
PoEstate Silva #19: Daniela Scuncia, Tre poesie
*
Ho la giacca senza un bottone,
la mia testa è senza un occhio,
alla mia gamba manca il piede.
Tutte cose perse
cercando qualcosa
ma non ricordo
cosa ancora manca.
Mi sembra di aver dissipato
molto, in questa ricerca:
me ne vergogno.
Resto allora nascosta,
all’ombra del più recente consiglio.
Quieta, mimetizzo
il mio stupore, dolore.
Prendo fiato.
*
Ho imparato a mettermi
comoda nella mia prigione
con i quadri alle pareti
imbiancate di sole
e il ritratto della mamma
sul tavolino da caffè.
E tutto profuma
di cannella e peperoncino.
Tante piccole prigioni
una accanto all’altra
fanno una città piena
di case luminose di zucchero
e cloralio, finestre aperte
dipinte sui muri, tavolini
in bilico sui nasi delle mamme
ferme ormai da tempo
nel ritratto, spento lì
prima della buonanotte.
Fugge e tramonta il sole
ed è di nuovo autunno
e cadono come foglie i denti
e chiami casa quello
che hai costruito
con solo quattro assi
e un forno.
*
Prova la foglia a fuggire dal ramo
l’acqua a scalfire la roccia.
Provo a resistere senza apparire
partire senza dolore
a mascherare l’esistere
e a piccole chiazze dormire.
Spezzare una sola lancia
per non avere nulla da dimenticare.
Passare in dissolvenza.
Provare a restare.
*
© Daniela Scuncia
