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Solo 1500 n. 39 – Inutilità contemporanee, ovvero: la delega alla poesia

Solo 1500 n. 39 – Inutilità contemporanee, ovvero la delega alla Poesia

Il Commissario straordinario all’Expo, l’immortale, l’uomo delle camicie a fiori, sua eccellenza ciellina Roberto Formigoni, qualche giorno fa ha annunciato il comitato di grandi firme culturali: “Il comitato – ha detto Formigoni – contribuirà a dare risalto ai fattori di eccellenza del nostro Paese, così da costruire un cartellone di manifestazioni straordinario”. Bene. Wow. Andiamo subito a controllare chi sarà la grande firma che si occuperà di poesia. Di certo non sarà stato scelto in base a criteri politico/religiosi ma in base alla competenza, alla bravura poetica. Sì, suvvia, andiamo a leggere il nome. No, non ve lo dico, non insistete. Non ve lo dico, è solo un nome. Basta! Non è questa la sede per fare nomi. Quello che posso dirvi che almeno stavolta non dovrebbe essere “colpa di Pisapia”, anche se una protestina, un dito alzato, un “ehm, veramente…” sarebbe stato gradito. Comunque, no, non facciamo nomi, il nome ve lo cercate. Noi qui dobbiamo farci un’altra domanda: “Che significa delega alla Poesia?” Dal punto di vista della lingua già inquieta un po’, la poesia è tipo un assessorato? Ma superiamo le solite perplessità retrò, atee e comuniste e ragioniamo. Questo delegato organizzerà degli eventi? Reading? Essendo lui di un’altra città lavorerà di concerto con l’inquietante gotha poetico del capoluogo lombardo? L’Expo poetico dove si terrà? Un grande poeta Giovanni Raboni chiuderebbe così: “su queste domande mi affaccio / come a cercarmi in uno specchio oscuro”.

Gianni Montieri

17 risposte a “Solo 1500 n. 39 – Inutilità contemporanee, ovvero: la delega alla poesia”

  1. Il diacono Taylor (Edgar Lee Masters)

    Appartenevo alla chiesa
    e al partito proibizionista,
    e i concittadini mi credettero morto per aver mangiato un popone.
    In verità avevo la cirrosi epatica,
    perché ogni pomeriggio, per trent’anni,
    sgattaiolavo dietro il divisorio delle ricette,
    nella farmacia di Trainor
    e mi versavo una generosa dose
    della bottiglia segnata
    “Spiritus frumenti”.

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  2. be’, gentile umberto, più penitenza della rondoni-ana(l) presenza non so cosa ci sia… e così sia (amen)

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  3. Quant’è bello L’Expo
    ce l’ha dato Formigò
    con l’evento culturale
    il poeta è messo male
    ma con tutti quei soldini
    papperanno i ciellini
    Quant’è bello l’Expo
    ce l’ha dato Formigò.

    Ecco, non la potevo avere io quella delega?

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  4. ehm gino, ci siamo quasi, puoi fare di peggio.
    riformatta con il bondolizer e cerca un santo protettore nelle fogne.
    ce la puoi fare.
    in bocca al lupo e in culo a cl.

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  5. B-ondoni e Lory del Santo, con il mago zurlì nel ruolo di emcee nello slam di improvisatio poetarum de spirito sancto urbi et orbi,

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