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Omaggio a Maurizio Brusa (1951-2017)
Continua a leggere: Omaggio a Maurizio Brusa (1951-2017)Mi reputo indegno di parlare di Maurizio Brusa e della sua poesia, ma due ragioni mi spingono a farlo: l’ammirazione per la sua poesia e l’affetto per suo figlio Alessandro, poeta e mio grande amico. Io e Alessandro più volte abbiamo parlato di suo padre, sia dell’uomo sia del poeta. Un poeta così defilato,…
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Giorgia Meriggi, “Riparare il viola” (di I. Grasso)
Continua a leggere: Giorgia Meriggi, “Riparare il viola” (di I. Grasso)Giorgia Meriggi, Riparare il viola (Marco Saya Edizioni, 2017) Recensione di Ilaria Grasso Riparare il viola è l’intrigante titolo della raccolta di Giorgia Meriggi, finalista al Premio Internazionale di Letteratura della città di Como. Prima di leggere queste poesie mi sono interrogata sulla natura di questo colore viola e mi erano venuti in mente…
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“Aspettare la rugiada” di Damiana De Gennaro (di R. Canaletti)
Continua a leggere: “Aspettare la rugiada” di Damiana De Gennaro (di R. Canaletti)Damiana De Gennaro e il palmo aperto della poesia Su Aspettare la rugiada (Raffaelli Editore, 2017) di Riccardo Canaletti […] cos’è questa danza a cielo spento che ferisce con i fiori e costringe a camminare? Man mano che si avanza nella lettura si compila l’inventario delle sorprese; in ogni misura la poesia di Damiana…
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Alessandro Agostinelli, Benedetti da Parker (di M. Giaconi)
Continua a leggere: Alessandro Agostinelli, Benedetti da Parker (di M. Giaconi)Recensione a Benedetti da Parker di Alessandro Agostinelli (Cairo Editore, 2017) di Marco Giaconi È un libro bebop, come il suo oggetto, Dean Benedetti, malato di grande jazz e di droga, figlio di emigrati lucchesi, proprio come quelli che hanno colonizzato (me lo raccontava la funzionaria della nostra Ambasciata a Ottawa) perfino il North…
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Daniele Campanari, poesie da “Corpo disumano”
Continua a leggere: Daniele Campanari, poesie da “Corpo disumano”se mai con le mani ci suonerai qualcosa non eravamo buoni in quella lista da depennare non eravamo il momento; ma nella parola momento c’è il tempo impegnato dalla lingua per scavalcare i denti e cos’altro. quanto eravamo lenti, vero, la mattina è il preascolto della giornata e per gli altri, questi in fila,…
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Ilaria Grasso, “In tagli ripidi” di A. Brusa
Continua a leggere: Ilaria Grasso, “In tagli ripidi” di A. BrusaNella sua ultima raccolta di poesie, dal titolo In tagli ripidi (nel corpo che abitiamo in punta), Alessando Brusa mostra il suo panorama esistenziale forse partendo dalla lezione di Whitman secondo il quale «ogni atomo che mi appartiene è come se rappresentasse anche te.» Se così non fosse, credo comunque che Brusa sia ben consapevole…
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Le “parole salvate” di Goliarda Sapienza
Continua a leggere: Le “parole salvate” di Goliarda SapienzaLe ‘parole salvate’ di Goliarda Sapienza. Per fare un po’ di chiarezza su Ancestrale di Fabio Michieli Ruggiero Di Lollo una volta disse che Goliarda Sapienza «ha salvato tutte le parole che ha voluto salvare»; Di Lollo disse ciò riferendosi alla narratrice, alle molte parole con le quali Sapienza ha costruite non solo le…
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I poeti della domenica #188: Dario Bellezza, Un nemico della poesia
Continua a leggere: I poeti della domenica #188: Dario Bellezza, Un nemico della poesiaUn nemico della poesia Che i poeti meritino il disprezzo universale se ancora si occupano dei loro malcerti amori e fissazioni stravaganti, eros di minoranza nel viaggio comune verso l’indocile bestia che possiede e avanza verso la rovina. Predichino piuttosto il salto, lo svelamento, la conclusione nelle braccia della modernità a tutti i costi. .…
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La poesia di Shane MacGowan (di R. Canaletti)
Continua a leggere: La poesia di Shane MacGowan (di R. Canaletti)La poesia di Shane MacGowan di Riccardo Canaletti «He said one thing yesterday; he said “I just want to be a singer. I don’t want to be an actor, I don’t want to be a poet, I don’t want to be a writer, I just want to be a singer.” But of course he is…
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I poeti della domenica #184: Nicola Gardini, Qualcosa
Continua a leggere: I poeti della domenica #184: Nicola Gardini, QualcosaQualcosa Forse qualcosa in quell’acqua per la prima volta che chiama come se fosse l’ultima volta di là da qualsiasi chiarore di ogni chiarissimo nome – Qualcosa che è la stessa cosa che chiama irrimediabilmente eppure non vuole farsi ricordare – Scherzi dell’acqua sfiorata dallo sguardo e non capita che forse non era un’acqua neppure…