Febbraio 1989
Roma. Ora il cielo è molto grigio e basso
e i palazzi, le case hanno colori sbiaditi.
Scrivere, lasciare scritto, testimonianze di ‘viaggi’, di
materie toccate ma anche ogni poesia…una mela, un
pettine, un cerino e ancora
una serie di poesie: una carta nautica, una carta
topografica, istruzioni chimiche per miscelarsi a ciò che
ci sta attorno;
la prima parola o il primo verso che indica il punto da cui
cominciare un attraversamento…
C’è bisogno di una pioggia magica a Piazza Maggiore
a Bologna, una cascata di fiammelle. C’è bisogno di
prodigi
a Bologna
hanno bisogno di sentirsi fulminati dalla loro individualità,
dalle stellezze
da: Paola Febbraro, Stellezze. A cura di Anna Maria Farabbi, LietoColle, Faloppio (CO), 2012


Una replica a “I poeti della domenica #181: Paola Febbraro, Febbraio 1989”
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