
(Dalla sezione: Per os / somministrate parole)
A togliere via dai resti le macerie, le carni dalle vesti
a togliere via le bocche recuperare i denti
a togliere via le lingue le gole dai tormenti
Lasciare intatti gli occhi, intoccate le orecchie
i corpi materia dell’acedia, le zone interdette
il fuoco di parole che devasta / mentre tutto d’intorno si tace
(Dalla sezione: La memoria della crisi / La crisi della memoria)
corpo nell’errore, nel farsi termine, tramite noi, come termite
nel dolore, a fare buchi cavi, valicare travi su travi, come cavia
per tornare a noi, ai giorni terminali e scavi e scavi
—
tre vani devastati abitarne l’habitus il recesso
due vani e mezzo il catino verandato
da ristrutturare al più presto, il condono regresso
C’è qualcuno?
Crolla in quiete il cielo defibrilla
demolire il tempo prova a dire
il rumore bianco dentro ai monti di Sibilla
© Fabio Orecchini, Per os, Sigismundus, 2016
