Solo 1500 n. 62 – Il testamento digitale

Solo 1500 n. 62 – Il testamento digitale

Leggo che Bruce Willis  vorrebbe lasciare in eredità alle tre figlie il suo patrimonio di musica digitale. L’attore è grande appassionato di musica e possiede un vasto archivio di brani digitali scaricati da I Tunes (valore quantificabile in molte migliaia di dollari). Il problema è che non può, la legge parla chiaro e anche la Apple indica nel contratto che quando si acquista su I Tunes non si compra il brano ma la licenza a utilizzarlo tutta la vita. La licenza è nominativa e non può essere passata di padre in figlio come si fa con i libri, i cd, i dvd. Se c’è una legge va rispettata. Scopro anche che Amazon (ad esempio) si rifà ad Apple e applica lo stesso principio. Pare che Bruce Willis voglia far causa ad Apple. In linea di principio penso che abbia ragione. Non ho nulla contro Apple, mi interessa capire. Dunque, io compro un album (anzi la licenza all’ascolto) su I Tunes, lo pago 9,99 contro i (più o meno) 18,00 euro del costo dello stesso album comprato in negozio, perché pago 8/9 euro in meno? Non c’è il compact disc, non c’è la copertina, non ci sono le foto, non c’è l’oggetto ma ci sono le canzoni; quindi, tolto il superfluo, la differenza di prezzo mi pare equa. Comprare un brano on-line è una cosa che fa guadagnare tutti: le major, la Apple, l’artista e il cliente. Ma perché se muoio devo restituirla? Perché non dovrei poter passare il mio archivio musicale o i miei e-book a mio figlio? Intanto, per favore, negli spot degli album scrivete: “clicca qui per scaricare la licenza all’ascolto”.

Gianni Montieri

5 comments

  1. Trovo appropriate le tue considerazioni. La Mela ha reso l’oggetto della contrattazione del tutto immateriale: non un bene fisico viene acquistato ma la concessione ad usare un servizio, per giunta non trasmissibile, quindi a tempo. MI venivano in mente le nicchie del cimitero, di cui la curia vende per l’appunto la concessione ad usarle, fintantochè sono vivi gli eredi e la nicchia si presenti ancora “riempibile”, disponendo di spazio sufficiente ad ospitare la schifezza di un corpo in putrefazione. Tutto ciò in cambio di denaro, il cui controvalore non è più l’oro, da parecchio tempo. Viene stampato senza alcun controllo politico dalle banche centrali, istituzioni private. Un servizio intangibile e a scadenza viene offerto in cambio di qualcosa di ancora più fittizio, moneta. Qui è tutto immateriale, virtuale. Questo è un caso in cui una minima transazione economica risulta uno scambio totalmente astratto, perché non è la musica che acquisto – che stimola i miei sensi, quindi sarebbe un bene materiale in senso lato – ma il diritto ad ascoltarla. Una astrazione a scala ridottissima, parrebbe, figlia delle tipiche transazioni della finanza internazionale che fanno guadagnare o perdere con un click incalcolabili somme di denaro. Un’economia virtuale che costringe a desensorializzare i rapporti e la loro stessa comprensione – sto ragionando a ruota libera. Nemmeno lo “spread” si tocca, non ha nemmeno cattivo odore, però pare faccia paura a molti, dicono. Tutta questa immaterialità sembra una “tecnica per”, è evidentemente manipolatoria. Quando entra nelle nostre vite, come nel caso illustrato da Gianni, noi come reagiamo? Allargando d’un sol botto la questione, se il nostro nemico, il nemico di chi si suda la vita, è invisibile, noi con chi ce la prendiamo… Scusa la lunghezza del commento, Gianni. Un 1500 ben fatto.

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  2. e allora facevo bene a rubà come n’ossessa su emule!
    a parte gli scherzi (manco tanto)…bel post gianni, e bel commento, gino.

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  3. perfetto il ragionamento di Gianni, e direi proprio che Gino centra l’obiettivo nel cuore del suo “immateriale, virtuale e manipolatorio” fine consumistico e schiavizzante, che in questo gioco di parti in cui non esiste fisica controparte, muove una scacchiera di schiavi-pedine atte al consumo oltre i limiti del necessario, dell’utile e, quindi, del “tramandabile”: puff!

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  4. vi ringrazio, questa scoperta è stata una parziale sorpresa per me emi riservo di approfondire, io miei e-book e le mie canzoni non ho intenzione di ridarle indietro

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