Solo 1500 n. 17: Caro Ivano, ti scrivo (lettera a un cantante dimissionario)

Solo 1500 N. 17: Caro Ivano ti scrivo (lettera a un cantante dimissionario)

Caro Ivano, ti scrivo da un treno, nelle cuffie: Discanto. È passata una settimana da quando ho saputo, insomma sai di cosa parlo. La tua decisione di chiuderla qui, di non fare più album, più tour, la rispetto e dopo una settimana di ragionamenti mi ero quasi convinto che fosse quella giusta. Naturalmente ho già comprato il tuo ultimo album, che mi ha fatto pure  strano chiederlo in negozio, non mi ricordavo il titolo. “Mi dà l’ultimo di Fossati?” L’ultimo, appunto. L’ascolto di Decadancing mi ha fatto cambiare idea, un’altra volta, non mi pare sia fra i tuoi migliori, forse è tra i meno riusciti. È un buon disco, intendiamoci. Brani come “La sconosciuta” “Settembre” o “Tutto questo futuro” sono comunque meglio di quelli che riuscirebbero a comporre la maggior parte dei cantautori italiani. Belle canzoni, e non ti avrei nemmeno scritto, sarei venuto al tour, una o due date, poi avrei atteso con pazienza il tuo prossimo disco, tra un paio d’anni. Invece questo è proprio l’ultimo, tu fai come ti pare ma a me non sta bene. Non è che tu possa sparire così, senza un capolavoro finale. Uno come te prima di dire basta dovrebbe lasciarci qualcosa del livello di: “Lindbergh” “La pianta del tè” o che so “Una notte in Italia” Non trovi? No, evidentemente, non trovi, e forse hai ragione tu. Io sono solo un fan che non si accontenta e tu un musicista strepitoso che a sessant’anni ha deciso di fare altro, di quel “tant’ altro ancora” che sto ascoltando. Allora, allora, smetto caro Ivano, la pianto con questa cantilena e ci vediamo al tour. Più avanti, chissà.

 

Gianni Montieri                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    qui i link ai tre precendenti numeri della rubrica:  N. 16  N. 15  N. 14

 

 

 

 

 

9 comments

  1. Bella lettera, Gianni. Come ci dicevamo nei giorni scorsi, se ha deciso di smettere almeno per ora è perchè un po’ ha voglia di cambiare vita, un po’ non se la sente di “forzare” ancora la sua creatività. Alla fine, rispettosamente, anche noi fan (con e senza virgolette) dobbiamo fare un passo indietro dalle, pur normali, aspettative e speranze riguardo a un seguito, a un altro disco… Poi, come dici alla fine, come mi veniva da dire nei giorni scorsi, con te e con altri su Fb, e al telefono con altre persone… chissà. In fondo, lo ha detto anche lui, continuerà a suonare e quindi può essere che tra un po’ di anni finisca per comporre qualcosa, che magari proprio grazie alla sua nuova, più appartata, condizione sarà bello, sorprendente, fresco all’ascolto. Insomma, anche Fossati “di nuovo cambia casa”, “buon tempo” a lui, tenendoci però sempre, noi e lui, la libertà di “aspettare miracoli”

    Mi piace

  2. Ho seguito poco Fossati anche se resta nei miei gusti. Se ha deciso questo, un motivo ci sarà, un motivo molto personale. La nostalgia non gli serve, gli serve sapere che fan come te l’hanno seguito fino all’ultimo…album. Magari lo ritroveremo come paroliere, dietro le quinte.

    Mi piace

    1. ciao davide, il motivo l’ha spiegato e come ho scritto lo rispetto, è una scelta maturata in un lungo arco di tempo, la lettera è un pretesto, se vuoi un gioco, per dirgli che mi mancheranno le sue canzoni. ciao e grazie

      Mi piace

  3. Sì Gianni, anzi specifico perché il mio commento potrebbe apparire equivoco, intendevo parlare della nostalgia in generale da parte di tutti quelli che l’hanno seguito :-). La lettera va oltre la nostalgia, è una bella testimonianza della frequentazione della sua musica.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.