#Festlet 2018 #2: Il riso e la specie

Marco Malvaldi

 

Premetto che sembrerò allontanarmi per qualche rigo dalla letteratura, ma ieri sera sono andata a piazza Castello a godermi Dose e Presta de “Il ruggito del coniglio”, magistralmente accompagnati da Max Paiella e Attilio Di Giovanni. Per un’insegnante (per quanto precaria), assistere a una puntata è sempre una festa, figuriamoci se è live. E io del Festlet adoro il versante lieve: mi lascio sconvolgere la vita da letture drammatiche che scopro in qualche evento tra le navate di una chiesa, e cinque minuti dopo confesso a Lella Costa di averla adorata quando ha riassunto in nove comicissimi minuti la storia di Reva Shein in Sentieri.
Il Festlet è il luogo delle cose sottili, brillanti e profonde: e l’ironia donata lì sull’unghia, con sforzo apparentemente minimo e perfezione di tempo, è grandezza.
Ho detto che mi sarei allontanata dalla letteratura, ma è vero? Forse no, e non solo perché Presta è un narratore di razza, ma perché in questa serata leggera, come ne regala il Festlet assieme ai momenti più densi, grandi ospiti sono state le storie.Perché, come sempre nella trasmissione, si scende tra il pubblico e si dà il la ai racconti, ovviamente a tema libresco: avete mai fatto finta di aver letto un libro per rimorchiare? Come intitolereste la vostra autobiografia? Che finale famoso cambiereste? E noi rispondiamo agli stimoli, e creiamo un piccolo Decameron senza pretese estetiche, e facciamo comunità. Le risposte non devono essere secche. Gli incipit devono portare a delle storie. Ne deve uscire un tessuto.
Ma se è vero, come è vero, che dirci storie ci rende umani, cosa dobbiamo dire dell’altra ospite già citata, l’ironia? La lavagna di Marco Malvaldi (l’ardesia a piazza Mantegna dove si susseguono lezioni di scienza, musica, economia e tanto altro) parlava appunto di questo.
Un computer può contare, dare un rango, associare una risposta: ma come si può fargli capire che si sta facendo una battuta? Programmarlo allo scherzo vuol dire smontare l’umorismo e trovare le sue regole: è il lavoro di un matematico e di un linguista, se mai tra i due, a ben guardare, c’è tutta questa enorme differenza. Le regole dell’umorismo e dell’ironia, spiega Malvaldi, sono la sorpresa, l’incompatibilità tra l’inizio e la fine dell’enunciato, e la sua irrealtà, ovvero l’incapacità di incidere sulla nostra salute o quella di chi ci è caro. Come la caduta in un tombino, che non è proprio il massimo se capita a nostra zia. Siamo umani: quello che ci fa ridere può anche terrorizzarci.
E quindi, in breve: come far capire a un computer che quando vorremmo ammazzare un nostro amico lo diciamo tanto per dire? Nella pura teoria, scomponendo la frase in oggetti. Lasciando che il computer verifichi da ricerche incrociate cos’è che stona, che risponde ai criteri di sorpresa, incompatibilità e irrealtà. Nessuno ancora è riuscito a insegnare questi meccanismi a un computer: questa capacità computazionale ci appartiene come specie, noi possediamo l’umanità pure essendo intrisi di matematica, e questo riguarda il riso, il linguaggio, e non mi stanco mai di aggiungere la musica. Possiamo studiare queste discipline, mi ritrovo ancora a pensare guardando la lavagna, ma l’armonia della loro parlata è già dentro di noi. Lo facciamo con leggerezza. Sentiamo che qualcosa si chiude quando torniamo alla tonica anche se non sappiamo cos’è una tonica, e ridiamo per una battuta. Ci raccontiamo storie e le storie hanno le loro regole, usiamo la nostra mente come se fossimo seduti sul tetto di una cattedrale, e lo facciamo con leggerezza. E, visto che siamo umani, alla NBC si accorsero presto che la gente rideva molto di più in compagnia e inventarono la macchina per le risate in sottofondo, perché ridere insieme vuol dire condividere lo stesso codice, codificare le stesse gerarchie, e ci rende specie.

© Giovanna Amato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.