Nocturnes #4: ‘Trockne Blumen’ – variazioni su Lied (F. Schubert)

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Caspar David Friedrich, ‘Abtei im Eichwald’, 1810

‘Trockne Blumen‘ (Fiori secchii) è il diciottesimo Lied tratto dal ciclo ”Die schöne Müllerin”  (La bella mugnaia) composto nel 1823 da Franz Schubert, su testo di Wilhelm Muller.
La forma di questo Lied romantico viene riproposta da Schubert in una composizione postuma (op. 160 D 802): le Variazioni sul tema ‘Trockne Blumen’ per pianoforte e flauto, una interessante indicazione (‘piano e flauto’, non il più comune ‘flauto e piano’) che lascia intendere la chiara concezione cameristica del brano. Dal tema si scioglierà un’alternanza flauto/piano che ‘dicono’ con pari dignità le parti melodiche nelle sette variazioni. La voce del flauto è guidata dal tema del Lied, che viene proposto per la prima volta dal pianoforte nelle otto battute iniziali dell’Andantino, dopo un’Introduzione a suggerire all’ascoltatore un contesto d’introspezione, oscillando dalla tonalità minore a quella maggiore: funerea l’atmosfera creata dal ritmo di pavana iniziale, che vede però risolversi in una possibilità luminosa, alla battuta 23 con quell’accordo di quinta diminuita che suggerisce un sorriso, un’apertura. Gli ultimi versi del Lied, infatti, cantano la fine dell’inverno, la rinascita, la vita: Dann, Blümlein alle, Heraus, heraus! Der Mai ist kommen, Der Winter ist aus.
È incredibile come la struttura musicale concepita da Schubert in queste otto battute che ripropongono il tema di ‘Trockne Blumen’ si integri con il senso del testo poetico e alla sua evoluzione verso una prospettiva di serenità (il ritorno alla tonalità maggiore).
I due linguaggi, quello musicale e quello poetico, convivono in questa partitura regalando un piccolo gioiello alla storia della letteratura del flauto (poche sono le pagine del primo Romanticismo dedicate a questo strumento) e a quella del piano, a cui viene offerta la non scontata possibilità di ‘cantare’, un aspetto che contraddistingue Schubert anche nella produzione esclusivamente pianistica: il primo movimento della sonata per pianoforte in Mi minore, per rimanere nella stessa tonalità delle Variazioni, si sviluppa lungo articolate linee melodiche nel registro medio-alto, quasi a ricalcare la tessitura della voce umana.
Così nelle Variazioni su Trockne Blumen, di grandiosa maestria è lo sviluppo graduale di questo tema malinconico in Mi minore verso una sesta variazione (tempo di marcia) e una settima variazione (Allegro), con cui si conclude il brano, nella tonalità di Mi maggiore. Una lenta e densa metamorfosi, un viaggio dalla morte alla vita, una catarsi.

Maddalena Lotter

TROCKNE BLUMEN

Ihr Blümlein alle,
Die sie mir gab,
Euch soll man legen
Mit mir ins Grab.

Wie seht ihr alle
Mich an so weh,
Als ob ihr wüßtet,
Wie mir gescheh?

Ihr Blümlein alle,
Wie welk, wie blaß?
Ihr Blümlein alle,
Wovon so naß?

Ach, Tränen machen

Nicht maiengrün,
Machen tote Liebe
Nicht wieder blühn.

Und Lenz wird kommen,

Und Winter wird gehn,
Und Blümlein werden
Im Grase stehn.

Und Blümlein liegen

In meinem Grab,
Die Blümlein alle,
Die sie mir gab.

Und wenn sie wandelt
Am Hügel vorbei
Und denkt im Herzen:
Der meint’ es treu!

Dann, Blümlein alle,
Heraus, heraus!
Der Mai ist kommen,
Der Winter ist aus.

Wilhelm Müller

FIORI SECCHI

 Voi tutti fiorellini
Ch’ella mi diede,
tutti vi si adagi
con me dentro il sepolcro.

Come tutti mi guardate
Con fare dolente,
come se sapeste
Cosa mi capitò

Voi tutti fiorellini,
Quanto pallidi e vizzi!
Voi tutti, fiorellini,
Che cosa vi bagnò?

Ah, le lacrime non fanno
Rinverdir come a maggio,
non fan defunto amore
Ancora rifiorir.

 E verrà primavera,
E inverno se ne andrà,
E nell’erba staranno
Allora i fiorellini.

E giacciono i fiorellini
Qui dentro il mio sepolcro,
Tutti quei fiorellini
Che ella mi donò.

E quando per il colle
Lei vagabonderà
E penserà nel cuore:
Lui, col pensier fedele!

Allora tutti, fiorellini,
Fuori, fuori!
Maggio è arrivato,
L’inverno se n’è andato.

(traduzione di Anna Maria Curci)

7 comments

  1. molto bello questo post, mi piace molto l’insieme. Mi piace quando le cose si mescolano. In generale questa rubrica per me è l’occasione di conoscere (e imparare) cose che non so. grazie

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  2. Sì, sì e sì. Variazioni splendide, Schubert in stato di grazia (evento, per lui, non troppo raro), bellissima recensione. Grazie per aver dato di che nutrirsi alle mie orecchie per le prossime settimane, nella maniera compulsiva che (la mia coinquilina lo sa) mi appartiene.

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  3. L’analisi di Maddalena, appassionata e precisa, mette nel giusto rilievo l’integrazione tra senso del testo poetico e resa nel linguaggio della musica, che fa di questo Lied “un gioiello nella storia della letteratura del flauto e del piano”. Sono state le note di Schubert ad accompagnare la versione italiana del testo di Wilhelm Müller. Il mio grazie va a tutti voi e, con forza, a Maddalena, che ha saputo proporre alla nostra attenzione, con notevole capacità di lettura, un esempio straordinario di quella Allkunst che i romantici consideravano la vera, unica e unificante, forma di espressione artistica.

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