Poesie di S.G. Dimoski (trad. di Emilia Mirazchiyska)


 

Секојдневна песна

животот не е само курва
туку и ти око мое и ти!

тревата наврапито што расте
и уште побрзо што венее
не е само ненадеен здив
туку и ти срце мое и ти.

каменот не е само обескрилена птица
водата не е само постојан изгрев
туку и ти крв моја и ти.

една ѕвезда паѓа
и гасне во моето крило

ох, вознеси се! вознеси се!

Canzone quotidiana

non solo la vita è una puttana
ma anche tu occhio mio anche tu!

non solo l’erba che cresce in modo veloce
e ancora più velocemente appassisce
è un respiro sorprendente
ma anche tu cuore mio anche tu.

non solo il sasso è un uccello senza ali
non solo l’acqua è un’alba incessante
ma anche tu sangue mio anche tu.

una stella cade
e si spegne nella mia ala

oh, innalzati! innalzati!

 

Вечерна песна

Во темното небо се губат темните гори.
Во темното клопче издишува темната трева.
Во темното светло темниот Творец.

Во темните пори: душата и твоето слепо око.
Во темното стакло свиреж на темниот вокал У.
Во темната празнина расејани ѕвезди.
Во темниот звук темно самување.

Во темниот град се губи темниот шетач.
Во темната вода се дави темниот веслач.
Во темната игра исчезнува темниот играч.

Во темните гори се одмотува темното клопче.
Во темната трева паѓа темното небо.
Во темниот Творец одекнува зелениот вокал У.

Во темното зрно песок темна светлост
темен блесок.

Canzone di sera

Nel cielo oscuro si perdono le selve oscure.
Nel gomitolo oscuro respira l’erba oscura.
Nell’oscuritá risplende il Creatore oscuro.

Nei meati oscuri: l’anima e la tua tempia.

Nel vetro oscuro: il sibilo della vocale oscura U.
Nel vuoto oscuro: stelle disperse.
Nel suono oscuro: solitudine oscura.

Nella città oscura si perde il vagabondo oscuro.
Nell’acqua oscura affoga il barcaiolo oscuro.
Nel gioco oscuro sparisce il giocatore oscuro.

Nelle selve oscure si svolge il gomitolo oscuro.
Nell’erba oscura si inabissa il cielo oscuro.
Nel Creatore oscuro risuona la vocale verde U.

Nell’oscurità un granello di sabbia: luce oscura
splendore oscuro.

 

Темно место

Слегов Долу. Долу е темно место.
Господине, имате ли Пламен!
Госпоѓо, имате ли Ветар!

Долу е Господ. Дреме како буф.
Господине, имате ли Господ!
А Вие Госпоѓо – Девица Марија!

Слегов меѓу Овидие и Данте.
Господине, Вие ли сте Река!
Госпоѓо, имате ли Вода!

Ја изгубив сопствената ноќ.
Господине, имате ли Планина!
Госпоѓо, донесете ми Коњ!

Luogo oscuro

Sono sceso Giù. Giù è un luogo oscuro.
Signore, ha una Fiamma?
Signora, ha del Vento?

Giù c’è Dio. Sonnecchia come un gufo.
Signore, Lei ha un Dio?
E Lei, Signora – la Vergine?

Sono sceso tra Ovidio e Dante.
Signore, Lei è il Fiume?
Signora, ha dell’Acqua?

Ho perso la mia notte.
Signore, ha una Montagna?
Signora, mi porti un Cavallo!

 

Предмети и аргументи

Се движиш помеѓу предмети, икаш.
Погледнуваш низ прозорецот, зад тебе
Ѕидот нечувствителен вивнува во сино,
Икаш. Од лимената рамка излегува
Твојот небесен татко: – Сине, ти вели,
Куќава тоне во сино, во неподносливо сино.
– Да, Јас пливам во твоите очи, Татко
Небесен!

Oggetti e argomenti

Ti muovi tra gli oggetti, singhiozzi.
Getti uno sguardo alla finestra, dietro di te
Il muro impassibile si innalza nell’azzurro,
Singhiozzi. Dalla cornice di metallo esce
Il Tuo Padre celeste: – Figliolo, ti dice,
La casa affonda nell’azzurro, in un azzurro insopportabile.
– Sì, io nuoto nei tuoi occhi, Babbo
Celeste!

 

Лекција за предметите

Предметите кога се гледаат
Со слепото око хомерово
Во слапови шумовита светлина
Се спуштаат низ воздушести витли
И кога врз нив се наслонува
Увото на Бетовен
Меѓу звукот и светлината
Се протега бесконечен ходник
Од едната страна се умножува
Слепото око хомерово
Од другата ушната инка на Бетовен
Во која се распоредуваат предметите
Во девет строго утврдени
Кругови 

Lezione sugli oggetti

Quando si guarda gli oggetti
Con l’occhio cieco di Omero
Quelli precipitano giù tra i cerchi d’aria
Nelle onde di luce densa
E quando su di essi si appoggia
L’orecchio di Beethoven
Tra il suono e la luce
Si  distende un corridoio senza fine
Da una parte si moltiplica
L’occhio cieco di Omero
Dall’altra – l’imbuto auricolare di Beethoven
Nel quale si ordinano gli oggetti
In nove perfettamente tracciati
Gironi

 

