I poeti della domenica #224: Stefan Heym

Ma io passai il confine…

Ma io passai il confine.
Su per i monti, là dove c’era ancora la neve
su cui ardeva il sole traversando l’aria sottile.
E la neve penetrò nelle mie scarpe.

Nulla presi con me
se non il mio odio.
Lo coltivo, ora.
Ogni giorno lo innaffio
Con piccole notizie dai giornali
di piccoli omicidi,
sevizie secondarie
e innocue vessazioni.

È così che sono ora.
E non dimentico.
E torno a passare
su per i monti, che ci sia neve,
o che il verde della primavera copra le alture,
o il giallo dell’estate, o il grigio scuro
dell’autunno che attende l’inverno.

Allora sto nel paese che voglio liberare
con una fronte divenuta ghiaccio
negli anni in cui attesi.
Allora sono duri i miei occhi, solcata la mia fronte,
ma la mia parola è ancora lì, la forza del mio linguaggio
e la mia mano, che sa come guidare
la bocca di ferro della rivoltella.

Per le strade vado della città natale,
passando per i campi, che mi andarono persi,
su e giù, su e giù.

Stefan Heym
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Ich aber ging über die Grenze…

Ich aber ging über die Grenze.
Über die Berge, da noch der Schnee lag,
auf den die Sonne brannte durch die dünne Luft.
Und der Schnee drang ein in meine Schuhe.

Nichts nahm ich mit mir
als meinen Hass.
Den pflege ich nun.
Täglich begieße ich ihn
Mit kleinen Zeitungsnotizen
von kleinen Morden,
nebensächlichen Misshandlungen
und harmlosen Quälereien.

So bin ich nun einmal.
Und ich vergesse nicht.
Und ich komme wieder
über die Berge, ob Schnee liegt,
oder das Grün des Frühlings die Höhen bedeckt,
oder das Gelb des Sommers, oder das dunkle Grau
des Herbstes, der den Winter erwartet.

Dann steh ich im Lande, das sich befreien will,
mit einer Stirn, die zu Eis geworden
in den Jahren, da ich wartete.
Dann sind meine Augen hart, meine Stirn zerfurcht,
aber mein Wort ist noch da, die Kraft meiner Sprache
und meine Hand, die des Revolvers
eiserner Mündung zu führen versteht.

Über die Straßen geh ich der Heimatstadt,
über die Felder, die mir verloren gingen,
auf und ab, auf und ab.

Stefan Heym (da: Ich aber ging über die Grenze. Frühe Gedichte. Herausgegeben von Inge Heym, C. Bertelsmann Verlag, München 2013; prima pubblicazione su “Deutsche Freiheit”, Saarbrücken, 19 luglio 1933)

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