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Marco Russo: poesie da “Il dono di avere vene”
Continua a leggere: Marco Russo: poesie da “Il dono di avere vene”Un albero fa mi strattonasti forte alla radice del tronco. Ora sono salice versato nell’arte dell’arrendersi. E sverno a terra, frugo fra gli indumenti di neve il meno impietoso verso le forme filiformi delle vene. Ho fatto il pieno delle assoluzioni e ora ti confino fra gli inoffensivi, ti disinnesco da tempesta a…
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Samir Galal Mohamed, Per approssimazioni (inedito)
Continua a leggere: Samir Galal Mohamed, Per approssimazioni (inedito)per approssimazioni abbracciare l’orifizio l’altalena l’incesto graduale vincolo scarto tirannia la possibilità possibilitante l’agente sorvegliante il limite fuori del limite l’eventualità del non evento l’avvento inaccessibile l’appuntamento mancato il previsto inaspettato l’inedito, sempre l’inaudito, mai. L’imprescrittibile inavvertibile. L’improcrastinabile adesso. L’assenza, nel dopo, del senso: ancora una volta reiterarsi e già sottrarsi all’ammirazione all’abbattimento all’esecuzione.…
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Alessandro Brusa, In tagli ripidi (nota di Anna Maria Curci)
Continua a leggere: Alessandro Brusa, In tagli ripidi (nota di Anna Maria Curci)Alessandro Brusa, In tagli ripidi (nel corpo che abitiamo in punta). Prefazione di Fabio Michieli. Postfazione di Marco Simonelli, Giulio Perrone editore 2017 Nel romanzo Il doppio regno, Paola Capriolo fa scrivere all’io narrante, in un diario scritto in un misterioso albergo nel quale si ritrova (accolta? prigioniera? di sé oppure di ‘altre forze’?) queste…
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ALESSANDRO MOSCÈ: LA POESIA NEO-LIRICA E UN PAESAGGIO INTERIORE
Continua a leggere: ALESSANDRO MOSCÈ: LA POESIA NEO-LIRICA E UN PAESAGGIO INTERIOREALESSANDRO MOSCÈ: LA POESIA NEO-LIRICA E UN PAESAGGIO INTERIORE (Su Hotel della notte) di Mirella Vercelli Non conosco personalmente Alessandro Moscè (nato nel 1969 ad Ancona e residente a Fabriano), ma lo immagino passeggiare per i vicoli della sua Fabriano. Dopo aver letto l’ultima raccolta di poesie, Hotel della notte, tradotta in spagnolo e pubblicata in…
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PoEstate Silva #45: Umberto Piersanti, “Quel che resta” e altri versi
Continua a leggere: PoEstate Silva #45: Umberto Piersanti, “Quel che resta” e altri versiQuel che resta questa corsa dei giorni che fissi nella mente e dentro il sangue, anche l’ora la più cruda e spessa – non la riscalda il sole non la rallegra il vento – nell’aria si dissolve come i volti, volti o ombre che s’agitano in quell’Arcano che il nome non osa, talora li rincontri…
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PoEstate Silva #43: Nicola Grato, da “Inventario per il macellaio”
Continua a leggere: PoEstate Silva #43: Nicola Grato, da “Inventario per il macellaio”tra le tue cose una rosa secca di santa Rita – tra i medicinali scaduti le ricevute di cambiali gli incartamenti colorati dei regali, biglietti d’auguri per Pasqua e Natale spediti da Forlì; una rosa, povera cosa – riposa da lungo tempo tra le pagine gialle di un libretto delle ore: passita nel silenzio…
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PoEstate Silva #41: Jackie Kay, da “Compagna”
Continua a leggere: PoEstate Silva #41: Jackie Kay, da “Compagna”Fiere If ye went tae the tapmost hill, fiere, whaur we used tae clamb as girls, ye’d see the snow the day, fiere, settling on the hills. you’d mind o’ anither day, mibbe, we ran doon the hill in the snow, sliding and singing oor way tae the foot, lassies laughing thegither –how braw, the…
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PoEstate Silva #39: Maurizio Bacchilega, da “Tornare a pensare”
Continua a leggere: PoEstate Silva #39: Maurizio Bacchilega, da “Tornare a pensare”Il mancato congedo del viaggiatore frettoloso Viste dal treno Alta Velocità persino le macchine dell’autostrada sembrano lente; gli alberi poi schizzano via che quasi non t’accorgi, come quella finestra sola che ora s’apre nel casolare. Perduti tra i portatili accesi, gli occhi di ciascuno intenti al proprio monitor, mentre scorrono le immagini di fuori, inascoltate.…
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PoEstate Silva #37: Antonio Merola, da “F. Scott Fitzgerald e l’Italia”
Continua a leggere: PoEstate Silva #37: Antonio Merola, da “F. Scott Fitzgerald e l’Italia”L’approccio di Fernanda Pivano: le introduzioni come strumento critico 1. Una nuova scuola americanista Il successo di F. Scott Fitzgerald in Italia comincia grazie alla traduzione di Tenera è la notte (Einaudi, 1949) a cura di Fernanda Pivano voluta fortemente da Cesare Pavese che così scriveva in una lettera all’amico Davide Lajolo: «Non ho voluto tradurre io…
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PoEstate Silva #34: Michele Zizzari, da “Processo a Elah”
Continua a leggere: PoEstate Silva #34: Michele Zizzari, da “Processo a Elah”I ANTEFATTO. Pianeta Terra, anno 2084, in una periferia urbana parecchio degradata dell’Italia Settentrionale. Un piccolo essere, che la penombra non riesce a mostrare chiaramente, trema dal freddo e dalla paura. Si è nascosto tra cumuli di rifiuti, dietro una levatrice robotica dismessa di vecchia generazione in un capannone industriale abbandonato. Dal Centro Operativo per la…