ME/WE Only through community: un documentario di Marco Zuin

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ME,WE – Only through community è un documentario diretto da Marco Zuin che porta sullo schermo storie quotidiane di incontri e cambiamento in una zona rurale del Kenya. Realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding che ha visto una partecipazione ampia, non è un documentario sull’Africa anche se in Africa è ambientato.
Il titolo ME,WE, in particolare, viene da un discorso pronunciato dal pugile Muhammad Ali nel 1975 presso l’Università di Harvard: il campione, parlando del valore della cultura e dell’istruzione, ha colto allora la specifica ‘responsabilità’ di ogni essere umano all’interno della propria comunità di ‘appartenenza’. Queste due parole sono senza dubbio necessarie per leggere il senso di questo lavoro. Ma non sono le uniche, come vedremo.
L’opera porta in scena 11 personaggi in 60 minuti di racconti di vita, esperienze, condivisione soprattutto (altra parola chiave): Makara è un ex ragazzo di strada laureato in giurisprudenza che si occupa dell’assistenza legale di persone con disagio; Macharia, pastore, ex insegnante, si prende cura degli anziani; Simon fa l’operatore occupandosi di educazione e programmi rivolti a bambini e bambine; Martin (nella foto) è un orfano oggi accolto da una famiglia prima divisa e oggi unita attorno all’affetto che è riuscito a portare nella loro casa; June è una parrucchiera che informa le donne riguardo le leggi e i loro diritti; Grace, invece, ha saputo trasformare la sua disabilità in una risorsa preziosa per la sua comunità. I loro volti sono solo alcuni dei volti di una storia più grande, totale; sono volti-specchio di una realtà difficile, fragile, e tutti ruotano attorno al contesto africano del St. Martin, un’organizzazione attiva sugli altopiani a nord del Kenya fondata 15 anni fa da don Gabriele Pipinato e da Fondazione Fontana onlus. Si tratta di una risorsa che promuove la solidarietà coinvolgendo direttamente la comunità locale e offrendo un supporto concreto alle persone più vulnerabili: bambini e bambine di strada, persone con disabilità, ex tossicodipendenti. Qui i volontari e lo staff si (in)formano e intervengono per migliorare la qualità di vita degli altri.
Oggi più di mille persone fanno parte di questa struttura. Dice il regista stesso: “Sono stato in Kenya per la prima volta nel 2012 per documentare la testimonianza della danzatrice Simona Atzori in un progetto a sostegno del St. Martin. Un anno dopo ho avuto l’opportunità di dirigere un lavoro che raccontasse da vicino questa realtà comunitaria. Così sono tornato nel 2013 a Nyahururu, 200 km a nord di Nairobi, per raccogliere del materiale. Con me in questo viaggio l’insostituibile Luca Ramigni di Fondazione Fontana [cui si deve il soggetto, n.d.r.], profondo conoscitore della realtà locale, che mi accompagnato nel documentare le storie.”
Il dvd è accompagnato da un libro i cui proventi contribuiscono a sostenere le attività del Saint Martin. Il volume consta di foto e brevi note biografiche, ancora storie, contenuti extra. Ad ogni protagonista è associata una parola ed anche la scansione non è lasciata al caso; a ben vedere questa scelta parla a chi ascolta, allo spettatore, di qualcosa che lo riguarda da vicino:

cambiamento/ change
forza/ strength
reciprocità/ reciprocity
vocazione/ calling
indipendenza/ indipendence
conoscenza/ knowledge
silenzio/ silence
gratuità/ gratuitousness
scoperta/ discolsure
risorsa/ resource
incontro/ meeting

L’ ‘incontro’ è infatti punto d’arrivo che chiude, circolarmente, la possibilità di un ‘cambiamento’ annunciato all’inizio, ed è una parola che sta a dire a chi guarda “il vero cambiamento sta nell’incontro” con l’altro. Le esperienze personali di ogni singolo protagonista di ME, WE si restituiscono (sempre) al pubblico come universali; quest’intento è dentro il significato del lavoro stesso, che porta in sé perciò un valore quasi catartico.
Questo è un documentario sulle persone, su come l’intervento di uno incida sulla storia di tutti.

ME, WE ha concorso la selezione ufficiale presso il Social World Film Festival di Vico Equense, ha recentemente vinto il Premio Veneto Movie Movement all’Euganea Film Festival e partecipato in concorso al Fiuggi Family Festival; attualmente sta proseguendo il suo tour nei cinema, ad oggi oltre 20 in tutta Italia.

© Alessandra Trevisan

Per saperne di più: www.fondazionefontana.orgwww.saintmartin-kenya.org 

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Marco Zuin, videomaker, editor, sognatore. Originario di Padova, trevigiano di adozione, si laurea in Dams cinema a Bologna e nel 2003 apre Videozuma, una casa di produzione video in digitale, impegnata nell’ideazione e realizzazione di racconti visivi. Ha realizzato documentari, video e reportage in Russia, Tanzania, Kenya, Spagna, Honduras, Egitto, Serbia, Francia, India. Per Videozuma l’idea di sociale è alla base del cinema e del documentario, inteso come socialità e per raccontare l’impatto sociale ed emotivo delle storie, attraverso uno sguardo positivo, a volte dosando l’ironia necessaria per affrontare la profondità.

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