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A cura di Annachiara Atzei “Ritorno al centro e per farlo asciugare più in fretta soffio sull’ultimo pensiero incollato UNA SOLA È LA LINGUA dice” Andrea Deiana, Strappami alla notte In equilibrio tra il dire e il non-detto si muove la prosa di Andrea Deiana, che in Strappami alla notte, appena uscito per l’editore…

Di Gabriele Doria This isn’t flying, this is falling with style. Storie di soldati: perché non c’è gioco come il massacro, e non c’è massacro come la memoria. Impastato di memoria (anche, ma non solo, cinematografica), il primo Toy Story aveva la genialità – e si potrebbe dire la furbizia – di giocare…

Avremmo potuto riportare qui, riga dopo riga, le precise motivazioni che hanno condotto la giuria del Premio Radici Urbane Festival II edizione alla selezione di Anima per la sezione L’arte del racconto. La verità è che questa è una storia che ha bisogno – per esistere e poter essere narrata – di arrivare all‘essenza delle…

A cura di Annachiara Mezzanini C’è una provincia che si misura in uscite autostradali più che in chilometri, e un Veneto che è insieme mito produttivo e macerie di quel mito. È in questa geografia, fisica e psicologica insieme, che si muove Malefica (Fandango), romanzo d’esordio di Nicole Trevisan. Aurora, la protagonista, torna nella…

Una rubrica a cura di Annachiara Atzei “Ma davvero vivere e morire, assenza e presenza, sono totalmente distinti? E se lo scorrere del tempo – che tutto contiene, o forse no – perdesse la sua linearità, e passato, presente e ciò che ancora potrà accadere o essere si confondessero? E se quanto…

Riconoscere il morto mentre è vivo nel mondo Per riuscirci, enumerare le cose, dare loro un nome. Dare loro una collocazione. E anche per sé stessi prendere uno spazio, occuparlo, vivere. Nella breve raccolta vincitrice della seconda edizione del Premio Nazionale Radici Urbane – Sezione B – La silloge del futuro, intitolata Rituali funebri per…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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