Crestomazia di opere letterarie edite e inedite tra fine secolo e primi decenni del terzo millennio. Vol. I, a cura di Mario Grasso (Prova d’Autore,2018); Dieci cento mille Sandro Penna (a cura di Gandolfo Cascio e Fabrizio Cavallaro, Forme Libere 2018).

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