Coriandoli a Natale #10: Anna Maria Carpi, Ogni trentun dicembre

Anna Maria Carpi. da qui

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a G. Benn

OGNI TRENTUN DICEMBRE chi vorrebbe essere solo?
Spalla a spalla e calici levati − guai a chi pensa
che c’è la morte.
Dicono gli occhi: il più tardi possibile,
e improvvisa e indolore.
Vuote le strade, inutili, tutta l’ultima notte
brilla, di casa in casa, dalle finestre accese,
«mi basta non soffrire»
«viva il domani».

Questa notte d’inverno,
quando fuori piove e l’anno muore,
quando di là della parete aspettano
che ne incominci un altro:
a che serve, mi chiedo. Io non lo voglio.
Questo mio letto di famiglia è un regno,
di qui vedo i miei quadri, le mie carte,
la porta aperta sulla stanza interna,
e le coperte,
la rossa e la marrone,
e in fondo al letto i miei due animali,
inerti, piatti,
la bianco-rossa-nera e lo striato,
che non sanno di sé e nel sonno rimpatriano.

Così anch’io − senza io, senza chi sono,
di primordi, di corpo e di calore,
senz’aldilà né dopo,
rimpatriare nel sonno.

 

© Anna Maria Carpi, in E tu fra i due chi sei, Milano, Scheiwiller, 2007.

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