Antonella Lucchini: 8 poesie da Il femminino e la sua voce

da Il femminino e la sua voce

Non so come condire
il fiume amaro che tortura
le stanze della mia bocca.
Apriti in due
fatti succhiare
grida ai miei denti
trovami un sale di sangue, ancora.

*

Adesso che il rombo del vento
mi ha trapassata
da pelle a midollo
cancellando
dalla lavagna i disordini
prendi i miei occhi tra le mani
e guardali
sono vivi?

*

A falcate acute
trotta l’apocalisse del giorno.
Da quando caddi
e le mani divennero gambe,
al rombare sussultorio della sera
mi ripongo dentro le mie radici.
Lascio fuori solo un pezzo di pane
buono
perché si possa dire
ecco lo ha spezzato
si fa il miracolo
mentre lei torna larva.

*

Mi tieni in bocca
e mi sgrani
zolla dopo zolla.

*

La tua esse che suona
la tua esse campana
e ciondolo
e nervo
e bocca.
La tua esse tra i denti
la tua esse deposta
esse di serpente
palindromo tra le cosce.

*

Angelica ha il culo grosso.
È bella Angelica
è spiritosa
ha una 46
la taglia dove cominciano i bulli.
Angelica ha un padre carabiniere
con una pistola.
Angelica dal culo grosso
e un buco in testa.

*

Gli scheletri scivolano
tra i rottami di Aleppo
hanno margherite nelle orbite
metatarsi piccoli e svelti
che corrono senza muoversi:
la morte ciondola
la vita corre.
Vedi bambina?
La gola non c’è più
(lo scolo del gelato e delle caramelle)
la lingua è stata mangiata;
non è stato il topolino dei denti
che si è allargato troppo
è stata una cosa volata giù
dal cielo
(e cadessero solo stelle
e si chiamassero anche quelle Perseidi).
Sì, le ossa sono bianche
e fanno rumore,
è l’eco dei denti del terrore
quando l’aria sibila
e poi esplode.
Sì, la tua mano sulla mia
fa il solletico
hai le dita scarnate.
Facciamo il gioco
“falange falangina falangetta”?
E mi dai un bacio senza bocca
sulla guancia?

*

Marinella andava bella
alla chiesa dell’amore
all’altare con le calle le fresie
e ogni fiore.
Lei correva
grembiulino bianco e fragole in bocca
nel prato dietro casa
pizzicando petali per sapersi il destino.
Cercate Marinella
profumata di viole mammole
profumate Marinella di viole mammole.
Trovate Marinella
che le viole mammole non profumano più.
Il verde dei prati
è un’età dei lividi
Marinella ha le unghie sbrecciate
per arginare le botte
parare le lotte
ha le ossa ricucite
il sorriso che lascia la bocca
e scende e si perde
nel sangue giù per il lavandino.
Le porte sbattono contro Marinella
le scale cadono addosso a Marinella.
Marinella vive con gli spettri
gli tira le sottane
lo spettro più grande
si getta tra le sue gambe
e le imputridisce l’utero.
Marinella
scivola nel fiume rosso
che si getta
nella foce delle lenzuola.
Marinella non ha più flutti
non ha onde.
Trovate Marinella
povera bella
i suoi fiori su una stella.

Antonella Lucchini nasce a Mantova nel 1964. Agli inizi del 2013 pubblica la sua prima raccolta, Tra morsi e strida, per la casa editrice REI, seguita da Il margine bianco (Ed. Divinafollia). Fa parte del collettivo poetico Bibbia d’Asfalto ed è redattrice dell’omonima rivista. È inoltre tra gli organizzatori del “Festival di poesia” di Mantova, nel ruolo di referente per le scuole. Scrive, oltre che in italiano, in francese, inglese, spagnolo (lingue di cui è anche traduttrice) e in dialetto mantovano. Il femminino e la sua voce è uscito nel 2016 per Il seme bianco edizioni.

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