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I poeti della domenica #266: Mario Baudino, Non guardare le carte
Continua a leggere: I poeti della domenica #266: Mario Baudino, Non guardare le carteNon guardare le carte, il lampo degli specchi pensa alla pioggia, a quelle lacrime inumane che ti scivolano accanto nello splendore del tempo l’ombra della tua fronte è ancora corta Non guardare le nuvole, non importa se si gonfiano di tenebra in questo scorcio d’autunni se muovono in silenzio, se forse un poco sfrarinano…
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I poeti della domenica #265: Mario Baudino, Di tutte le partenze..
Continua a leggere: I poeti della domenica #265: Mario Baudino, Di tutte le partenze..Di tutte le partenze, una resta impigliata nell’anima e tu non sai se sia un volo dell’acqua o un’alga che ti afferri per stringerti la gola nella nebbia con una grazia feroce e inevitabile, come un gatto che giocando t’impedisca di scrivere strappi via la penna faccia a brandelli la carta ne porti un…
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I poeti della domenica #264: Giovanni Giudici, Eutanasia
Continua a leggere: I poeti della domenica #264: Giovanni Giudici, EutanasiaEutanasia Ma non sarà così. Un conto è scriverlo, un conto che sia vero. Il trabiccolo che sul breve e basso orizzonte Guardano alcuni meravigliati che arranca S’infosserà lui pure in un punto qualsiasi. Morto in Libia – dicevano. Poco probabile che ci sarà dolore. Non hai idea di cosa vuol dire E se l’avessi…
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I poeti della domenica #263: Giovanni Giudici, Corpo
Continua a leggere: I poeti della domenica #263: Giovanni Giudici, CorpoCorpo Corpo – io non ignoro la tua pietà. Io – che senza posa esploro il tuo pensarti e pensare. E al fondo dell’immenso mare paragono il tuo fondo: quel che in te e di te viaggia oltre questo apparente esser fermo in un luogo o su un letto e si modifica – sostanza del…
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Tre poesie da “Princesse Amande” di Lucie Delarue-Mardrus
Continua a leggere: Tre poesie da “Princesse Amande” di Lucie Delarue-MardrusLucie Delarue-Mardrus (1874-1945), Princesse Amande Traduzione di Emilio Capaccio, LietoColle 2017 Cheveux coupés J’ai coupé mes cheveux afin que mon visage, sous sa coiffure d’autrefois, ne puisse me montrer la déchirante image du temps aux implacables doigts. En changeant de coiffure on croit changer de tête. Il me semblera vieillir moins sous la courte…
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I poeti della domenica #262: Edoardo Sanguineti, #3 (da “Stracciafoglio”)
Continua a leggere: I poeti della domenica #262: Edoardo Sanguineti, #3 (da “Stracciafoglio”)3. vivo da topo: (vivo da vero topo): (che si mastica le . croste): (con le sue dure gengive): (che si smaltisce, di questi tempi, questo . …
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I poeti della domenica #261: Edoardo Sanguineti, “in te dormiva come un fibroma asciutto…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #261: Edoardo Sanguineti, “in te dormiva come un fibroma asciutto…”in te dormiva come un fibroma asciutto… in te dormiva come un fibroma asciutto, come una magra tenia, un sogno; ora pesta la ghiaia, ora scuolte la propria ombra; ora stride, deglutisce, orina, avendo atteso da sempre il gusto della camomilla, la temperatura della lepre, il rumore della grandine, la forma del tetto, il colore…
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Ostri ritmi #17: Alojz Gradnik
Continua a leggere: Ostri ritmi #17: Alojz GradnikQuesto mese Ostri Ritmi fa un salto all’indietro, abbandonando per un po’ i lidi della poesia più contemporanea di cui ultimamente ci occupiamo: questa la ragione per la quale la nota di lettura è anticipata. Alojz Gradnik, infatti, nasce nel 1882 a Medana, nella Goriška Brda, regione storica a cavallo tra Slovenia e Italia (dove…
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I poeti della domenica #258: Samuel Beckett, Alba
Continua a leggere: I poeti della domenica #258: Samuel Beckett, AlbaAlba prima che giunga il giorno sarai qui con Dante e il Logos e tutti i cieli e i misteri e la luna maculata al di là della candida superficie di musica che qui enuncerai prima del giorno grave soave cantabile seta chìnati sull’oscuro firmamento di areche effondi sui bambù fiore di fumo filari di…
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I poeti della domenica #257: Samuel Beckett, da “filastroccate”
Continua a leggere: I poeti della domenica #257: Samuel Beckett, da “filastroccate”silenzio così che ciò che fu prima non sarà mai più dal bisbiglio lacerato d’una parola senza passato per avere troppo detto non potendone più giurando di non tacere più [traduzione di Gabriele Frasca] silence tel que ce qui fut avant jamais ne sera plus par le murmure déchiré d’une parole sans passé…