Una frase lunga un libro #13 – Richard Ford: Canada

Canada

Una frase lunga un libro #13 – Richard Ford: Canada, Feltrinelli, 2013 trad. Vincenzo Mantovani. € 19,00. Ebook € 13,99

 

 

La maggior parte delle cose non rimangono molto a lungo come sono. Saperlo, però, non mi ha reso cinico. Cinico significa credere che il bene non è possibile. Semplicemente, non do nulla per scontato e cerco di essere pronto per i cambiamenti che presto verranno.

Canada di Richard Ford è uscito due anni fa, più o meno, lo lessi quasi subito, poi per un motivo o per l’altro non ne scrissi. È un libro che ho molto amato, è proprio una bella storia. Storia che se venissero a raccontartela non potresti far altro che ascoltarla. Tra poco parleremo di questo e della bravura di Richard Ford, scrittore che a me piace parecchio. Prima, però, vi spiego brevemente il motivo per cui dopo due anni ho ripreso in mano questo libro. Qualche settimana fa io e la mia compagna abbiamo fatto un giro a La Feltrinelli di Mestre. Girovagando fra gli scaffali passo davanti a quello della “Letteratura di Viaggio”. Alla lettera effe vedo due copie di Canada. Lo dico ad Anna e poi le chiedo se faccio bene o male a dire a qualcuno del negozio che quello non è un libro di viaggio. Alla fine decidiamo per il sì, dirò qualcosa  a qualcuno. Trovo una commessa molto gentile, le spiego che quello è un romanzo, e che nulla a che fare con la letteratura di viaggio, certo qualcuno dagli Usa va a vivere in Canada, ma è una parte della storia. La ragazza, abituata forse ai rompiballe, non dice niente, sorride, ringrazia, prende i due libri e alla velocità della luce li porta verso la narrativa. Tutto qui, quanto basta per rileggere Canada.

Ford parte con una famiglia normale. Moglie, marito, due figli, una femmina e un maschio. Un classico, fino a che moglie e marito non decidono di commettere un reato, rapineranno una banca, si faranno beccare, a quel punto per i figli comincerà un’altra vita. Intanto si separeranno. Le cose succedono e con loro arriva il disorientamento, che è uno dei grandi temi della letteratura di Richard Ford. Lui scrive e tu ti senti sempre al centro dell’America, senza mappa e sul punto di sbagliare direzione. Il ragazzo, Dell, sarà indirizzato in Canada, una terra che è la metafora perfetta della storia d Ford. Dell verrà affidato ad Albert, uno strano parente e vivrà e crescerà lì, in un Canada, aperto, solitario e selvaggio. Le vite sono difficili, ma nella maggior parte dei casi non si tratta di drammi, di nuovo le cose che accadono. Si può scegliere di accettarle o meno. Dell le accetterà, giorno dopo giorno, semplicemente vivendo, semplicemente lasciando che ne accadano altre, facendo sì che ne accadano altre. La prosa di Ford è bellissima, non faccio paragoni perché per lui i paragoni si sprecano, dirò che è asciutta e folgorante. Molti sono i passaggi che ritrovo evidenziati, sottolineati, più di uno per capitolo.

Canada è la storia di un uomo e della sua vita. Delle sue scelte, dei pochi rimpianti, della comprensione delle cose, della capacità di trasmetterle. Dell diventerà un professore e sarà molto amato dagli studenti. La frase che ho scelto lascia immaginare un uomo saggio, che ha capito che tutto cambia rapidamente e chi meglio di un ragazzo che si ritrova privato dei genitori di colpo può capirlo. Ma quella è solo la prima lezione, la conoscenza, ci dice Ford, ci insegna a prepararci ai cambiamenti e a non dimenticare la possibilità del bene. La possibilità del bene, del buono è la risposta di Ford all’uomo che si trova su una Highway, senza mappa. Ford ci dice d’aver pazienza, ci raccomanda di guardare bene, magari da laggiù sta arrivando qualcuno, che ci dia una mano è una possibilità. Canada è bello perché è un libro fatto di solitudine e conforto, le due cose stanno bene insieme.

©Gianni Montieri   su Twitter @giannimontieri

3 comments

  1. È un piacere trovare questo articolo su uno dei maestri della letteratura americana contemporanea. Amo la prosa di Richard Ford dai tempi de “Il giorno dell’indipendenza”. Il suo stile, unico, fatto di periodi lunghi e nient’affatto barocchi, piena di contrappunti evidenziati dall’originale uso delle parentesi, sa soddisfare soprattutto quella tipologia di lettori che prediligono libri di scrittori, piuttosto che libri di narratori. Figlio della grande tradizione d’autore americana.

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