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L’enigma discreto
Continua a leggere: L’enigma discretoFrancesco Scarabicchi, “con ogni mio saper e diligentia”. Stanze per Lorenzo Lotto, Liberilibri 2013, € 12,00 di Anna Elisa De Gregorio . Mi chiama con i colori della discrezione, dal suo angolo, nel Museo dell’Antico Tesoro di Loreto, La Presentazione al Tempio di Lorenzo Lotto. Mi siedo già sapendo che sosterò qui a lungo: è l’ultima…
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I poeti della domenica #102: Cesare Garboli, da Sei poesie
Continua a leggere: I poeti della domenica #102: Cesare Garboli, da Sei poesie………………………I I Non lo so e non lo sai nemmeno tu: sarebbe come chiedersi quale colore ha il vento. Eppure sì, gli anni e le ore di una vita sbagliata forse è giusto che li calcoli un cieco oste confuso, e che s’imbrogli scarabocchi leccando la matita numeri con dolcezze, conto illogico che non torna,…
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Giacomo Sandron, Il culo e la pupilla
Continua a leggere: Giacomo Sandron, Il culo e la pupillaIL CULO E LA PUPILLA (una storia italiota) lui le sue ragazze le bacia in bocca le tocca le belle ragazze poco vestite svolazza di tavolo in tavolo che sembra una sposa lui è un seduttore e questa la sua casa passa buona parte della serata a guardare i giovani corpi accompagna le…
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I poeti della domenica #102: Cesare Zavattini, Invcend a vrés
Continua a leggere: I poeti della domenica #102: Cesare Zavattini, Invcend a vrésInvcend a vrés büta föra in dialét col co tgnü dentr’in italian * Invecchiando vorrei buttare fuori in dialetto certe cose tenute dentro in italiano © Cesare Zavattini, Invcend a vrés in Stricarm’ in d’na parola, Milano, all’Insegna del Pesce d’Oro, 1973.
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I poeti della domenica #101: Cesare Zavattini, Mei taser
Continua a leggere: I poeti della domenica #101: Cesare Zavattini, Mei taserMei taser Véta véta, cus’ela? Mei tasér. An vrés mia disturbà chi du là chi è dré a gusars’in mès a l’erba * Meglio tacere Vita vita, cos’è? Meglio tacere. Non vorrei disturbare quei due là che si stanno chiavando in mezzo all’erba © Cesare Zavattini, Mei taser in Stricarm’ in d’na parola, Milano, all’Insegna del Pesce…
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Eugenio Montale, Lettera a Bobi
Continua a leggere: Eugenio Montale, Lettera a BobiLettera a Bobi A forza di esclusioni t’era rimasto tanto che tu potevi stringere tra le mani; e quello era di chi se n’accorgeva. T’ho seguito più volte a tua insaputa. Ho percorso più volte via Cecilia de Rittmeyer dove avevo incontrato la tua vecchia madre, constatato de visu il suo terrificante amore. Del padre…
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Corpo a corpo #9: Prato e naufragio, Michele Sovente
Continua a leggere: Corpo a corpo #9: Prato e naufragio, Michele SoventeDi strani pulviscoli stridono le pareti, la nuca intirizzita. Un perdersi occhiuto per le pietre, le astute siepi di Cuma – voci d’acqua, di buio, zampe che frugano in botole d’azzurro -, un beato non sapere chi attizza il fuoco, spinge la ruota. Fuggono gli anni, piste incrociate, si addensano notizie, anche le più improbabili,…
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I poeti della domenica #100: Cesare Zavattini, Forse
Continua a leggere: I poeti della domenica #100: Cesare Zavattini, ForseForse Forse l’emusión pö granda dla me veta l’é stada na not, a gh’era an stofag, an ferum, cme pröma dal teremot, Diu l’è gnu dentr’in d’la me camara impalpabilment e al m’à det a te sul a te a t’fag savé ca n’ag sum mia * Forse Forse l’emozione più grande della mia vita…
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I poeti della domenica #99: Cesare Zavattini, La basa
Continua a leggere: I poeti della domenica #99: Cesare Zavattini, La basaLA BASA O vést an funeral acsé puvrét c’an ghéra gnanc’al mort dentr’in dla casa. La gent adré i sigava. A sigava anca mé senza savé al parché in mes a la fümana. * La bassa Ho visto un funerale così povero che non c’era neanche il morto nella cassa. La gente dietro piangeva, piangevo…