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Sembrava – di Maria Grazia Galatà
Continua a leggere: Sembrava – di Maria Grazia Galatàsembrava leggera la mano schiusa socchiudendo la porta appena appena isolata isolanti e trambusti di voto tra poco è sera saremo lontani manto montato al calante di tuoni miei e tu che m’abbracci il silenzio giurato al freddo d’abito dubbioso salino silente e quel miracolo istante apparente aderenza sincronica distonia [I never gave…
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Salvatore Sblando – tre inediti
Continua a leggere: Salvatore Sblando – tre ineditiOGNI VOLTA CHE PRONUNCIO TE … Ogni volta che pronuncio te comincia un verso nell’a capo di ogni singolo respiro c’è l’impronta dell’affanno e i giorni, si protendono al tempo dal precipizio di una assente punteggiatura Sarà che finora ho scritto ciò che meglio so fare, il fermarsi di un autobus al capolinea e…
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Casta Carta Cauta Canta
Continua a leggere: Casta Carta Cauta CantaMi rimangio la parola che masticarla ancora prima di risputarla è perversa mania che mi folgora e mi svela Di colpo in colpo a glottide usurata si profila lo squarcio del fulmine che dispare impari in pari nembi appaiati e franti Si dà il dettato se pur impastato inchiostro simpatico che fa il verso a…
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Assolata – inedito – Maria Grazia Galatà
Continua a leggere: Assolata – inedito – Maria Grazia Galatàassolata e solamente (nessuno lo sa) veicolo turbato turbato ed erba marcia battuta e buttata voci all’etere qui e là essere e non sono non sono che ostaggio urticato-orticaria da capo a capo forestando fogliami rami ramati-ramarri rimorchiando poco a poco osceno-scemato inoppugnabile affabulare oh mon dieu ne va pas ne va pas solamente…
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(canone a tre guglie) – di Daìta Martinez (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: (canone a tre guglie) – di Daìta Martinez (post di natàlia castaldi)”se non ci fosse questa venatura non mi troverei, se non ci fosse…” indagarla è come configgere il difetto dentro il goccio filato sul calice di te asciutto. ciclico sul cristallo bussa – a sud del primo seno – la gnomica algebra d’infinita retta. canto del ritratto più basso sospeso il passo sulla foglia…
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Altre due poesie di S. Dobyns
Continua a leggere: Altre due poesie di S. DobynsRipropongo anche qui altri due testi di Stephen Dobyns, stavolta tradotti da Francesco Randazzo (su Mirkal qui e qui), che ringrazio. Tomatoes A woman travels to Brazil for plastic surgery and a face-lift. She is sixty and has the usual desire to stay pretty. Once she is healed she takes her new face out on…
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scrivere poesie ( una lezione di Dylan Thomas) e l’importanza dell’indice.
Continua a leggere: scrivere poesie ( una lezione di Dylan Thomas) e l’importanza dell’indice.si procede per esplosioni grammaticali: dall’inizio alla fine un progetto poetico si fa’ brillante di nuove parole se l’immagine è sola soletta alla porta bussata con cipiglio ombroso; si apre pian piano sul pavimento una macchia rossa (di sangue?) sperimentata curiosa ferita nell’occhio che canta. sarebbe orgogliosa la madre del poeta nel verificare quella gioiosa…
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Quante parole ho dovuto imparare
Continua a leggere: Quante parole ho dovuto impararebrian taylor quante altre ingoiare per non vedere più il mondo servivano sempre nuove parole servivano altri significati da inchiodare ai cartellini nel mercato delle cose che aiutano a nascondere il mondo a nasconderci da noi stessi fino a dover braccare il senso bruciare la vista e ritrovarsi dopo molti anni con un pugno di…
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circoscriverle
Continua a leggere: circoscriverlepierre marcel le parole limitarle sull’uscio lasciarle come ghirlande in mare aperto celebrando un lutto per qualcosa che non ha nome. Naufragando nel suono delle voci cercando la sponda nell’ onda della vocali ci siamo persi il mondo ci siamo staccati da noi stessi e ancora stiamo nell’arca di un alfabeto scomposto che non contiene…