I poeti della domenica #45. Neri Pozza, Ezra alle Zattere

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EZRA ALLE ZATTERE

Sulla Fondamenta delle Zattere, risegando i marmi
ci veniva incontro alto barbato bianco,
Ezra Pound; e una donnuccia annaspava
dietro a lui che marciava,
gli occhi biavi della follia
persi nel liquame melmoso della Zudèca.
Scavalcava le pietre a passo di cammello
e la donnuccia Arlecchina gli correva dietro
— non era parente, o postulante, si capiva! —
Ezra perticava la salizada veloce più della sua ombra,
alto-altero, gli occhi
sulle barcone ancorate, le petroliere, i carghi,
i rifiuti putrescenti della Marittima.
Sembrava corresse al gran Dio
per offerire i Cantos.
Superata la flotta, parve diretto
alla maona che caricava abeti bianchi come ossa.
Fece uno scarto: così chi salta dalla nave a terra —
e voltò via improvviso per la sua calle;
e la non parente, o postulante Arlecchina
lo chiamava urlando.

(1972)

Neri Pozza, da Suite Veneziana (1958-1982), in Opere complete, Vicenza, Neri Pozza, 2011