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Luigi Bressan, Quetzal (nota di Renzo Favaron)
Continua a leggere: Luigi Bressan, Quetzal (nota di Renzo Favaron)Quetzal o quando non ci sono più gli uccelli di una volta Qualche anno fa scrissi una recensione per Luí (Einaudi editore, 2003) di Giancarlo Consonni, una raccolta di poesie in cui si percepiva acutamente lo stridore, l’urto della civiltà urbanizzata a detrimento della secolare e indifesa natura. Ricordo le immagini perturbanti (ad esempio, l’iguana…
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Emiliano Ventura, Intervista a Sotirios Pastakas
Continua a leggere: Emiliano Ventura, Intervista a Sotirios PastakasLa poesia è la più aristocratica delle arti». Intervista a Sotirios Pastakas di Emiliano Ventura Sotirios Pastakas è uno dei maggiori poeti greci, la sua opera è tradotta in molte lingue (quindici) e è apprezzata in varie nazioni e continenti; la sua raccolta Trilogia (Food Line) è stata tradotta negli USA nel 2015. Nello stesso…
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I poeti della domenica #398: Antonino Caponnetto, Senza titolo
Continua a leggere: I poeti della domenica #398: Antonino Caponnetto, Senza titoloSenza titolo La verità che tante volte inseguo è quella inafferrabile di un dormiveglia quando è quasi l’alba, perturbante pensiero e desiderio che il risveglio cancella in un istante. La cerco sul tuo viso mentre dormi. E tu ti sveli come un singhiozzo. Un nodo in gola, un vuoto, una morte. . Antonino Caponnetto,…
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I poeti della domenica #397: Ferruccio Brugnaro, Non si può spegnere
Continua a leggere: I poeti della domenica #397: Ferruccio Brugnaro, Non si può spegnereNON SI PUÒ SPEGNERE Il mio grido è una ferita angosciosa . una grande ferita. Il mio grido è un acido . forte, deciso entro una quiete millenaria . …
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proSabato: Cesare Zavattini, Il contadino – 1950
Continua a leggere: proSabato: Cesare Zavattini, Il contadino – 1950A Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è dedicata questo mese la rubrica «proSabato» sul nostro blog. IL CONTADINO – 1950 – Un contadino arava e pensava: bevo o no? Il bottiglione dell’acqua era fra l’erba, all’ombra. Berrò quando avrò fatto il giro del campo, proverò più piacere, va’,…
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Maria Benedetta Cerro, La congiura degli opposti (nota di Giuseppe Varone)
Continua a leggere: Maria Benedetta Cerro, La congiura degli opposti (nota di Giuseppe Varone)La congiura degli opposti ossia la traducibilità del silenzio La volubilità dell’anima basta a reprimere, ad alterare la forza del poeta, che nella sua natura riconosce il segreto della mai effimera brevità di ogni illuminazione lirica, evanescente ma non transiente, giacché permanente nella sua inappagabile perpetuità, come fosse controfigura dell’oblio e memoria che brucia…
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Ivan Hristov, Il discorso continuo (di Luca Benassi)
Continua a leggere: Ivan Hristov, Il discorso continuo (di Luca Benassi)Ivan Hristov. Il discorso continuo. Traduzione di Laura Corraducci Il libro più noto di Ivan Hristov è Poesia americane del 2013, dal quale sono tratti i testi qui pubblicati (tranne Acacia e Zaffiro, che sono tratti da Dizionario dell’amore). Poesie americane è un titolo che rimanda a un’appartenenza geografica, spostando l’attenzione dalla penisola balcanica, alla…
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Irene Sabetta, Tre testi inediti
Continua a leggere: Irene Sabetta, Tre testi ineditiGente di Hanoi La città nel fiume emerge a sprazzi dall’acqua verde. Non chiede pietà e non dorme la gente di Hanoi. Si muove agile su ruote di fuoco lungo la cresta del dragone e agli incroci delle strade ognuno segue il suo destino: una tomba nel campo di riso. La dama della foresta…
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I poeti della domenica #396: Roberto Lamantea, t’innevi/ in azzurri lacustri e rari
Continua a leggere: I poeti della domenica #396: Roberto Lamantea, t’innevi/ in azzurri lacustri e rari. t’innevi in azzurri lacustri e rari, fiumi di cere e nevi in lumi e ori, da rive m’inorli, da luce azzurra invaghita, là nel selvoso manto di neve smarrita, e di gioielli il bosco contempla rami e pini; t’innamori d’aria appassita come un ciclamino. . Roberto Lamantea, in Xilofonie, 1994
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I poeti della domenica #395: Roberto Lamantea, Se la dolcezza è delicata mimosa
Continua a leggere: I poeti della domenica #395: Roberto Lamantea, Se la dolcezza è delicata mimosaSe la dolcezza è delicata mimosa la ferita sanguinerà quarzo, la memoria oscillerà da rèsine e cere. La bellezza si specchia in pugnali d’oro. L’alba gelata, le rose selvatiche, i cardi velenosi lo sanno. . 31-XII-1978 ore 21.35 Roberto Lamantea, in Xilofonie, 1994