Gino Di Costanzo, L’inaugurazione

Parigi 2015, foto gm

Parigi 2015, foto gm

L’INAUGURAZIONE

 

– Come dicevamo, dunque, oggi è un gran giorno per il nostro paese, – proseguì il Sottosegretario.

– La magnifica struttura che è alle nostre spalle, la cui realizzazione è stata fortemente voluta dal Ministero della Tribolazione, rappresenta il primo, tangibile segno di una ventata d’aria nuova, un maestrale che spazzerà via definitivamente tutti i residui pregiudizi e le ipocrite barriere che, da sempre, rappresentano la vera palla al piede del nostro paese! – E si bloccò per la seconda tornata di applausi stabiliti.

Pasqua era alle porte, il clima era mite. La claque, distribuita sapientemente, sembrava ben addestrata. Del resto una claque mite ed un clima ben addestrato non sarebbero stati di alcuna utilità.

– Oggi noi diciamo con fermezza BASTA ai cruenti suicidi che i cittadini in gravi difficoltà economiche sono costretti ad inscenare! BASTA a queste esibizioni di pubblica  disperazione, che ledono il morale di chi non ce la fa più eppure resiste! BASTA a spettacolari voli dal quinto piano! All’inutile agonia di impiccagioni approssimative! Alla esecrabile pratica del darsi fuoco nelle piazze! A tremanti rivoltellate in bocca! BASTA alle pagine di cronaca nera sature di questi casi umani, indegni di una società civile! BASTA! Non si consentirà oltre un simile scempio! Queste orrende, grossolane modalità di risolvere i propri problemi una volta per tutte, d’ora in poi saranno impedite! – Terza tornata di applausi professionali.

– Sono i valori cattolici, condivisi da tutti noi, che hanno ispirato la strategia messa in atto dal Governo per porre fine a questa strage… Dopo le recenti dichiarazioni del nostro amato Papa, che ci ha ricordato che il figlio di Dio è morto v-o-l-o-n-t-a-r-i-a-m-e-n-t-e sulla croce per la salvezza di tutti gli uomini… e che non fu una sorta di suicidio, ma un immenso atto d’amore… il Governo, sulla scorta dell’esempio di Cristo, ha deciso di farsi carico della sorte dei cittadini ridotti sul lastrico, i poveri cristi nostrani, accogliendo il desiderio di coloro che vogliono farla finita per la salvezza dell’intera società, che non può più nutrire queste eccedenze umane.

– Viva il Papa! – interruppe una voce. Al che qualcuno partì col battimani, anticipando il quarto turno di ovazioni spontanee previste dalla scaletta. Fu un caso isolato, immediatamente sedato.

Lanciando un’occhiata panoramica ai presenti, il Sottosegretario incalzò:

– Questi eroici morituri che hanno sperimentato l’accanimento terapeutico della cassa integrazione, la sedia a rotelle del sussidio di disoccupazione, la morfina della mobilità lavorativa, l’utopia del prestito bancario, il palliativo della beneficenza, non possono essere lasciati soli. Per questo oggi inauguriamo l’Economicomio ‘SANAVITA’, il primo della nostra storia repubblicana! – Stavolta il quarto giro di applausi grandinò puntuale e compatto.

– Vi chiederete il perché di questo nome, economicomio… – I presenti si scambiarono degli sguardi ottusi. – Ebbene, economicomio significa che in questo luogo si contribuirà a curare l’Economia nazionale in crisi, offrendo a questi generosi volontari la gratuita risoluzione del contratto di esistenza stipulato con Dio: la possibilità di togliersi dignitosamente dai piedi per il bene comune, – gonfiò il petto il politico. E continuò:

– Non professiamo la ‘buona morte’, si badi bene! Non di eutanasia si tratta, né di suicidio assistito. Come cattolici la sola idea ci ripugna! è della VITA che ci occupiamo, per la vita stessa. Questo funzionale edificio è stato fornito di attrezzature all’avanguardia per una decorosa e indolore interruzione del ciclo vitale, che, esaltando l’abnegazione di questi tapini, ne riscatterà la vita grama… La VITA, capite? … risanandola cristianamente, e rendendola degna di essere stata vissuta. Insomma, i poveri come Cristo, amici, il messaggio evangelico finalmente compiuto sotto il nostro Governo! – La quinta acclamazione fu un capolavoro di inappuntabile entusiasmo, smorzato solo dal palmo della mano aperta dell’oratore, in bella mostra oltre il microfono.

– Questo servizio pubblico verrà destinato al sostegno di pensionati terminali, licenziati cronici, precari incurabili, falliti cachettici, disoccupati ereditari, sfollati conclamati, meridionali congeniti, donne contro natura, giovani in estinzione, immigrati trapiantati, clandestini espiantati, divorziati epidemici, ma non solo! – prese fiato il tribuno – … Ne beneficeranno anche multati innocenti, analfabeti del libero mercato, onesti recidivi, debitori irreprensibili, evasori effimeri, creditori altruisti e tutte quelle categorie di inetti e insolventi vari che non hanno saputo adeguarsi alle mutate condizioni dettate dall’emergenza economica, divenendo, loro malgrado, zavorre sociali! – E qui ci piazzò un’espressione di disgusto. Il sesto applauso durò quarantuno secondi, di cui ventuno contabilizzati in seguito come straordinario.

Ad un certo punto, ancora traboccante di compiacimento per quel consenso a buon mercato, il Sottosegretario finse di grattarsi la punta del naso per dissimulare l’occhiata al Rolex, quindi concluse velocemente il discorso con i ringraziamenti di rito ai convenuti ed alla Stampa, e tagliò finalmente il nastro. Fece un giretto rapido per i corridoi dell’economicomio, con le fotografie e tutto il resto, perché era atteso ad un’importante riunione con i colleghi di partito. La riunione si chiamava Mabel, un trans sudamericano, ma questa è un’altra storia.

Andò via in una specie di portaerei blu su ruote, scortato da un mezzo blindato stipato di muscolosi ultras della Lazio in tenuta antisommossa. Gli addetti alla claque avevano già sfollato, dopo aver ritirato il compenso. Tornavano ufficialmente tra le fila dei disoccupati, nel raggruppamento dei “disponibili”.

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© Gino Di Costanzo

2 comments

  1. Complimenti, mi è piaciuto molto, anche se per un attimo sono rimasta sbigottita, avendo scritto anch’io un racconto (non pubblicato) sullo stesso tema e soprattutto con una “soluzione al problema” molto simile a quella narrata. Bello trovare una consonanza!

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