Sororità – Claudia Iandolo (Nota di Monia Gaita)

di che luce si veste il tuo respiro

mentre fluttua lo spazio di energia

mentre corri l’infanzia delle stelle

 

di che respiro è fatta la tua luce

ora che spenta è questa luce poca

in cui ci dibattiamo come pesci di tonnara

 

di che luce sei ora che l’occhio non ti coglie

se non al ciglio di un sogno appena fatto al mattino

mentre un mondo nasce ed uno muore

 

*

al check-in eri senza bagaglio

scanzonata e scalza per un altro viaggio

 

ora che sei onda e corpo

aspettaci agli arrivi

 

manda al solito indirizzo

tempo che non ci affanni

 

ora che ti affacci su scale sospese

mandaci lune come perle da infilare

e sogni che non franino al mattino

 

nunc et in hora che verrà comunque

aspettaci agli arrivi e alle partenze

tu in mulieribus splendida e lunare

 

*

eppure gli uomini ti guardarono

amazzone lunare

 

in questo settembre

in mancata epifania

 

levis sit tibi pulvis

 

levis

sul tuo seno feroce

sui tuoi fianchi

di vergine boschiva

su questa terra

 

di madri esitanti

e padri zoppi

di noi mentre aspettiamo

sciolte irrisolte

maschi

che ci lasciano al mattino

tra Venere e Sole in congiuntura estrema

 

ma gli uomini ti guardavano

Anadiomene

in passo guascone

viaggiatrice inattesa

d’aeroporti e stazioni

 

sorella d’altro amore

che è quest’amore

che ogni volta ferisce

che muore ogni volta

di parole uguali

 

 

Sororità edito da Lietocolle, 2014, è un libro di poesie che Claudia Iandolo ha scritto per l’amica morta, Lina. Il rischio, per ogni autore, nel trattare un evento così sofferto, consiste nell’imprimere ai versi un’enfasi scontata, un manierismo lezioso all’insegna del turgore commemorativo. Rischio, questo, del tutto scongiurato, dall’evidente disinteresse di Claudia Iandolo sia per la poesia facile e accessibile sia per il culto encomiastico-memoriale. Nessuna opaca diluizione dell’essenzialità lirica va ad offuscare il primato accordato allo scavo della parola, al respiro teso e nitido, all’irruzione della visione, resa con un linguaggio icastico e oracolare insieme. La poetessa non inaugura il regno della morte, ma il regno della luce, e fa di ogni verso un organismo biologico munito di vita propria. La morte non si annida negli affetti, non ne appassisce i fiori, non ne annichila i campi. La parola traduce questa legge interiore in legge naturale fornendole sacralità e arte, persegue un progetto di emancipazione dal dolore, investe nell’asse espressivo delle mete assolute. Lina sta su una duna oltre la gora. La gora è l’assenza che propaga il dolore senza farne, però, un precipizio. Per Claudia la morte ha passaggi nascosti: se ne rovisti gli spazi, una lanterna magica proietta la figura dell’amica restituendone il volto, la voce, o come scrive a pag.42 “i fianchi di vergine boschiva”. E’ una poesia camaleontica, debitrice di una quantità di influenze, provocatoria, antiromantica e classica, secondo la lezione del poeta e scrittore francese Jules Theophile Gautier. L’ottica metastorica supera la fruizione del tempo come moto continuo e rettilineo sublimando Lina a entità mitopoietica, a elemento panico e cosmico del reale, imperitura traccia che sbaraglia il buio. La morte non smarrisce la rotta alla speranza, non sfregia l’aria fresca, la voglia di dire, la rinascita. La nostra autrice sa restaurare la complicità e la grazia degli istanti vissuti con l’amica. Quando la nostalgia dei vivi è così intensa, si disvela in orme archetipiche e in cristalline epifanie, riporta a galla gli annegati, li risarcisce dell’oblio. E io dico semplicemente: non c’è secessione, non c’è morte che tenga. Lina vive, cammina nelle pagine con un carisma che la parola genera ed accresce.

© Monia Gaita

One comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...