Anna Maria Curci, ABC del passeur

ABC del passeur

Trasportare senso, liberarlo da una cattività babilonese che appare permanente, trasbordarlo oltre le cortine del fumo soporifero e mendace, spacciato per “sentimento popolare”, è attività che pone chi la esercita in una condizione di passeur, di chi organizza trasporti di clandestini oltre confine. Chi corre consapevolmente questo rischio può trovare in precedenti ‘passatori’ conforto, esempio, esercizio di disincanto. Procedendo in ordine alfabetico, con un mio personale ABC, comincio con tre autori: Rose Ausländer, Gottfried Benn, Heinz Czechowski. Traghettando le loro poesie nella striscia di terra nel quale l’italiano è riconosciuto come lingua materna, sono nate alcune composizioni.

 

A

Traducendo Rose Ausländer 

Una chiusa che sbarra
e i cordiali saluti
lanciati come sfida
all’offerta di aiuto

Keine Delikatessen
si diceva in poesia

E se il ghiaccio ci morde
tu Rose io straniera
ricerco la tua strada
tendo l’orecchio al canto

 

B

Imperdonabile inattuale

———-(leggendo Cristina Campo su Gottfried Benn)

 

Imperdonabile inattuale resti
neghi a chi archivio ti vuole dolente
e lorde liquida cambiali unte
gabelle d’aria fritta campionario

di impenitenti solite sconcezze:
nichilista, utopista, apripista,
autodafé alimenta per i gonzi
ghiotti solo d’altrui gozzoviglie.

 

C

Traducendo Sic transit gloria mundi di Czechowski

 

Lo struggimento mi lascio alle spalle,
percorro la mia strada nella storia.
La lama che mi pende sulla testa
non separa colpevoli e innocenti,
l’alba del giorno una sollevazione
contro speranze dalla voce querula.
Tutto è già stato detto? Non lo so.
Più degli omissis temo le omissioni,
le sommosse mancate contro l’inanità.

© Anna Maria Curci

6 comments

  1. Assad assapora albicocche
    sulla strada. Ripone fermenti
    sui i lastricati e lancia al vuoto, al passaggio,
    un onda repressa. Non passano
    i villani ed il popolo impazzisce di
    rosso.I doganieri arresi si stupivano.
    Alzano ed abbassano palette.
    Non requisiscono caramelle, ma uomini.

    È più facile che una mucca attraversi la cruna
    di un ago che l’alito
    avvezzo e stordito ingravidi la nostra Europa.

    Questo commentavano ed
    i proiettili vagavano.

    (Su Poetarum come se fosse L’Ombra)
    Grazie.

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  2. Anna Maria carissima,
    un grazie e un convinto apprezzamento per questa tua proposta che interpreto essere nel solco non solo di Franco Fortini, ma, soprattutto, di Paul Celan traduttore, di Ingeborg Bachmann traduttrice – intendo dire: si traduce per “trasportare senso” e per “liberarlo dalla cattività babilonese”, certo, e si traduce per capire anche la propria scrittura, per aprirle nuovi varchi, per renderla degna di esistere. Questi tuoi testi mi appaiono non solo come una precisa scelta culturale, ma anche politica – e di questo pure ti ringrazio.

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    1. Grazie, carissimo Antonio, per la tua lettura e la tua interpretazione. Giustamente parli di scelte – e con esse, mi sembra di capire, di responsabilità e impegno quotidiano. Sono scelte che non si fanno illusioni circa la condizione di privilegio che ha chi ancora può farle e non è (o non è ancora) travolto dalla marea, accompagnate dallo scetticismo di chi ancora discerne tra principio di realtà e principio di piacere, non cieche, tuttavia, dinanzi alla speranza. E dunque si lavora, si studia, si prova a ‘traghettare senso’. Ti ringrazio.

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