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Quante parole ho dovuto imparare
Continua a leggere: Quante parole ho dovuto impararebrian taylor quante altre ingoiare per non vedere più il mondo servivano sempre nuove parole servivano altri significati da inchiodare ai cartellini nel mercato delle cose che aiutano a nascondere il mondo a nasconderci da noi stessi fino a dover braccare il senso bruciare la vista e ritrovarsi dopo molti anni con un pugno di…
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circoscriverle
Continua a leggere: circoscriverlepierre marcel le parole limitarle sull’uscio lasciarle come ghirlande in mare aperto celebrando un lutto per qualcosa che non ha nome. Naufragando nel suono delle voci cercando la sponda nell’ onda della vocali ci siamo persi il mondo ci siamo staccati da noi stessi e ancora stiamo nell’arca di un alfabeto scomposto che non contiene…
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Tentare
Continua a leggere: Tentaretentare in subsonici riferimenti alquanto faticosi soppressione livelli termici ordini astratti in ordinodetti e avanza l’incolto frangilometro a distanza numerica altroparlante riflesso so so anteposto e sfugge al sospetto d’asma bi-alettica o terminale ellittico qua si aggrappa Maria Grazia Galatà – inedito – 8.2010
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Siren | Louise Gluck |trad. di Damiano Abeni
Continua a leggere: Siren | Louise Gluck |trad. di Damiano AbeniI became a criminal when I fell in love. Before that I was a waitress. I didn’t want to go to Chicago with you. I wanted to marry you, I wanted Your wife to suffer. I wanted her life to be like a play In which all the parts are sad parts. Does a good…
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CELEBRAZIONI
Continua a leggere: CELEBRAZIONIToccanti silenzi stendardi, bandiere persino commosse preghiere. Nella folla, tra gli astanti non c’erano gli amici dei mandanti.
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Bologna 2 Agosto 1980 – di Marco Ribani (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Bologna 2 Agosto 1980 – di Marco Ribani (post di natàlia castaldi)Anche questa Domenica mattina abbiamo rovinato la festa dei cattolici santificando con l’amore l’inizio di giornata. Lei ha gridato particolarmente forte tutto il suo dolore per non poter accogliere ulteriormente il corpo del suo amante e lui l’ha percorsa come una macchina a vapore lasciandola tra la vita e la morte ai margini di ogni…
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29/10/93
Continua a leggere: 29/10/93Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravidi il barlume del giorno. Allora dissi “sia finita” e mi voltai (Orfeo ne L’inconsolabile di Cesare Pavese, dai Dialoghi con Leucò, Einaudi 1947) Vomito…
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Lovers on a Park Bench – Knee Play n. 5 – Philip Glass, Robert Wilson, Samuel Johnson (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Lovers on a Park Bench – Knee Play n. 5 – Philip Glass, Robert Wilson, Samuel Johnson (post di natàlia castaldi)Einstein on the Beach è un’opera nata nel 1976 dall’ingegno creativo e dalla proficua collaborazione tra Philip Glass e Robert Wilson. L’opera si divide in tre atti, che costituiscono tre diverse scene: Train, Trial, Field; più altri cinque pezzi chiamati Knee Plays che, rispettivamente, si trovano in apertura e chiusura dell’opera, e come “intermezzo” tra ciascun atto.…
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Turno di guardia
Continua a leggere: Turno di guardia(Agli amici perduti e a quelli rimasti) Proprio tra i cocci che misi sul tetto una rondine pigra si venne a posare. Tra i vetri rotti la vidi una volta volare: lo dissi agli altri che risero forte. Giù per il vallo i sassi assolati, i sacchi bucati, svuotati di guerra, la sabbia per terra…
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senza respiro
Continua a leggere: senza respiroIl sospiro a volte fa ombra alla giustizia intorpidendone l’amara incertezza delle età insondate.