Именување на предметите

Има една мала соба
Во која се мешаат градовите и границите
Наместо таван има небо
Наместо под има море
Во дното на небото дреме старец
Со жолта месечина над главата
Во дното на морето расте фетус
Налик на морска ѕвезда
Меѓу старецот и фетусот
Се мешаат градовите и границите
Се уриваат ѕидовите валка калта
Фетусот се шири како сфера
Старецот се смалува во зрнце
Зрнцето се движи во сферата
Зад себе оставајќи
Светлосна трага

Зрнцето е осамен човек
Сферата – празната соба 

Il chiamare degli oggetti

C’è una piccola camera
In cui si mescolano le città e le frontiere
Invece del soffitto c’è il cielo
Invece del  pavimento c’è il mare
Sullo sfondo del cielo sonnecchia un vecchio
Con una luna gialla sopra la testa
Sul fondo del mare cresce un feto
Simile a una stella marina
Tra il vecchio e il feto
Si mescolano le città e le frontiere
I muri rovinano nel fango
Il feto si accresce come una sfera
Il vecchio rimpicciolisce come un granello
Il granello si muove nella sfera
lasciando dietro di sé
Una traccia chiara

Il granello è un uomo solo
La sfera – una camera vuota

 

Ноќта е црна Liebe Marija

Ноќта е црна Liebe Marija
Ја ослушкувам, трепери. Црна е
Водата што тече низ моите
Прсти. Ти си црна. Ноќта

Непрестано се тресе. Те зема
И те враќа. ноќта
Се движи. Те претвора
Во прав што го дишам.

Се претвора во големо крило
Кое мафта на хоризонтот
Претворајќи се во точка
Liebe Marija.

La notte è nera, Liebe Maria

La notte è nera, Liebe Maria.
La sento, trema. È nera
L’acqua che scorre tra le mie
Dita. Sei nera tu. La notte
Trema senza tregua. Ti prende
E ti fa tornare. La notte
Si muove. Ti sta trasformando
Nella polvere che respiro.
Ti sta trasformando in una grande ala
Che si agita all’orizzonte,
Mentre si riduce in un punto,
Liebe Maria.

(traduzioni di Emilia Mirazchiyska)

 

S.G. DIMOSKI (Славе Ѓорѓо Димоски/Slave Gjorgjo Dimoski) è nato nel 1959 a Velestevo, a nord della città di Ocrida. È autore di oltre una decina di libri di poesia che lo hanno portato a conseguire i più importanti riconoscimenti letterari nella Repubblica di Macedonia, fra i quali ricordiamo i premi “Fratelli Miladinov” e “Aco Shopov”, e più recentemente il premio “Antevo pero” (“Piuma d’Ante”), collegato all’Accademia ‘Ante Popovski’, fondata recentemente nel nome di uno dei poeti macedoni più apprezzati all’estero, scomparso nel 2003. È stato inoltre vincitore per ben due volte del premio “San Clemente d’Ocrida”, nel 2000 e nel 2012. Ha conseguito il premio internazionale “Mela d’oro” a Zagabria nel 1987, e nel 2009 ha ricevuto il “Grand Prix d’Europa” al festival poetico Curtea de Argeș in Romania; nel 2012 è stato onorato a Mosca con la medaglia “Sergej Esenin” per il suo contributo alla poesia internazionale.
Le sue poesie sono tradotte in oltre 25 lingue straniere. Molti dei suoi libri sono stati pubblicati anche in Russia, Polonia, Svezia, Turchia, Mongolia, Azerbaigian; i paesi con i quali intrattiene i rapporti più stretti sono però Serbia e Bulgaria, anche grazie alla sua attività di traduttore dalle rispettive lingue e ai legami con i più importanti letterati di questi stati. È stato inoltre inserito in numerose antologie internazionali, oltre ad avere lui stesso curato l’antologia panoramica Libro aperto dei motivi d’Eros e d’Amore nella poesia macedone, pubblicata nel 2002 da Struga Poetry Evenings.
Ha pubblicato anche tre libri di saggi e quattro libri per bambini. È fondatore e direttore del festival “Notte di poesia” a Velestevo, che esiste da vent’anni, ed è stato per otto anni (due mandati dal 2008) il presidente del board dei poeti del celebre festival “Serate di poesia” di Struga, città sul lago d’Ocrida, evento che risale al 1962.

Emilia Mirazchiyska (1972) vive e lavora a Sofia, Bulgaria, dove è nata. È editore e direttore della piccola casa editrice Scalino, che include a catalogo anche due antologie in italiano da lei curate: Maternità possibili (insieme a Rayna Castoldi, 2011) e Saluti a Dickens – 15 storie di Natale (2012). Oltre ad aver insegnato per anni storia dell’arte al Liceo Italiano di Sofia, è traduttrice: a sua firma la versione tradotta del primo romanzo di Francesca Lancini, Senza tacchi (Bompiani, 2011) e la prima parte del libro di poesie di Dome Bulfaro, Marcia film (Scalino, 2016). Ha inoltre tradotto dal bulgaro all’italiano con diversi co-traduttori/poeti italiani i libri di alcuni importanti poeti bulgari: Vladimir Levchev (il cui libro antologico di poesie Amore in piazza è pubblicato in Italia da Terra d’ulivi edizioni, febbraio 2016, con Fabio Izzo); Beloslava Dimitrova, La natura selvaggia (pubblicato in Italia da Arcipelago itaca edizioni, febbraio 2017, con Danilo Mandolini); Aksinia Mihaylova, Nel delta del mondo (pubblicato in Italia da Edizioni Kolibris, maggio 2017, con Francesco Tomada).

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