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Le ‘Carte Correnti’ di Roberto Galaverni: ovvero scrivere di poesia omettendo le donne (di Annachiara Atzei)
Continua a leggere: Le ‘Carte Correnti’ di Roberto Galaverni: ovvero scrivere di poesia omettendo le donne (di Annachiara Atzei)La domanda che spesso si rivolge a un poeta è quale sia il senso della poesia. Non è semplice trovare risposta a un simile interrogativo: ciascuno ricerca un significato del tutto soggettivo o, talvolta, neppure prova a risolvere il quesito. In Carte Correnti – Nove lezioni sul senso della poesia (Fazi Editore), Roberto Galaverni, critico…
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Solo tu mi vedrai coperta di squame nella sera: Fosforescenze, Valentina Furlotti (di Gaia Boni)
Continua a leggere: Solo tu mi vedrai coperta di squame nella sera: Fosforescenze, Valentina Furlotti (di Gaia Boni)Nella sua opera prima, Fosforescenze (Interno Libri 2023), Valentina Furlotti già dal titolo del primo capitolo, “La solitudine del melanoceto (e di altri animali)”, introduce il lettore nel suo mondo magico di luci radioattive, un’atmosfera straniante di abissi familiari e animali e allo stesso tempo totalmente radicata all’essenza del reale. I titoli dei capitoli, come…
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Poema contemporaneo tra fantascienza, mito e allucinazione: Il dio di Norimberga, Alessandro Baldacci
Continua a leggere: Poema contemporaneo tra fantascienza, mito e allucinazione: Il dio di Norimberga, Alessandro BaldacciCosa accomuna Kaspar Hauser, le Baccanti di Euripide e i film di Truffaut? In apparenza, nulla. Ma se seguiamo il personaggio di Kaspar – che ritorna in quasi tutti i componimenti de Il dio di Norimberga (peQuod, 2023), esordio poetico di Alessandro Baldacci – ci troveremo a confrontarci con l’inadeguatezza e la furia, l’incertezza della…
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Il ricordo è un animale che latra da tante bocche: Rombo, Esther Kinsky (di Giulia Oglialoro)
Continua a leggere: Il ricordo è un animale che latra da tante bocche: Rombo, Esther Kinsky (di Giulia Oglialoro)Non c’è abitante del Friuli che la notte del 6 maggio 1976 non abbia avvertito, poco prima del terremoto che avrebbe polverizzato intere valli, delle cupe esplosioni provenire dal centro della terra. Suoni che orecchie umane non potevano decifrare, e che nei racconti popolari sarebbero stati paragonati al fracasso di una miriade di carri lanciati…
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Ciò che slega è ciò che trattiene: Franco Ferrara, Il cielo era già in noi (di Annachiara Atzei)
Continua a leggere: Ciò che slega è ciò che trattiene: Franco Ferrara, Il cielo era già in noi (di Annachiara Atzei)“Lasciamo il cielo per definirci perché il cielo era già in noi”. Nell’eterno presente di Franco Ferrara non c’è necessità di paragone perché l’unica esigenza dell’essere umano è conoscere quanto di sé è chiamato a morire e a vivere. Grande esploratore e poeta, nella sua carriera si è dedicato a lungo alla scoperta delle…
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Cos’è il poetry slam e perché sta diventando la moda del momento (di Maria Oppo)
Continua a leggere: Cos’è il poetry slam e perché sta diventando la moda del momento (di Maria Oppo)Ascolteremo poesia nei bar il sabato sera e ci divertiremo a farlo: negli ultimi anni si è diffusa spontaneamente e in tutto il mondo una modalità nuova di fruire la poesia. Un fenomeno che tiene un piede ben saldo nelle avanguardie del mondo dello spettacolo e l’altro nelle radici della letteratura occidentale. Il 20 luglio…
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La paura ferisce come un coltello arrugginito: l’esordio di Giulia Scomazzon (di Alice Pisu)
Continua a leggere: La paura ferisce come un coltello arrugginito: l’esordio di Giulia Scomazzon (di Alice Pisu)“Il passato non è morto; non è nemmeno passato. Ce ne stacchiamo e agiamo come se ci fosse estraneo” scrive Christa Wolf in Trama d’infanzia (trad. Anita Raja, edizioni e/o, 1992). Nella sua dolorosa rielaborazione del tempo, si relaziona a un trauma remoto osservando il rifiuto dell’espressione, il “disgusto della parola” che la spinge a…
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Speciale Premio Strega Poesia 2023: Umberto Fiori, Autoritratto automatico (una rubrica a cura di Annachiara Atzei)
Continua a leggere: Speciale Premio Strega Poesia 2023: Umberto Fiori, Autoritratto automatico (una rubrica a cura di Annachiara Atzei)Verso la faccia. Nulla come il viso è così immediatamente rappresentativo di noi stessi, eppure Umberto Fiori non si accontenta, anzi, rifiuta la propria faccia e comincia una operazione – che cinquant’anni dopo diventa anche letteraria – per andare oltre il sembiante e ragionare sull’identità. Nel 1968, inizia la sua collezione di fototessere automatiche, come…
