Djelloul Marbrook, Tre poesie

Djelloul Marbrook, Tre poesie tradotte da Angela D’Ambra

 

Ambizioni grandi più di quelle d’Alessandro.[1]

Ho ambizioni più grandi di quelle d’Alessandro.
Voglio che gli specchi mi cedano i loro segreti
perché si fidano di me, voglio
spazzare via la cagione per cui
tu brilli di luce intermittente e non
di luce fissa. Voglio vedere,
in un istante, le sfaccettature tutte del gioiello,
voglio includere nella misura in cui sono incluso,
voglio sapere il sapore di ogni elisir
prima che raffini i suoi elementi, voglio
peccare in questo modo assurdo, e ricevere
perdono perché faccio ridere creature aliene
al punto che la loro sostanza segreta
cade e noi vediamo orrori troppo gloriosi
per negarli, questo voglio spiegare ad Alessandro
in un modo tale che lo ispiri ad astenersi
dai rimpianti per avere incenerito Persepoli[2].

[1] Questa è la prima delle poesie ricevute dall’autore. È inclusa nel libro Nothing True Has a Name, Leaky Boot Press, UK, pubblicato 15 gennaio 2018
[2] http://www.lastampa.it/2012/07/18/cultura/alessandro-non-troppo-magno-piu-barbaro-dei-barbari-BrLsv7zFcUwHMw1MPlTlxN/pagina.html

Ambitions larger than Alexander’s

I have ambitions larger than Alexander’s.
I want mirrors to give up their secrets
because they trust me, I want
to wipe away the matter that causes
you to twinkle instead of emitting
steady light. I want to see
all the facets of the jewel at once,
I want to enclose as much as I am enclosed,
I want to know how each elixir tastes
before it ennobles elements, I want
to sin in this preposterous way
and be forgiven for making alien creatures
laugh so hard their stealth material
falls off and we see horrors too glorious
to deny, I want to explain this to Alexander
in a way that inspires him to forego
his regrets about burning Persepolis down.

 

Providence, 1959

Versami questi ricordi nella testa,
fingi che ci sia uno scopo,
turba il sonno dei morti:
il naso sventrato di Frank Cahill,
il foro nel cuore di Armin Meisner,
Judy malconcia alla nostra porta,
e Amy dalla mano sanguinosa.
Bambini che allevano bambini –
ci ha aiutati tutti, Dio,
nella pioggia di Providence?
ci ha aiutati, noi che profittavamo
della birra Narragansett,
dolore post-partum e pezzi omaggio
per i nostri catorci?
Dio benedica l’Esercito della Salvezza
per abiti e mobilia
e la Marina per la mia quiescenza –
versami questi ricordi nella tomba,
rimestali con urina in un giorno d’inverno
poi guardami risorgere e svanire.

 

Providence, 1959[1]

Pour these memories into my head,
pretend there is a purpose,
trouble the sleep of the dead:
Frank Cahill’s gutted nose,
the hole in Armin Meisner’s heart,
battered Judy at our project door,
and bloody-handed Amy.
Children raising children—
did God help us all
in the rain of Providence,
help us who helped ourselves
to Narragansett beer,
post-partum grief and cumshaw parts
for our jalopies?
God bless the Salvation Army
for clothes and furniture
and the Navy for my see-ya pay—
pour these memories into my grave,
stir them with piss on a wintry day
and watch me rise and blow away.

[1] N.A. This poem is from Even Now The Embers, Leaky Boot Press, UK, published February 18, 2018.

 

Tredici versi nudi

per Susan Aberth

Cantare a lungo non posso, né a lungo restare
ma nella radura di cerchi intersecati
da dietro un frassino ho guardato i riti sacri
dei nostri compagni e so quanto molto dipenda
dalla tolleranza degli stolti
Questa è la terra dell’eclisse parziale
dove eventi più di sigizie strani
ci sfuggono da sotto i piedi e le parole
rifiutano d’esser squartate sulla ruota e liquidate
e nessuno che ha retto la luce del sol niger
sarà mai ancora attratto
da profumo d’umano
Cantare a lungo non posso o rimanere affranto.

 

Thirteen naked lines[1]

for Susan Aberth

Can’t sing for long can’t stay for long
but in the glade of interlocking circles
from behind an ash I’ve watched the sacred rites
of our companions and know how much depends
on the tolerance of fools
This is the land of partial eclipse
where stranger than syzygy events
spin out from under our feet and words
refuse to be broken on the wheel and sold
and no one who has stood in sol niger light
will ever be drawn to the scent
of a human again
Can’t sing for long or stay forlorn

[1] N.A. Thirteen Naked Lines is from the book, Other Risks Include, Leaky Boot Press, UK, to be published March 15, 2018.

_____________________

Nato ad Algeri nel 1934, Djelloul Marbrook è un poeta e scrittore americano in lingua inglese. È cresciuto a Brooklin, West Islip, e Manhattan dove ha frequentato la Dwight Preparatory School e la Columbia University. Veterano e redattore di giornali in pensione, vive nella mid-Hudson Valley con sua moglie Marilyn.
Il suo libro Far from Algiers (2008, Kent State University Press) ha vinto il premio Stan & Tom Wick Poetry 2007 e l’International Book Award 2010 per la poesia.
Djelloul ha anche ricevuto il premio letterario Literal Latté 2008 e quattro menzioni d’onore per la narrativa da New Millennium Writings.
È autore di nove libri di poesie e sei di narrativa. Le sue poesie sono state pubblicate in riviste quali American Poetry Review, Barrow Street e in raccolte antologiche quali l’antologia New Millennium 2017, Red Sky (l’antologia Sable Books 2016 sulla violenza contro le donne) e Dove Tales, l’antologia Writing for Peace 2016.
È prevista per il 2020 la pubblicazione della traduzione francese, realizzata da Jean-Yves Cotté, di quattro libri di Djelloul Marbrook: tre di fiction e la raccolta poetica Brash Ice.

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.