Ostri ritmi #16: Neža Maurer

Dež

Ena kaplja — to ni dež.
Dve kaplji tudi ne.
Ko pa mi številk zmanjkuje,
slišim: — Ej, kako dežuje!
.

Pioggia

Una goccia – questa non è pioggia.
Due gocce nemmeno.
Quando però perdo il conto,
sento: – Ehi, come piove!

 

Kam?

Kam so se skrile planine?
Zavile so se
v dolge meglene obleke
in nekam daleč odšle.

Kam so izginile rože
in ptiči in listi z dreves?
Na veter jesenski so sedli
in odleteli na ples.

V teh sivih jesenskih dnevih
še mi bi za njimi odšli —
a megla poti nam zagrinja
in burja nam piha v oči.
.

Dove?

Dove sono finite le colline?
Si sono ammantate
con lunghe vesti nebbiose
e lontano se ne sono andate.

Dove sono i fiori e gli uccelli
e le foglie dagli alberi andati?
Seduti sul vento d’autunno,
sono a ballare volati.

In questi grigi giorni d’autunno
con loro pure noi ce ne andremmo ora –
ma la nebbia ci copre la strada
e negli occhi ci soffia la bora.

 

Zelene deklice

Pomladne travice —
zelene deklice —
bi rade velike postale,
bi rade soncu plesale!
Drobna kolena
v rosi umivajo,
na šibka ramena
bremena rosnih kapljic dvigajo,
žarijo in rastejo
dan in noč.

Sončev pogled
je vsak dan bolj vroč.
.

Signorine verdi

Primaverili piantine —
verdi signorine —
vorrebbero grandi diventare,
vorrebbero al sole danzare!
Le fini ginocchia
nella rugiada si bagnano,
sulle spalle sottili
le sue pesanti gocce alzano,
splendono e crescono
notte e giorno.

Lo sguardo del sole
si fa più caldo ogni giorno.

 

Od srede do petka

Dragi metuljček,
metuljček moj zlati —
takole med brati
lahko mi priznaš,
da rad me imaš.

Reci, brž reci,
pa tvoja bom cvetka
od srede do petka!

Potem pa nič več.
Potem bo vse več…
.

Dal mercoledì al venerdì

Cara farfalla,
farfalla mia amata –
così fra fratelli
anche ammettere puoi
che bene mi vuoi.

Dillo, su, dillo,
e per te sarò un fiore ogni dì,
dal mercoledì al venerdì!

Poi però niente più.
Poi sarà tutto in più…

 

Zlati copati

Pride oktober —
zajce zazebe v podplate.
Pride oktober —
že jim drevesa iz listov
sešijejo zlate copate.

Topli copati
kakor cekini zvenijo.
Zato jih zajci sezujejo,
kadar bežijo.
.

Le pantofole d’oro

Arriva ottobre –
i conigli sentono freddo ai piedi.
Arriva ottobre –
già gli alberi con le foglie
per loro cuciono pantofole d’oro.

Pantofole calde
che trillano come zecchini.
Perciò i conigli le sfilano,
quando scappano.

 

Učena muha

Po zelenem zvezku
hodi mlada muha:
pisala bi rada,
pa je zamešala
svoje tanke noge.
Negotovo obstoji
in ugiblje:
Le s katero desno nogo
svinčnik se drži?
.

Una mosca educata

Su un quaderno verde
zampetta una giovane mosca:
vorrebbe scrivere,
ma si confonde
tra le sue zampe sottili.
Indecisa sta lì ferma
e si domanda:
Con quale zampa destra
bisognerà mai scrivere?

 

Noč

Luna pleza na drevo
tiše kakor mucek —
pa vseeno nanjo
jezno laja cucek.
.

Notte

S’inerpica sull’albero la luna
zitta zitta più d’un micetto –
ma lo stesso, ostinato,
le abbaia contro un cagnetto.

 

Vrt ima ograjo

Vrt ima ograjo,
da rože ne uidejo.
Vrt ima ograjo,
da lahko metulji
bolj imenitno
v vas pridejo.
Vrt ima ograjo
(kot imajo ljudje obleko)
lepo opasano in prebarvano
z minijevo prevleko.

Ob večerih
si vrt obesi na ograjo
ogrlico iz cvetočih slakov:
na stezi ob njem presenečen utihne
šum besed in korakov.
.

Il giardino ha il recinto

Il giardino ha il recinto
così i fiori non se ne vanno.
Il giardino ha il recinto,
così le farfalle
un più fastoso
ingresso in paese hanno.
Il giardino ha il recinto
(come le persone han i vestiti)
rifinito e ben dipinto
con la vernice al minio.

Poi di sera
il giardino s’appende al recinto
una collana di vilucchi in fiore:
sul viottolo accanto, sorpreso tace
il brusio dei passi e delle parole.

.

da: N. Maurer, Velik sončen dan [Una grande giornata di sole], Mladinska knjiga, Ljubljana 2000

© Scelta e traduzione a cura di Amalia Stulin

Neža Maurer nasce il 22 dicembre 1930, a Podvin pri Polzeli, nella regione centro-settentrionale della Štajerska, al tempo sotto il Regno di Jugoslavia. A Polzela frequenta le scuole elementari, prima quelle slovene, poi, durante la Seconda guerra mondiale, quelle tedesche, circostanza che le permetterà in seguito di lavorare anche come traduttrice, prevalentemente dal tedesco (ma non solo). Successivamente studia alle scuole magistrali a Ljubljana e inizia a lavorare come insegnante, per laurearsi nel 1960 in Slavistica presso la Filosofska fakulteta di Ljubljana. Inizia la professione di giornalista, intraprendendo parallelamente un percorso nel settore della cultura che la porta a dirigere programmi televisivi per l’infanzia, nonché numerose riviste di vario argomento (pubblicazioni per agricoltori, per le comunità di emigranti, per famiglie…). Socia del PEN club, dopo il pensionamento si è dedicata esclusivamente alla produzione letteraria, mentre molte delle sue opere sono state adattate per la radio e il teatro.

La sua bibliografia comprende un vasto numero di raccolte di poesie, sia per l’infanzia che per l’età adulta, oltre a numerosi libri di prosa, per un repertorio che inizia alla fine degli anni ’60 (la sua prima raccolta di poesie, Skorja dlani in skorja kruha [Scorza di mano e scorza di pane], è del ’69) e continua tutt’oggi. Oggi si è scelto di presentare una selezione di poesie per l’infanzia tratte dalla raccolta Velik sončen dan [Una grande giornata di sole] del 2000.

© A cura di Amalia Stulin

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