Pas de deux # 4

berlino 2011 - foto gm

Due poeti contemporanei scelgono un testo di un autore straniero e lo traducono per Poetarum Silva. Un confronto sulla traduzione tra diverse sensibilità. Un’occasione per scoprire poeti che non si conoscono o riscoprirne altri con un vestito nuovo. I post non avranno cadenza regolare, perché soggetti alle tempistiche dei traduttori invitati, ma ci auguriamo che diventino un appuntamento abbastanza regolare. Per il quarto numero Paola D’Agostino e Giacomo Sandron hanno tradotto un testo di Susana Araújo.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: La redazione

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DÍVIDA SOBERANA

A Topix agrega títulos de todo o mercado, nós
somos o produto humano desperdiçado. Esta
mesa tem abas que se fecham (assim como
eu desarmo): sentamo-nos sobre a toalha
inteira, falando nessa língua vossa
(estrangeira).

Até à noite em que não valerá a pena.
Desvalorizada a morte é uma pedra (ou
será moeda) lançada pela janela. O Estado
inclina-se para a frente e na calçada jazem
corpos desempregados.

A gargalhada de amigos, ignorante e alienígena,
não tem tradução. Apesar disso, procuras cego a
tua audiência fiel e bêbada. Eu olho para o prato:
um caroço de azeitona no centro dos nossos
valores.

Enquanto o meu país se desmorona, guio-vos em
roteiros de lazer, fantasia que me reverte para
outro copo, outra
nação.

Aqui (no rectângulo da nossa agregação),
somos a esfera indirecta do Fado
côdea de pão em mesa molhada,
peso morto sem obrigações nem
garantias.

(poesia tratta da Dívida Soberana, Lisboa, Mariposa Azual, 2012)

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Traduzione di Paola D’Agostino

Debito sovrano

Il Topix aggrega titoli di tutto il mercato, noi
siamo il prodotto umano sperperato. Questo
tavolo ha ribalte che si chiudono (come
io abbasso le armi): ci sediamo sulla tovaglia
intera, parlando in quella lingua vostra
(straniera).

Fino alla notte in cui non ne varrà la pena.
Svalutata la morte è una pietra (o
forse moneta) lanciata dalla finestra. Lo Stato
si china in avanti e sul selciato giacciono
corpi disoccupati.

L o sghignazzare di amici, ignorante ed alieno,
non ha traduzione. Ciò nonostante ricerchi, cieco, la
tua audience fedele ed ebbra. Io guardo nel piatto:
un nocciolo d’oliva al centro dei nostri
valori.

Mentre il mio paese crolla, vi guido in
itinerari di piacere, fantasia che mi converte in
altro bicchiere, altra
nazione.

Qui (nel rettangolo della nostra aggregazione),
siamo la sfera indiretta del Fado
crosta di pane su tavola bagnata,
peso morto senza obbligazioni né
garanzie.

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Traduzione di Giacomo Sandron

DEBITO SOVRANO

Il Topix raccoglie i titoli di tutto il mercato, noi
siamo il prodotto umano sprecato. Questa
tavola ha ripiani che si chiudono (così come
io butto le armi): ci sediamo sulla tovaglia
intera, parlando questa lingua vostra
(straniera).

Fino alla notte in cui non varrà la pena.
Senza valore la morte è una pietra (o
sarà moneta) lanciata dalla finestra. Lo Stato
si prostra e sulla strada stanno buttati
corpi disoccupati.

La risata di amici, ignorante e aliena,
non ha traduzione. Ciò nonostante, cerchi cieco il
tuo pubblico fedele e ubriaco. Io guardo nel piatto:
un osso d’oliva al centro dei nostri
valori.

Mentre il mio paese si sgretola, vi guido in
percorsi di piacere, fantasia che mi riporta a
un altro bicchiere, altra
nazione.

Qui (nel rettangolo della nostra riunione),
siamo l’orbita tortuosa del Destino
crosta di pane su tavola bagnata,
peso morto senza obblighi né
garanzie.

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Susana Araújo è autrice del libro di poesia Divida Soberana (Mariposa Azul, 2012); la prima versione (inedita) del libro è stata finalista al Prémio Revelação della APE (Associação Portuguesa de Escritores) nel 2010. Ha scritto il testo teatrale “O Ringue”, messo in scena dalla compagnia Última Cena. Ha pubblicato poesie, racconti e saggi su riviste letterarie portoghesi e inglesi. Ha studiato teatro e lavorato come attrice fino al 1997, anno in cui si è trasferita in Inghilterra. Ha studiato letteratura all’Università di Lisbona, specializzandosi in seguito a Warwick e conseguendo il dottorato nel Sussex. Dal 2008 lavora come ricercatrice al Centro de Estudos Comparatistas dell’Università di Lisbona dove insegna e coordina il progetto CILM – Cidade e (In)segurança na Literatura e nos Media.

 

4 comments

  1. intanto volevo ringraziare Gianni e Alessandra per l’invito a partecipare con questa traduzione e Paola e Susana per essersi prestate volentieri al gioco.
    ho avuto modo di leggere gran parte del libro di Susana e ci tenevo a dire che è un gran bel libro, toccante e pieno di amore verso un paese come il Portogallo che continua a sprofondare in una situazione difficile che ha molti punti in comune con il nostro, una lettura e una riflessione che farebbe bene anche alla nostra cara penisola.

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    1. siamo noi a ringraziare te e Paola per aver accettato l’invito. Questa è una rubrica in cui crediamo molto, sarebbe bello leggerlo tutto questo libro.
      Per quello che riguarda le due traduzioni: il mio è parere di chi non conosce il portoghese, quindi vado a occhio e orecchio. La resa c’è in entrambe, perché la potenza del testo originale si percepisce. Sia la tua versione che quella di Paola sono molto convincenti nella due splendide strofe di chiusura. Mi domando se una maggiore “morbidezza” concessa nella prima parte non avrebbe reso e preparato meglio (in italiano) quelle strofe finale. Ma ti ripeto sono considerazioni da non conoscitore della lingua di partenza. Sono contento di aver incontrato questa poetessa grazie a voi.

      g.

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  2. Grazie anche da parte mia a voi. Sono d’accordo su ciò che dice Gianni.
    Anch’io non conosco il portoghese e vorrei complimentarmi per la scelta dell’autrice e del testo, che ha una forza di contenuto espressa in modo efficacissimo da entrambi.

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  3. E io da parte mia ringrazio “Poetarum Silva” per l’ospitalità e Giacomo per aver voluto condividere con me questo passo di danza in traduzione. Poi Susana, che è bravissima, e in assoluto la Poesia, sempre.

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