Andrea Accardi – Sul legame diretto tra le mafie e la musica neomelodica

 

Non si vince sulla terra battuta

e i miracoli non arrivano se nessuno li vuole.

Gli artisti stranieri fanno capolavori

mettendo insieme sacchi d’immondizia 

da noi l’arte viene fuori spontaneamente

accumulandosi ai bordi delle strade.

Le strade che hanno spesso nomi condannati

via delle tre bare, vicolo degli agonizzanti

un pianto insicuro che imita altri pianti

l’esibizione unita allo scongiuro.

E il canto del muezzin affranto

per un amore perso all’aeroporto

ha tutta l’apparenza della perplessità

animale, che tra bene e male

non vede differenza.

Dice : « Sangue mio, il mio amore è diverso »

ma non ci dice se quel sangue

sarà salvato o perso.

Non è la morte, ma il fastidio d’esser nato.

Non è dolore vero, ma il suo cartonato.

.

@Andrea Accardi

12 commenti su “Andrea Accardi – Sul legame diretto tra le mafie e la musica neomelodica

  1. mi piace moltissimo, l’avrò letta gia 15 volte da stamattina

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  2. 15 volte grazie allora, gianni :)
    Dedico questa poesia a tutti quelli che come me hanno passato un’infanzia ad ascoltare questa roba per colpa dei vicini di casa molesti.
    E un’altra cosa: il passaggio sugli artisti stranieri parla di cose accadute davvero. Qualche anno fa Palermo cercò di recuperare il quartiere della Kalsa, grazie anche ai contributi di artisti dall’estero. Uno di questi presentò una scultura di sacchi d’immondizia, e la cosa scatenò proteste varie. Qualcuno disse: “Basta con questi artisti stranieri, è tempo di lasciare spazio agli 800.000 artisti locali!” :D
    Ps: mi dicono dalla regia che si scrive “aeroporto”… Protesto contro la lingua italiana: allora si dovrebbe dire “aero”!!!

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  3. “aero” o “areo” lo dici nel veneto pura razza piave per attirare l’attenzione di qualcuno di distratto… eviterei di protestare andrea ;)
    bella poesia

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  4. Grazie, Andrea. Molto bella. Ti commento “per le rime”, sperando che non mi cada il metro con la formattazione automatica…

    è un mondo altero
    il nostro
    ed ugualmente altro

    la guerra per le strade
    di palermo è persa
    già da qualche tempo
    a noi
    non resta che regalarci
    estraneità reciproche
    da presidiare
    guardarci
    in un cagnesco di opposte
    strade razze bastarde
    che non parlarono
    mai
    lingue consonanti

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  5. Trovo geniale “l’esibizione unita allo scongiuro”. E mi piace molto l’immagine del muezzin affranto.

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  6. Non si vince sulla terra battuta
    e i miracoli non arrivano se nessuno li vuole.

    Quando una poesia comincia con questo ritmo e lirismo,
    è inevitabile rimanere contagiati e affascinati.
    E’ anche evidente, se non erro, che la sua Palermo
    è un luogo difficile e straordinario che può
    ispirare questo ed altro. Complimenti.

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  7. Grazie Silvia, grazie Michele, grazie Umberto per le bellissime parole.
    Umberto, Palermo è contraddittoria per me perché è il posto in cui sono cresciuto, non saprei dire se lo sia più di altri posti. Di certe in questa poesia ho parlato di cose che odio, ma se ne ho parlato, vuol dire che non le odio completamente. C’è da impazzire, ma è così :).

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  8. Se i risultati sono questi ben venga l’amore-odio di Accardi , a questo punto veramente propedeutico . E gestito linguisticamente con le parole che si merita . Dopo questa lettura ci ricorderemo di Andrea .

    leopoldo –

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