Kurt Marti nel centenario della nascita (a cura di Fulvio Ferrario)

Kurt Marti, nel centenario della nascita
a cura di Fulvio Ferrario

Kurt Marti nasce a Berna nel 1921, in una famiglia borghese: il padre è notaio, politicamente impegnato nel partito liberale (cioè conservatore). Al liceo è compagno di classe di Friedrich Dürrenmatt, con il quale mantiene un rapporto di amicizia. Dopo un tentativo di studiare legge, si dedica alla teologia e diventa pastore riformato. Frequenta per un tempo, a Basilea, le lezioni di Karl Barth, uno dei maggiori teologi dell’intera storia del cristianesimo, e ne rimane molto colpito. Barth, del resto, non è, in quegli anni, «solo» un pensatore, sia pure famosissimo, bensì una leggenda: oppositore di Hitler negli anni trascorsi in Germania, socialista, vissuto dalla buona borghesia elvetica come un pericoloso sovversivo, forse addirittura filocomunista. Questa dimensione «alternativa» di Barth costituisce, per Marti, una costante fonte di ispirazione. Nel 1950 il giovane candidato pastore sposa Hanni Morgenthaler: sarà un matrimonio intenso e felice. L’ultima pubblicazione del poeta, Heilige Vergänglichkeit (Santa caducità, 2010), è, in larga misura, un grido di dolore per la scomparsa della consorte, uccisa da un tumore.
L’attività letteraria di Marti inizia negli anni Cinquanta, parallelamente all’impegno politico, in un primo tempo orientato a contestare l’armamento atomico della Svizzera. Nel decennio successivo egli si afferma come voce emergente e alternativa nel panorama letterario svizzero e tedesco: la produzione poetica è al centro, ma ad essa di aggiungono testi teatrali, brani di prosa, nonché una vivace attività pubblicistica. Numerosi anche i commenti ai testi biblici e le raccolte di prediche, da parte di un uomo che continua a considerarsi anzitutto ministro dell’evangelo e solo in subordine uomo di lettere. Nel 1961 è scelto come pastore della Nydeggkirche, nel centro di Berna. Ormai lo scrittore è una sorta di istituzione nel dibattito elvetico: celebri le polemiche con alcuni politici conservatori, così come il veto posto dalle autorità cantonali alla chiamata di Marti alla cattedra di omiletica presso la Facoltà teologica bernese; in compenso, la stessa Facoltà gli conferirà, più tardi, un dottorato ad honorem. Nel 1983, il pastore Marti va in pensione e intensifica l’attività letteraria, i viaggi e le conferenze. Gli anni della tarda maturità sono caratterizzati da un ampio riconoscimento e da una produzione assai intensa, fino al 2007, quando la scomparsa di Hanni Marti segna l’inizio dell’ultima fase della vita del poeta, che si protrae fino al 2017.
Come filo conduttore nella poliedrica produzione di Marti vorrei indicare la triade: fede, politica, vita quotidiana, viste come dimensioni non semplicemente giustapposte, bensì intrecciate. Per alcuni anni, Marti utilizza anche la lingua parlata bernese, quasi ad accentuare il carattere diretto, raffinato e insieme popolare, della sua comunicazione artistica.
Siamo di fronte a uno dei più interessanti cantori della fede cristiana del XX secolo: si tratta di un cristianesimo tipicamente protestante, convinto e al tempo stesso strutturalmente attraversato dal dubbio. Il linguaggio poetico permette a Marti di avventurarsi in territori nei quali la teologia accademica incontrerebbe serie difficoltà: ne esce una fede  critica e, se così si può dire, mobile, radicalmente avversa alle semplificazioni convenzionali. Qualche critico ritiene che il cristianesimo libero e critico di Marti si allontani alquanto dal pensiero del suo ispiratore Karl Barth, che invece passa (soprattutto presso i lettori superficiali) per un teologo religiosamente conservatore, anche se politicamente di sinistra. Il poeta stesso, nelle sue testimonianze, non avverte alcun contrasto: per lui è naturale che la fede si interroghi, dubiti, abbia nell’incredulità non solo un’interlocutrice, bensì la propria ombra.
La passione politica in Marti si può, a grandi linee, identificare con i grandi temi degli anni Sessanta–Settanta: corsa agli armamenti e guerra fredda, Vietnam, giustizia sociale. L’opinione pubblica maggioritaria, in una Svizzera ufficialmente neutrale, ma ampiamente attraversata da un radicale anticomunismo, accoglie con insofferenza ogni forma di orientamento sospetto di socialismo, e addirittura con scandalo quello di un uomo della chiesa. Oggi, il Marti politico potrebbe apparire piuttosto datato, ma la problematizzazione di assetti sociali che producono emarginazione e ingiustizia (anzitutto nel Sud del mondo, ma anche nei paesi ricchi) mantiene una tragica attualità.
Tra i volumi disponibili in italiano, le Orazioni funebri (Leichenreden, edizione originale 1969), riuniscono questi elementi nel modo più evidente. Si tratta di una sorta di Spoon River europea, dove vengono a parola persone che non sono più e riflessioni sulla mortalità come caratteristica costitutiva della condizione umana. Parlando della morte, tuttavia, si celebrano la vita, la gioia e l’impegno. La speranza cristiana nella risurrezione è ben presente (a differenza di quanto accade nell’ultimissimo Marti, che su questo punto mostra maggiori perplessità), ma non costituisce la chiave di volta del canto: l’accento cade sulla benedizione che Dio elargisce alla vita terrena e sul compito umano di farne buon uso. L’altra raccolta di poesie tradotta in italiano, la passione della parola DIO, raccoglie liriche a tema esplicitamente biblico-teologico, nelle quali si sovrappongono la vocazione pastorale e quella letteraria dell’autore. Nel centenario della nascita di Marti, la scarsa notorietà delle sue opera nel nostro paese può costituire un’opportunità di istituire un dialogo con un figlio del Novecento, che potrebbe avere molto da dire a questo XXI secolo che si atteggia spesso a cinico, mentre probabilmente è anzitutto disorientato.

