-
proSabato: Umberto Saba, Scorciatoia su Penna
Continua a leggere: proSabato: Umberto Saba, Scorciatoia su PennaPENNA L’amabile castità di questo poeta viene dal fatto che egli ci ha dato – senza che né lui né noi lo volessimo – i tanto attesi canti della maternità. Trovato ho il mio angioletto tra una losca platea, fumava un sigaretto, e gli occhi lustri avea. Direbbe così (se così sapesse esprimersi) una…
-
proSabato: Sandro Penna, Un po’ di febbre
Continua a leggere: proSabato: Sandro Penna, Un po’ di febbreUn po’ di febbre . Da qualche giorno aveva un po’ di febbre. Anzi era certo che si trattasse di un morbo tubercolare. Sapeva, in breve, di dover morire. Però doveva farsi tagliare ugualmente i capelli, e la barba. Certo, aveva capito che anche chi sa di morire non può sfuggire alle cose di tutti.…
-
La botte piccola #10: Akutagawa Ryūnosuke, Momotarō
Continua a leggere: La botte piccola #10: Akutagawa Ryūnosuke, MomotarōLa botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita delle forme, impone a se stesso la medesima procedura. Ci sono…
-
Non sapevo che passavi #5
Continua a leggere: Non sapevo che passavi #5Non sapevo che passavi #5 CHUCK BERRY (Roll Over Beethoven) di Stefano Domenichini L’International Hotel di Las Vegas apre nel 1969. Due anni dopo prende il nome di Las Vegas Hilton. Al netto di aria condizionata, sprechi e cafonaggine, è un posto buono per ascoltare musica. Ci suonano i più grandi. Elvis Presley ci abita…
-
Stefano Domenichini: Non sapevo che passavi #4, JARNO SAARINEN
Continua a leggere: Stefano Domenichini: Non sapevo che passavi #4, JARNO SAARINENJARNO SAARINEN (motociclista) Il 23 novembre 1963 al parcheggio della pista di speedway su ghiaccio della città di Tampere, in Finlandia, arrivano contemporaneamente due carri funebri. Gli sportelli si aprono all’unisono e scendono due diciottenni che si scrutano per un attimo attraverso le ferite azzurre degli occhi. Uno sta mettendo in riga il generale inverno…
-
Ivan Ruccione, Partenze
Continua a leggere: Ivan Ruccione, PartenzeIvan Ruccione, Partenze Mamma sta togliendo i petali secchi attorno alla foto di mia sorella, sul ripiano del comò, quando bussano alla porta. Si gira verso di me e senza dire niente mi fa cenno di andare a vedere; ha i capelli così sporchi che non si muovono di un millimetro. È tutta bagnata in…
-
Una frase lunga un libro #73: Andrés Neuman, Le cose che non facciamo
Continua a leggere: Una frase lunga un libro #73: Andrés Neuman, Le cose che non facciamoUna frase lunga un libro #73: Andrés Neuman, Le cose che non facciamo, Sur, 2016, € 15,00, ebook € 9,99; traduzione di Silvia Sichel * Ti prometto una strada radiosa. Ti prometto più uccelli che auto. Ti prometto che rideremo. E se poi ci sarà da piangere, piangeremo. Non conoscevo Andrés Neuman prima di leggere Le cose…
-
Peppe Stamegna: Tonino
Continua a leggere: Peppe Stamegna: ToninoTONINO * A quindici anni volevo scrivere un libro, avevo pure il titolo pronto: I contrasti nell’era della pop art. Un titolo strambo adatto a un tipo strambo, com’ero io allora. Stavo sempre a pensare a ‘sto libro: la notte mi svegliavo e lo vedevo sul comodino, ancora vuoto di parole. Già, quelle non venivano…
-
Stefano Domenichini: Non sapevo che passavi #3, Giuseppe Ticozzelli
Continua a leggere: Stefano Domenichini: Non sapevo che passavi #3, Giuseppe TicozzelliGiuseppe Ticozzelli (maglia nera) * La mattina del 18 gennaio 1920 Giuseppe Ticozzelli uscì dalla casa di Castelnovetto, provincia di Pavia, dove era nato il 30 aprile 1894. Si aggiustò il tascapane, con dentro i panini e l’immancabile gazzosa, e salì in bicicletta. Essendo alto 187 centimetri per 95 chilogrammi di peso, il velocipede tendeva…
-
La botte piccola #7: Roald Dahl, “Lo scrittore automatico”
Continua a leggere: La botte piccola #7: Roald Dahl, “Lo scrittore automatico”R0ald Dalh, Il libraio che imbrogliò l’Inghilterra seguito da Lo scrittore automatico, Guanda editore 1996, trad. Massimo Bocchiola Adolph Knipe ha un foglio ancora inserito nel rullo della macchina da scrivere. Il testo inizia così: “era una notte buia e tempestosa”. È stato messo a riposo dopo aver aiutato la società per cui lavora, la John Bohlen…