Buon compleanno Einaudi

foto gm

La prima cosa che ho pensato, riguardo agli ottant’anni di Einaudi, è a quanti libri con la copertina bianca ho in casa. Tra narrativa e poesia Einaudi li batte tutti. Se poi aggiungo StileLibero (in tutte le sue varianti, ma il mio affetto va a Noir, chi mi conosce sa il perché) allora la vittoria diventa schiacciante. Solo gli Adelphi se la giocano ma perdono di almeno tre scaffali. Per gli ebook vince ancora Einaudi ma di poco. I miei scrittori preferiti sono tutti Einaudi, penso a McCarthy, Roth, McEwan, Delillo (gli auguri più belli sono i suoi), Foster Wallace (anche se per me resta nel cuore un Minimum fax), Carver (anche se per me resta nel cuore un Minimum fax, sì la ripetizione è voluta), Del Giudice. Paolo Nori. Grace Paley.  La Kristof. Il mio amato Michele Mari, il più bravo di tutti. Più Lansdale che ogni volta che torna è come quando torna un amico. Più un’altra marea che ora non mi viene in mente. Più quelli che non sono più i miei preferiti ma lo sono stati. Più Carrère che ora è Adelphi ma prima era Einaudi. Più Bolaño che siccome è un figo è qualsiasi cosa. Più Borges e la chiudo qui. Sereni, Fortini, Raboni, la prima edizione di Millimetri, i russi, Larkin e mi fermo qui. La seconda cosa che ho pensato che Einaudi fa pure un sacco di libri che non mi piacciono. E non faccio cognomi perché stiamo festeggiando. Però spesso sorprese, però tipo Bonvissuto. Einaudi pubblicò il mio adorato Pugliese, poi non lo pubblicò più. Einaudi è la storia dei libri che va da prima di mio padre a mio nipote. Einaudi con quelle copertine magnifiche. Einaudi che è Calvino ma è anche Agassi. Einaudi che durante il compleanno non si cita la proprietà attuale. Einaudi che c’è poco da fare se entri in libreria li vai sempre a guardare. Anche perché entrando ci sbatti contro. Einaudi tanti ricordi ma uno su tutti: quando presi per la prima volta tra le mani Oltre il confine di McCarthy e aprii una pagina a caso e capii che io e quello scrittore non ci saremmo mai più lasciati. Buon compleanno Einaudi, un lettore.

© Gianni Montieri

9 commenti su “Buon compleanno Einaudi

  1. quando penso a Einaudi penso alla prima edizione di “Le occasioni” di Montale, penso a Calvino, penso alla “bianca” quando era davvero bianca; penso a Contini e alla sua riflessione sull’eredità crociana; penso a Contini fedele di Eusebio e di Dante; penso a Dionisotti e a quel monumento assoluto “Geografia…”; penso al mio Svevo nella collana “Orsa”; penso al mio Primo Levi nella medesima collana; penso all’edizione critica montaliana che possiedo e a tutti i volumi di quella splendida collana osservati nei negozi, consultati in biblioteca, ammirati a casa del prof. Bruni; penso a quante ore ho passato sui caratteri einaudiani, con gli accenti perennemente acuti che ti permettevano di riconoscere una pagina einaudi, almeno fino a quando non comparve lo stesso uso nella bollati-boringhieri; penso a quel suo essere editore di sinistra quando aveva forse senso la distinzione; penso a Fortini, a Natalia Ginzburg; penso alle ristampe sereniane; penso a quanto mi sarebbe piaciuto vedere Penna in quel catalogo quando Penna era vivo; penso penso penso…

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    • e ancora a un vecchissimo Eluard….e alle poesie di Cesare Pavese edizione del 1961 trovato a Napoli per 20 euro. Penso al teatro di Pinter. A Dickens. A Gogol.

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  2. al Rilke tradotto da Pintor, al “Faust” di Pessoa, alla Merini attaccata alla cornetta telefonica con Mollica e finita nella “bianca” ;)
    a Goliarda Sapienza…
    ed è la nostra storia più recente, Gianni

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  3. Tra i più ‘consumati’: “Poesie e canzoni” e “Storie da calendario” di Brecht, “Considerazioni inattuali” di Nietzsche, “Lessico famligliare” e “La famiglia Manzoni” di Natalia Ginzburg, “Conversazione in Sicilia” di Vittorini. e, frequentazione quotidiana per anni, tutti i volumi della Letteratura tedesca di Mittner…. poi, tra i tanti degli ultimi dieci anni, “Il libro dei padri” di Miklós Vámos.

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  4. Quando penso a Einaudi, ricordo il primo libro nella collezione bianca che ho comprato da adolescente, L’amaro miele di Bufalino, poi continuai con i tascabili poesia (ma si sa, parliamo di riedizioni recenti), dopo l’università il demone del libro raro mi conquistò e ho cominciato a procurarmi quelle storiche, Mattino domenicale di Stevens tradotto da Poggioli, Hölderlin tradotto da Contini. Un viaggio con i libri è un viaggio nella storia dell’editore che li ha pubblicati.

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  5. Mille ricordi e gioia pura per quel bianco incolonnato quando ancora disponevo i libri per casa editrice, ma se chiudo gli occhi vedo Morante. Il primo incontro a tredici anni, con una copia di “Menzogna e sortilegio” quasi distrutta dalle mille letture di mia madre. E l’ultimo a ventisei, con “Il mondo salvato dai ragazzini” edizione fiammante: una Morante sempre “bistrattata” nei miei pensieri di adolescente e diventata, da adulta, una delle esperienze più forti che la letteratura mi abbia mai regalato. Auguri Einaudi, come vedi con amore.

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  6. Volevo solo ricordare insieme, ringraziandovi dell’ospitalità, la COLLEZIONE di TEATRO, numerata e con righino rosso diretta da Grassi e Guerrieri. Einaudi grazie. (Solo un titolo a mo di ricordo: Tamburi nella notte di B. Brecht con in copertina un ritratto di H. Weigel). Grazie.

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