Poesie da “Geografie interiori” di Federica Fiorella Imperato (Aletheia 2018)

Illustrazione di Francesco Moretti

 

ho piantato radici forti
che non toccano terra,
seguono i corsi d’acqua
i venti tempestosi
le maree e gli uragani
e nulla
può spezzarle

qui tutto è partenza
è inizio
di un nuovo viaggio

a confronto con me stessa
mi ritrovo nell’altro
silenziosa mi rivolgo
e ascolto:

c’è bisogno di spazio
c’è bisogno di tempo

***

mi affaccio a una finestra di parole colorate
balsamo che scioglie i nodi

e salendo le scale ritorno al principio,
alla dolcezza antica
dove mi svesto, mi bagno e riparto
contando tutte le gocce che trattengo
sulle mie membra forti
di corpo sicuro

scivolo e non mi arrendo ai presagi di solitudine
(solo non è mai
chi nelle gesta del mondo
si ritrova)

nel vento tra le foglie
la mia mano scorre
come tra le pagine di un libro

***

dietro penne e sigarette
nascondo
l’impalcatura nostalgica
di questa mia essenza

rigogliosa

***

per poi dover sempre arrivare
a ritrovarsi nello stomaco
un tunnel sotterraneo
dove cammineranno
sentimenti inespressi
di gioie ravvedute
sorrisi malinconici

lasciare spazio all’edera
cresciuta sulla facciata di quel palazzo
in quella via nascosta
che sempre mi fermo ad osservare
di inerpicarsi
lungo la mia schiena
piano, sale, si allunga
ed io rimango ferma
a guardarmi cambiare
ad assistere alla costruzione degli ostacoli
che sola
mi ritroverò a dover superare

sconfiggere la fame della mia allegria
temere di non saper fingere
sapere di non potere
e potere invece rimescolare
con le mie braccia forti
nel vasto oceano di aspirazioni ingombranti

respirare il vuoto,
muoversi scalciando
contro le pareti
di questa bolgia paradisiaca

***

sollevami, fammi restare in piedi sulle onde
prima ancora di avere imparato a cavalcarle
dammi un motivo liquido, dolce,
con il quale possa crederti,
attraverso il quale potrai convincermi
che la Terra è rotonda,
e non infinita,
che due più due fa quattro,
e non infinito

dimmi qualcosa che mi commuova,
che mi sorprenda, che metta i piedi dentro tutti i vasi
che ho intenzione di innaffiare radici
che mancano di accettazione e di acqua

corri a dire che ho ventilato le mie ombre,
che le ho curate al sole e che ora sto ballando
intorno ai ricordi di un’estate
ad occhi aperti
intorno a tutti i fuochi, a cavallo

vai e dì per mia parte
che dove mi ha visto ieri
rompermi in piccoli cocci,
in quello stesso luogo,
oggi ho piantato un albero,
mi sono accomodata nella sua ombra
per continuare a trasformarmi
in un capriccio del vento

ed iniziare a prendermi cura di me stessa
inoltrarmi nella giungla,
cercare un pensiero puro,
delle emozioni chiare
per guardarci attraverso

e trovare le mie strade

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