Tutti gli articoli

  • Pedro Lemebel, Parlami d’amore

    Pedro Lemebel, Parlami d’amore, Marcos y Marcos, 2016 (trad. it. di Matteo Lefèvre); € 12,00 di Martina Mantovan   Parlare di Pedro Lemebel significa parlare d’amore. Significa innamorarsi di lui, della sua storia, del suo sguardo diretto e tagliente, della musica della sua voce e di quella di tutti gli altri di cui fu cantore. Perché Pedro… Read more

  • I poeti della domenica #68: Sandro Sardella, L’officina di Vacchi

    L’OFFICINA DI VACCHI   In giorni di metalli e ceneri di pietra le mani di noia gli occhi nella bassa marea al margine delle città fiati mescolati voci senza faccia Greta Garbo rosa nuda di spine in silenziosa curva di collina senese spugne di musica sull’acqua intorno è saccheggio è melma è troppo umano la… Read more

  • I poeti della domenica #67: Luigi di Ruscio, Sono senza lavoro da anni

    SONO SENZA LAVORO DA ANNI Sono senza lavoro da anni e mi diverto a leggere tutti i manifesti forse sono l’unico che li ragiona tutti per perdere il tempo che non mi costa nulla e perché sono nato non sta scritto in nessuna stella neppure dio lo ricorda. Gioco la Sisal e ragiono sulla famosa… Read more

  • proSabato: Aldo Palazzeschi, Giulietta e Romeo

      Giulietta e Romeo La contemplazione del cielo adriatico mi fa pensare ai quadri di De Pisis. Nessun pittore ha sentito quanto lui il cielo, anche negli antichi spesso ti accorgi che il cielo rappresentò l’ultima preoccupazione dell’artista, l’ultima mano, una formalità dell’ultimo momento, quando non divenne una facile espressione retorica. In un quadro di… Read more

  • Alessandro Pedretta: Dio del cemento (alcune poesie)

    Alessandro Pedretta, Dio del cemento, Mora editrice, 2015 * VENTUNO OTTOBRE Se misurassi i passi con le mie intenzioni sarei un gigante fragilissimo.   * ABISSI L’umano mio pensare si fa sfregiato ed inerte nella bolgia dei respiri soffocati tra la cancrena di questo fango abitato E più mi sollazzo solo con la mia testa… Read more

  • Gli undici addii #7: Vacanze di Natale

    Giulio era morto di stanchezza, tanto per incominciare, e su questo punto non c’era dubbio possibile. Il primo ciclo di mesi fino alle vacanze era stato massacrante, ma percorreva lo stesso il marciapiede a passo svelto, cercando di anticipare la campanella del mattino, perché sapeva cosa poteva accadere se la sua terza G rimaneva scoperta… Read more