Solo 1500 n. 10: Ha levato le tende

SOLO 1500 N. 10: Ha levato le tende

I fatti sono questi: c’era questo cane qui che si chiamava Margherita e quindi era una femmina. Alta, maculata a mucca. Margherita prima stava in un canile e non se la passava granché bene e nemmeno aveva questo nome. Poi, è stata adottata da una mia amica ed è andata a vivere con lei e con la sua gatta, Iside. Stavano tutte e tre, in questa casa con una terrazza immensa. Stavano bene. Margherita e Iside ogni tanto recitavano quella parte lì, cioè quella che è stata loro assegnata. Tipo, che la gatta soffiava e la cagna non la cagava. Io dico che si volevano bene, sul serio, senza smancerie. Essendo  dotate di buon senso, sapevano dividersi gli spazi e le coccole. Quanto al cibo ognuno aveva il suo. Poco tempo fa la mia amica ha cambiato casa. Alcune settimane dopo Margherita è morta. Di malattia, come succede quasi a tutti. Io e la mia amica abbiamo un’altra teoria, diciamo pure romantica. Sosteniamo che Marghe (siamo quasi in fondo il diminutivo ci sta) abbia deciso che la sua vita decente, quella bella, fuori dal canile, dovesse svolgersi in quell’altra casa e che a un certo punto, prima di spiegarsi il cambiamento abbia detto: “Sai che c’è? Va bene così, io levo le tende”. Dispiacere a parte, di tutta questa storia mi interessa la questione della mancanza. Perché se è vero che Marghe mancherà alla sua padrona, allora è vero che mancherà pure a Iside. Io mi domando: quando questo accadrà, Iside cosa farà? Ovvero come fa un gatto a spiegare a un umano che gli manca un cane?

Gianni Montieri

qui i link per leggere i tre numeri precedenti:

N. 9  N. 8 N. 7

16 comments

  1. Lo si nota da come un gatto si comporta quando viene a mancare un suo “amico” peloso. A gennaio mi è morto il cane (Briciola) e per due giorni i miei due gatti non hanno giocato e mangiato. Sono stati molto silenziosi. Sono convinta che percepiscono il cambiamento.
    Bello, complimenti.

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  2. Grazie Già, ho sepolto la tristezza il primo di agosto, ora restano i ricordi e questo fa parte dei più belli.
    In tutto questo Iside ora dorme sulla brandina che era di marghe e i primi giorni piangeva di notte, non come al suo solito, una tonalità che non avevo mai sentito… Grazie da noi (marghe compresa)

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  3. Gli animali (che spesso sono più umani degli stessi uomini) hanno una percezione degli affetti che è incredibile. Circa dieci anni fa quando venne a mancare mio padre, il suo fidato pastore tedesco giorni dopo si buttò in mezzo la strada, di lì poco distante dall’abitato, col “proposito” di levare le tende. Quindi, sì, sono d’accordissimo con la teoria romantica. Complimenti a Gianni perché la capacità di scrivere è di rievocare emozioni.

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  4. Nel bel giardino che sta vicino alla casa dei miei c’erano due cani, lo abitavano. Un San Bernardo e un’altra cosa, mica ben definito, molto più piccolo. Non ho mai saputo se maschio e femmina, maschio e maschio, femmina e femmina. Un paio di volte al giorno il cagnone si faceva sentire, tremavano i vetri. L’altro mai.
    Un giorno si è sentito chiaramente un pianto canino, mai prima conosciuto: il cagnone era morto, il compagno ne dava il triste annuncio. Sono cinque anni ormai che il cagnino continua con quel pianto straziante, più e più volte al giorno. È l’unica cosa che di lui conferma la presenza, la mancanza dell’altro.

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  5. mi piace i tuoi “solo 1500” anche perché poi, con i commenti, si creano altre “solo 1500” comunitarie . Un abbraccio

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  6. che dire…questo tuo 1500 mi ha toccato profondamente.
    credo che iside farà capire, come ha già detto la sua padrona, con un pianto diverso.
    penso ai miei due gatti, nessun legame di sangue li lega, ma son cresciuti assieme e se uno dei due verrà a mancare sento che l’altro…ne soffrirà enormemente, lasciandosi andare.

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  7. fino a qui ognuno di voi ha raccontato qualcosa, quel qualcosa che andavo cercando quando ho cominciato a scrivere questo articolo. Oltre alla mia solita voglia ai comprendere, credo d’aver scritto questo brano per imparare qualcosa di un mondo che non conosco ma che rispetto. Grazie a tutti, intanto.

    Spero di leggere altri commenti

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  8. ho capito che la “mia” Alì era agli ultimi giri di giostra da come sua figlia (simbiotica) cominciava a girarle al largo. portata dal veterinario proprio per quel campanello d’allarme suonato da sua figlia, il verdetto fu inappellabile. nei pochi mesi di vita che gli sono rimasti, tra loro due è stato un gioco di sguardi struggenti e di lontanze fisiche: la “piccola” aveva sentito l’odore della morte e non poteva accettarlo. quando il giorno è arrivato la piccola si è messa sul divano e non si è mossa per due mesi. si stava lasciando morire….
    solo l’arrivo (pensato e non casuale) del cucciolo Teo le ha ridato vita, molto lentamente.
    la sua allegria ogni goirno la fecava riavvicinare un po’ alla vita. ora è ancora qui, vecchietta ma serena.
    questa è la mia.

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  9. Mi ero persa il n.10…fortuna che ho recuperato! Ho un groppo alla gola nel leggere che in tanti condividiamo lo stesso amore per i ns “compagni di vita” che spesso occupano così poco spazio fisico ma che ci lasciano dentro l’enormità dell’amore e della dedizione….e che con il loro contatto sembrano limare le brutture di noi animali globali. Grazie per questa grande emozione!!!

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