© Fulvio Ferrario

 

teolalia / parlare di dio

1
colui che sei:
IO SONO
colui che sei
IO SONO COLEI CHE SONO
colui che sei:
IO SARÒ
colei che sei:
IO SARÒ COLEI CHE SARÒ

colui che sei:
IO CI SARÒ
colei che sei:
IO CI SARÒ COME COLEI CHE IO CI SARÒ

2
colui che ai suoi dimostratori
dimostra
che colui che è dimostrato
non è
mai
colui che era da dimostrare

3
non dio come altrimenti gli dei sono dio
crepa semmai nel basamento del super io
non signore come altrimenti i signori sono signore
l’inizio della fine di ogni signoria

4
colui
che sarà
TUTTO IN TUTTI

 

Kurt Marti
traduzione inedita di Fulvio Ferrario e Beata Ravasi

 

theolalie / reden von gott

1
der du bist:
ICH BIN
die du bist:
ICH BIN DIE ICH BIN
der du bist:
ICH WERDE SEIN
die du bist:
ICH WERDE SEIN DIE ICH SEIN WERDE

der du bist:
ICH WERDE DA SEIN
die du bist:
ICH WERDE DA SEIN ALS DIE ICH DA SEIN WERDE

2
der seinen beweisern
beweist
dass der bewiesene
nie
der zu beweisende
ist

3
nicht gott wie götter sonst gott sind
riss schon im sockel der über-ichs
nicht herr wie herren sonst herr sind
der anfang vom ende jedweder herrschaft

4
Der
ALLES IN ALLEM
sein wird

 

Da: abendland. Gedichte von Kurt Marti – Luchterhand Literaturverlag 1980
Abendland, Neuwied, Luchterhand, 1993

 

SEMPRE SEI TU

Prima che Ti cercassimo,
.             Tu c’eri.
Prima che Ti chiamassimo «Padre»,
.             Tu ci hai accudito come Madre.
Piegammo il ginocchio al Tuo cospetto, Signore,
.              e ci venisti incontro da fratello.
Implorammo la Tua fraternità
.              e la risposta pervenne sororale.

Sempre sei Tu,
.              colui che era prima;
ovunque sei Tu,
.              colui che incontra.

 

IMMER BIST DU ES

Ehe wir Dich suchten,
.              warst Du da
Bevor wie Dich «Vater» riefen,
.              hast Du uns als Mutter umsorgt.
Beugten wir die Knie vor Dir, dem Herrn,
.              kamst Du als Bruder entgegen.
Beschworen wie Deine Brüderlichkeit,
.              erging die Antwort schwesterlich.

Immer bist Du es,
.              der vorher war;
allwärs bist Du es,
.              der begegnet.

 

Kurt Marti, da: Ungrund Liebe, Klage, Wünsche Lieder, Radius Verlag 2004
traduzione inedita di Fulvio Ferrario e Beata Ravasi

 


Opere disponibili in italiano
Alleati di Dio, a cura di Th. Soggin, Claudiana, Torino 1998 (meditazioni)
Orazioni funebri, a cura di A. Zweifel Azzone, Crocetti, Milano 2001
la passione della parola DIO, a cura di B. Ravasi e F. Ferrario, Claudiana, Torino 2014

https://www.rsi.ch/play/radio/tempo-dello-spirito/audio/kurt-marti-cento-anni-dalla-nascita-?id=13770862

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