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Sergio Sollima, La poetica della “doppia vista”
Continua a leggere: Sergio Sollima, La poetica della “doppia vista”La poetica della “doppia vista” La mia riflessione su alcuni aspetti e alcuni momenti di poetica leopardiana prende spunto dal seguente pensiero dello Zibaldone: «All’uomo sensibile e immaginoso, che viva, come io sono vissuto gran tempo, sentendo di continuo ed immaginando, il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi. Egli vedrà cogli occhi…
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Le trame della lingua. Appunti su Michele Mari
Continua a leggere: Le trame della lingua. Appunti su Michele Mari…vieni, nuotiamo nel poema interiore delle vaste balene…Michele Mari, La stiva e l’abisso Il libro più bello di Michele Mari è anche il suo libro meno letto: La stiva e l’abisso. La vicenda del romanzo è semplice: il galeone del capitano Torquemada è bloccato in mezzo al mare da una misteriosa bonaccia, come il…
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Paola Deplano, Aspettando “Campi d’ostinato amore” di Umberto Piersanti
Continua a leggere: Paola Deplano, Aspettando “Campi d’ostinato amore” di Umberto PiersantiQuando sai che verrà a trovarti un caro amico, lo aspetti – come si diceva nell’Ottocento – trepidante. Guardi dalla finestra, guardi il cellulare, non vedi l’ora, non vedi l’ora che l’amico ti stia vicino, per darti qualcosa di sé. Ogni buon libro è un caro amico da attendere, a cui dare il benvenuto nella…
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Tommaso Di Brango Il primo soggiorno romano di Giacomo Leopardi
Continua a leggere: Tommaso Di Brango Il primo soggiorno romano di Giacomo LeopardiIl primo soggiorno romano di Giacomo Leopardi La delusione provata da Giacomo Leopardi durante il suo primo soggiorno romano derivò, secondo molti studiosi, da un habitus mentale misantropico inculcatogli dal troppo lungo eremitaggio recanatese. Chi scrive, tuttavia, dubita della bontà di questa lettura, che anzi gli sembra viziata da quello stesso psicologismo con cui, in…
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A margine di “L’ospite perfetta. Sonetti italiani” di Alessandro Agostinelli
Continua a leggere: A margine di “L’ospite perfetta. Sonetti italiani” di Alessandro AgostinelliAlessandro AgostinelliL’ospite perfetta. Sonetti italianiSamuele Editore 2020 «Il carnevale è il tempo del rovesciamento delle consuetudini» scrive Alberto Casadei all’inizio della nota che introduce a L’ospite perfetta. Sonetti italiani di Alessandro Agostinelli, breve silloge di poesie pubblicata a giugno di quest’anno per Samuele Editore. Non posso non essere d’accordo con questa definizione e con l’intero…
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Paola Deplano, Ricordo di Foscolo nel bicentenario di “To Callirhoe”
Continua a leggere: Paola Deplano, Ricordo di Foscolo nel bicentenario di “To Callirhoe”“Con tutta la sua dottrina e il suo ingegno, non avete perso niente se non avete visto Foscolo, egli è quello che il Dottor Johnson chiama ‘un compagno formidabile’, e si esprime col clangore di una tromba parlante, in un gergo misto di ogni lingua della madreterra, mai udito dai tempi della torre di Babele…
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Natalia Ginzburg, Ritratto d’un amico [Cesare Pavese]
Continua a leggere: Natalia Ginzburg, Ritratto d’un amico [Cesare Pavese]Ritratto d’un amicodi Natalia Ginzburg La città che era cara al nostro amico è sempre la stessa: c’è qualche cambiamento, ma cose da poco: hanno messo dei filobus, hanno fatto qualche sottopassaggio. Non ci sono cinematografi nuovi. Quelli antichi ci sono sempre, coi nomi d’una volta: nomi che ridestano in noi, a ripeterli, la giovinezza…
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Cesare Pavese: la devozione al mito e alla morte (di Sara Vergari)
Continua a leggere: Cesare Pavese: la devozione al mito e alla morte (di Sara Vergari)Cesare Pavese: la devozione al mito e alla mortePer i settant’anni dalla sua scomparsa Con il 2020 ricorrono i settant’anni dalla morte di Cesare Pavese, uno dei pilastri del canone italiano novecentesco. L’ecletticità di questo autore, che si è speso dalla prosa alla poesia, dal lavoro editoriale a quello di traduzione e così via, ci…
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Cesare Pavese, Insonnia
Continua a leggere: Cesare Pavese, InsonniaCesare Pavese, Insonnia Quando rientravo avanti l’alba sull’aia (rincasavo da feste, da discorsi, da avventure) sapevo che mio padre era là, sotto la macchia nera del noce, e stava immobile, da chi sa quanto tempo, guardando in mezzo agli alberi, dardeggiando gli occhi, sempre sul punto di uscire sotto le stelle. Io sbucavo dal prato…